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giovedì 22 giugno 2017

Mario Giordano: ‘Il gioco dell’estate: dagli alla Raggi", per nascondere CONSIP


Svelata l’ennesima trappola mediatica: il compito dei fake media asserviti al regime è infangare Virginia Raggi per nascondere lo scandalo Consip e i fallimenti del governo Gentiloni.
Il giornalista Mario Giordano ha scritto un bellissimo articolo smaschera i criminali dell’informazione e i loro padroni. Ne riportiamo una parte di seguito e vi invitiamo a leggerlo tutto e condividerlo:


“Dagli alla Raggi. La moda estate 2017 presenta il nuovo gioco di società, per altro ispirato ad un medesimo gioco invernale. Molto in voga sulle terrazze, nei salotti chic e soprattutto nelle redazioni giornalistiche consiste in questo: si prende il sindaco di Roma e le si fa un mazzo tanto.




Ma proprio tanto. A prescindere. E soprattutto senza alcun senso della proporzione. C’ è un topo in un parco giochi? Roma è invasa. C’ è un gabbiano che mal scagazza? Roma è sotto assedio. L’ immondizia?
Una tragedia. Le buche nell’ asfalto? Ormai le conosciamo tutte per nome, talmente le abbiamo viste nei telegiornali. E se arriva la notizia di chiusura delle indagini, per la questione di due nomine in Comune, fermate le rotative: bisogna aprirci il giornale. Nove colonne, maxi foto, titoli cubitali. Magari nascondendo quelle altre questioncelle di nessuna rilevanza, come per esempio l’ affare Consip. Del resto, si sa, chi tocca Lotti muore. Chi tocca la Raggi, invece, campa 100 anni.

E allora avanti: dagli alla Raggi. Che aspettate? Iscrivetevi anche voi al gioco di società. È semplicissimo. Basta ripetere con Renzi: «Gridavano onestà, adesso dimostrino la loro innocenza» (regola del gioco: ripetere «siamo garantisti»). Basta mostrare molta riprovazione per la scelta di Renato Marra a capo del turismo (regola del gioco: ripetere «era il fratello del suo braccio destro», e farlo strizzando l’ occhio con malizia).

Basta indignarsi ancor di più per la scelta di Salvatore Romeo come capo della segreteria (regola del gioco: ripetere «gli ha triplicato lo stipendio», e poi aggiungere con un sorriso: «ma non erano francescani?»).

E se qualcuno obietta che queste di certo non sono cose meravigliose, ma ecco, in passato al Campidoglio si son visti reati ben peggiori (do you remember Buzzi?), ricorrere alla formula magica: «Ma loro sono quelli che promettevano di cambiare». Regola del gioco: mentre si pronuncia la formula magica, canticchiare onestà-tà-tà in segno di scherno e commentare «il populismo sta tramontando, lo abbiamo visto con Macron». Macron, in questo gioco di società, è la carta jolly che fa vincere tutto.

Il nuovo gioco di società «dagli alla Raggi» è vivamente consigliato, oltre che da tutti i sommi direttori-maxi-mega-granduff-cavalieridellavoro, anche dai medici che hanno già registrato compiacenti le virtù benefiche del medesimo. Esso, infatti, consente di trovare senza tema una risposta immediata a tutte le ansie per le sorti dell’ Italia: l’economia non riparte come dovrebbe?

Dagli alla Raggi. I terremotati aspettano ancora le loro casette? Dagli alla Raggi. Quest’ anno sbarcano 200.000 immigrati e non sappiamo più dove metterli? Dagli alla Raggi. Gli italiani si sentono sempre più insicuri? Dagli alla Raggi. Regola del gioco: ripetere sempre «hai visto l’ apertura del Tg1?». Tanto va da sé, che nove volte su 10 l’ apertura del Tg1 è perfettamente centrata con la nuova moda dell’ estate (come lo era con quella dell’ inverno). Loro sì che sanno interpretare le tendenze chic.

Infatti: la chiusura delle indagini sulla Raggi nelle scorse ore ha avuto una grande eco mediatica. Titolo preferito: «Ora rischia il processo». Poi quando arriverà il rinvio a giudizio la notizia avrà di nuovo una grande eco mediatica. Già immaginiamo il titolo preferito: «La Raggi a processo». Fra l’altro la medesima notizia aveva avuto una grande eco mediatica quando si sospettava che la Raggi fosse indagata (titolo preferito: «La Raggi rischia di essere indagata») e poi, ovviamente, quando è stata indagata (titolo preferito: «La Raggi è indagata»).

Il Corriere si premura di farci sapere, con la sempre informatissima Fiorenza Sarzanini, che il processo potrebbe aprirsi a fine anno, cioè in piena campagna elettorale. Dunque come si farà a non dargli anche allora una grande eco mediatica? Tg e giornaloni già si stanno preparando. Fuochi d’artificio assicurati. Del resto mai una questione di nomine a Roma ha avuto tanta attenzione dai tempi in cui Caligola fece senatore il suo cavallo.

La regola del gioco di società prevede, peraltro, che tutti i partecipanti si dichiarino sempre garantisti, come Renzi. «Io sono garantista, però» e giù accuse contro la clamorosa violazione della legge (la nomina, per l’appunto). Aver fatto quel tal Marra capo del turismo deve diventare, per chi gioca, assolutamente ignobile, assai più ignobile che l’appalto Consip da 2,7 miliardi di euro con ballo di amichetti e annessa fuga di notizie. E scegliere Romeo come capo di gabinetto è più indecente del fallimento della Banca Etruria con annessi risparmiatori truffati. Sono le regole: chi non si adatta è out, chi non si adegua viene escluso. Non è ammesso al gioco nei salotti chic......


Conclude alla fine Giordano:

......Abbiamo tanti difetti, ma non riusciamo a mandare il cervello all’ammasso. Se vediamo che uno ruba due mele, ci indigniamo. Ma se vediamo uno che sta portando via l’intero frutteto, ebbene, ci indigniamo un po’ di più. Tutte e due le cose vanno denunciate, ma con le dovute proporzioni, no? E poi i nuovi giochi di società non ci piacciono. In spiaggia ci bastano le nostre biglie. Che, in ogni caso, sono meglio delle loro palle”.

fonte: Silenzi e Falsità

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