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giovedì 13 luglio 2017

Ora batte i pugni sul Tavolo, dopo aver dato del Complottista per anni a chi parlava di problema Fiscal Compact e Pareggio di Bilancio

di Vincenzo Cirigliano


Sono anni che il M5S parla di Revisione dei Trattati, Fiscal Compact, MES. Sono anni che il M5S cerca di sollevare questo enorme problema, riprendendo anche le posizioni di qualche filosofo intellettuale fuori dagli schemi, come Fusaro, o qualche economista avveduta come Lidia Undiemi, che parlano espressamente del Sistema Euro e dei Trattati come di un vero e proprio Sistema di controllo per soggiogare i popoli e asservirli al volere ed al potere di pochi eletti, non votati da nessuno, ma che muovono i fili del Potere costituito Europeo, ben rappresentati nella Commissione Europea.




Pochi eletti, non votati, che si muovono nella civiltà del Debito che tassello dopo tassello hanno costruito pazientemente nell’ultimo trentennio e che hanno usato per smantellare la società di Diritto che aveva visto crescere una classe media che, soprattutto in Italia, è ormai scomparsa da ogni mappa sociale.
Lo hanno fatto mettendo in Campo proprio quegli strumenti di cui solo oggi Renzi si accorge, avendoli colpevolmente sostenuti, con il suo Partito, sia nelle sedi istituzionali europee che Italiane, accusando, nel contempo, di complottismo chi, come il M5S, cercava di parlarne e di contrastarli in sede Europea. Il Fiscal compact, il Mes, il pareggio di Bilancio inserito in Italia in Costituzione sono strumenti espressamente costruiti per affamare i popoli e consegnarli nelle mani dei grandi gruppi finanziari e bancari che, consolidando la Civiltà del Debito, hanno letteralmente distrutto, nella nostra Nazione, i risparmi degli Italiani, hanno divorato i loro salari, hanno instaurato una tassazione insopportabile e distruttiva che in pochi anni ha fatto scempio di quel grande tessuto produttivo che è stato il fiore all’occhiello dell’Italia fino alla fine degli anni 90. 

Ci hanno fatto credere che il vero problema era il Debito Pubblico, raccontandolo come un macigno che non potevamo lasciare assolutamente sulle spalle delle future generazioni che ne sarebbero state travolte. Ci hanno fatto credere che era ripagabile, dimenticandosi di spiegarci che se oggi il debito continua a crescere nonostante i tagli e i sacrifici enormi imposti ai cittadini, è solo perché, nel sistema instaurato con l’entrata nell’Euro, ogni anno l’Italia paga circa 90 miliardi di interessi sul debito che si traducono in emissioni di nuovi Bot e quindi di nuovo debito. Un Debito che si alimenta da solo e che non potrà mai essere ripagato. Renzi solo oggi si accorge di questo meccanismo perverso, dopo aver sostenuto in questi anni, attraverso i provvedimenti messi in campo, ogni diktat che a livello economico veniva imposto dalla nomenclatura europea sotto dettatura tedesca, i cui vertici, in questo subdolo Sistema, hanno visto l’opportunità per soggiogare e sopraffare l’economia di quegli Stati, come l’Italia, che potevano contare su un sistema produttivo efficiente, di qualità e ultracompetitivo sui mercati Europei ed Internazionali. Renzi oggi alza la voce, ma lo fa solo in prospettiva dell’imminente appuntamento elettorale, ben sapendo che dall’altra parte nulla gli verrà concesso. Le dichiarazioni del Presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, in questo senso sono emblematiche quando afferma, rispondendo alle dichiarazioni colorate di Renzi, che ”Stare al 2,9% (del deficit per cinque anni, ndr) sarebbe fuori dalle regole di bilancio, non e’ una decisione che un Paese puo’ prendere da solo, in questa unione monetaria ci si sta insieme”.

Renzi vuol dare all’elettorato l’immagine di un leader capace di tener testa alla nomenklatura europea, capace di battere i pugni sul tavolo, dimenticando che ormai gli Italiani conoscono bene le finalità delle sue esternazioni costruite solo ed unicamente per fare Gossip e muovere i sondaggi elettorali, ma che alla fine si concretizzano in un nulla di fatto dinanzi al muro eretto da chi veramente gestisce il Potere in Europa. Gli Italiani , sign. Renzi hanno bisogno di ben altro, soprattutto di un leader che non si fermi dinanzi ad una risposta del  Dijsselbloem di turno, ma che riesca a ribattere colpo su colpo, mettendo in campo anche delle azioni drastiche e convincenti per cambiare concretamente le cose e ridare dignità ad una nazione che fino al 2000, vale a dire prima dell’entrata nell’Euro, era la prima potenza manifatturiera europea. Oggi, non a caso, siamo stati scalzati dalla Germania. 

Questo leader non può essere lei, soprattutto non può essere chi, sino a qualche mese fa ha cercato di sottrarre con un assurdo quanto tendenzioso referendum, quei residui di sovranità che grazie alla nostra Costituzione sono saldamente salvaguardati e ben custoditi. Quel Referendum che le avevano chiesto proprio quei personaggi verso cui oggi lei fa finta di alzare la voce dopo averli sempre assecondati. Si proprio quei personaggi che hanno da sempre parlato di MES, Fiscal Compact e Pareggio di Bilancio imponendoli ai Governi non eletti che in questi anni si sono succeduti in Italia al di la di ogni regola di Democrazia.

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