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domenica 23 aprile 2017

Stiamo andando in direzione di uomo migrante, precarizzato, senza identità, senza diritti

Collegato con lo studio di Omnibus, il filosofo Diego Fusaro è tornato sulla vicenda degli agnelli salvati a Pasqua, facendo notare che al posto loro sono andati al macello i lavoratori, grazie a riforme come il Jobs Act e l’abolizione dell’Articolo 18 che hanno tolto ogni diritto e reso gli italiani precari:

“In questa Pasqua 2017 per un verso ci si è battuti per non mandare al macello gli agnelli, e per un altro verso si sono mandati al macello i lavoratori nel silenzio generale.





Perché si sta effettivamente da anni, con solerte continuità, attaccando il mondo del lavoro e chiamando questi attacchi lineari diretti ‘riforme’.
Jobs Acts, ricordiamolo, al di là del nome ridicolo che rivela solo servilismo verso la lingua inglese, è stato un attacco diretto al mondo del lavoro: nel Jobs Act c’è scritto nero su bianco che in caso di contesa il lavoratore può essere licenziato anche per ragioni soggettive. Quindi è vero quello che si diceva: è stato distrutto l’Articolo 18 e con esso è stato distrutto il diritto fondamentale del lavoro, la dignità e la garanzia di una stabilità lavorativa, base ineludibile perché si costituisca una famiglia, si costituisca una progettualità futura.

Il tempo della precarietà è un tempo non solo dei contratti a tempo determinato, ma è una distruzione lineare di tutta la precarietà esistenziale di tutto il mondo borghese e proletario. 
Stiamo andando in direzione di uomo migrante, precarizzato, senza identità, senza diritti: solamente il consumatore ideale diventa, con la carta di credito perché non può nemmeno più comprare, non avendo più lo stipendio deve indebitarsi illimitatamente”.

‘La sinistra difende gli agnelli per non difendere i lavoratori’

In un editoriale pubblicato martedì scorso Fusaro sostiene che la sinistra, invece di aiutare i cittadini “si è messa a difendere gli agnelli”. Riportiamo di seguito parte dell’articolo:

“Come sapeva Carlo Marx, la storia è spazio aperto di farse oltre che di tragedie. La sinistra – che è oggi lontana da Marx come il pianeta Terra da Plutone – ne è un insuperato e insuperabile esempio.

Definisco sinistra, nel quadro post-1989, il più o meno coerentizzato sistema delle opinioni e delle pratiche discorsive tese a difendere il capitale contro il lavoro, l’élite contro il popolo: l’esatto contrario, dunque, di ciò in nome di cui combatterono Marx e Gramsci. Che, in questo orizzonte, possono definirsi le due persone meno di sinistra dell’intera storia universale. Anche se ciò è difficile da far capire ai militonti boldrinian-vendoliani e agli altri tragicomici esponenti della sinistra serva del capitale, stuolo policromo di utili idioti del Signore contro il Servo, dell’élite contro il popolo.

Il capitale oggi è culturalmente di sinistra, perché la Destra del Denaro trova nella Sinistra del Costume la propria “superstruttura” (Gramsci) ideale: elogio della privatizzazione, del competitivismo, dell’immigrazione di massa, della desindacalizzazione, della desovranizzazione, del mondialismo senza frontiere, ecc. Tutto questo è genericamente chiamato “progresso” e osannato come tale.

Alla stupidità – come al capitale – non v’è limite. In ciò sta anche l’ipocrisia di una sinistra boldriniana venduta al capitale che, pur di non difendere i lavoratori, si è messa a difendere gli agnelli. Se fossero ancora operativi, difenderebbero ovviamente anche gli Agnelli. È questa l’ultima trovata della Pasqua 2017, il tutto condito in salsa boldriniana (e berlusconiana). Dalle lotte operaie alle lotte vegane, ecco la ridicolaggine della nuova sinistra ancella del capitale. Ecco la volgare e patetica ridefinizione ultracapitalista e postproletaria di una sinistra che, per abbandonare la lotta verticale tra Servo e Signore (l’unica, per incidens, che tocchi i reali rapporti di forza), abbraccia le lotte gay, vegane e, in generale, tutte le battaglie che nemmeno sfiorano la concretezza del nesso di forza economico chiamato capitalismo. Vi è di che meditare, per chi ancora ne abbia il coraggio.”

fonte: Silenzi e Falsità

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