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mercoledì 31 maggio 2017

Per difendere il suo diritto al "SURPLUS" la Germania spinge l'Europa all'antagonismo con gli USA

di Guido da Landriano

Come secoli fa sottolineava Giulio Cesare nel De Bello Gallico, essere vicini dei germani non è semplice. Anche in questa crisi dei rapporti USA – Germania sembra che il solo fatto di voler tutelare i propri interessi sia inconcepibile per chi vive fra Reno ed Elba. L’elemento essenziale è che la Germania si sente chiamata dalla volontà divina, nascosta sotto le sembianze del mercato, ad avere un surplus commerciale enorme nei confronti degli altri paesi.







Il primo che mi dice “Ah, ma la colpa degli altri è che fanno auto peggiori” potrei fargli notare come non c’è azienda tedesca che utilizzi, nel proprio parco macchine, un mezzo di un’altra nazione, perfino all’estero, senza considerare che ormai le auto sono assemblaggi di pezzi costruiti ovunque, perfino le tedesche, e che , tecnologicamente , le auto giapponesi sono perfino superiori. Si tratta esclusivamente di una questione di carattere culturale.

Ora dato che “Surplus commerciale ad ogni costo” è bene sempre e comunque, si capisce il disappunto della signora Merkel dopo che Trump ha affermato che il surplus tedesco è male. Praticamente come se un prete sentisse bestemmiare in chiesa! Però anche il cancelliere si rende conto che non si può forzare l’America a mantenere il proprio deficit commerciale contro il proprio volere, soprattutto perchè è la prima potenza economica mondiale. Nello stesso tempo lo scontro sull’Ucraina ha messo alle strette le relazione russo – tedesche. Certo un nuovo patto Molotov – Ribbentrop sulla divisione del paese dell’Est è pur sempre possibile, ma la Germania deve salvare la faccia nei confronto dei suoi più stretti alleati baltici, per cui non può mostrarsi cedevole verso la Russia. Ed ecco allora che viene preparata una nuova strategia che vede “L’Europa che fa da se”, dove la parola “Europa” è da leggersi esclusivamente come “Germania”, in quanto gli altri paesi sono solo dei secondari comprimari.

In cosa consiste questa strategia per la difesa della supremazia commerciale ad ogni costo ? In attesa di esportare su Marte, Giove e , magari Proxima Centauri ci si accontenta di altre aree, di un diverso Lebensraum.
Aumento della spesa dell’Unione Europea, magari anche nella difesa, in cui, naturalmente, alcuni pagano ed altri acquisiscono le commesse (vedi Siemens);
Integrazione forzata dei paesi ancora riottosi nell’area euro. Anche se successivamente smentito, questo articolo mostra bene l’idea. In cambio dei fondi europei i paesi ancora fuori dall’euro sarebbero convinti ad entrare nell’euro. Questo porterebbe ad un colossale ciclo di Frenkel non tanto per Danimarca e Svezia, quando per Repubblica Ceca, Polonia, Romania Ungheria. Questi paesi prima riceverebbero un flusso finanziario fortissimo per poi esserne asciugati e quindi impoveriti. Un effetto Grecia, solo moltiplicato per quattro, con successivamente l’economia locale in crisi e facile preda per il grosso capitale, oltre che uno sbocco per il surplus commerciale tedesco respinto da Regno Unito e USA.


Contatti con paesi del far east, come l’India, facilmente colonizzabile industrialmente e che potrebbe esportare personale preparato a basso costo, così come in passato verso gli USA on i visti H1b, in modo da contenere il costo del personale anche qualificato.

Il tutto viene poi accompagnato da una retorica pre bellica. Ieri il ministro degli esteri tedesco Gabriel , SPD , ha affermato che “CHI NON CONTESTA LA POLITICA DEGLI STATI UNITI NE E’ COMPLICE”, una vera e propria dichiarazione di guerra riportata da tutti i giornali tedeschi.




Si parla apertamente di un nuovo reato, il “Collaborazionismo con gli USA”, probabilmente assimilabile all’alto tradimento.

Gli schieramenti sono delineati e si sparano le prime palle di cannone. Da che parte starà l’Italia ?

fonte: Scenari Economici

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