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sabato 15 aprile 2017

Il Fatto stronca Matteo Renzi: “il falso quotidiano sei tu”


Il Fatto risponde a Matteo Renzi: “il falso quotidiano è Renzi”.

L’ex premier Matteo Renzi ha detto mercoledì che il nostro giornale “talvolta è Il Falso Quotidiano”. La battuta è quel che è, anche se ci gratifica di un “talvolta”. Avrà modo, prima o poi, di smentire una nostra notizia, per intanto un breve e incompletissimo elenco gli ricorderà che sul tema bugie farebbe bene a stare più attento alle parole.




La più grossa. “È del tutto evidente che se perdo il referendum, considero fallita la mia esperienza in politica” (29 dicembre 2015). “Ho già preso il solenne impegno: se perderemo il referendum lascio la politica” (15 gennaio 2016).

“Se non passa il referendum, la mia carriera politica finisce. Vado a fare altro” (11 maggio 2016). “Se perdo il referendum, troveranno un altro premier e un altro segretario ” (1 giugno 2016). “O cambio l’Italia o cambio mestiere” (2 giugno 2016) No comment

Seconda classificata. “Diamo un hashtag: # enrico stai sereno . Va-i avanti, fai le cose che devi fare. Io mi fido di Letta, è lui che non si fida. Non sto facendo manfrine per togliergli il posto” (16 gennaio 2014); “Sono tantissimi i nostri che dicono: ma perché dobbiamo andare al governo senza elezioni? Ma chi ce lo fa fare? Ci sono anch’io tra questi” (9 febbraio 2014) No comment/2

Stangata. “È impressionante il numero di 91 miliardi stimati di evasione fiscale. Bisogna cambiare approccio verso il cittadino che si deve sentire moralmente accompagnato. Per chi sbaglia non ci sono scappatoie, va stangato” (27 novembre 2014) Renzi ha triplicato la soglia oltre la quale l’evasione è reato (quintuplicata per l’omesso versamento Iva) e per l’uso del contante (da mille a 3 mila euro) e varato 4 condoni: due sui capitali nascosti all’estero, la rottamazione delle cartelle di Equitalia e l’ultimo, in fieri, sui contenziosi tributari.

Poltrone. “Sogno un Paese in cui conta cosa conosci e non chi conosci” (slogan preferito); “Se governerò avrò un grande obbligo morale con gli italiani: quello di mettere nei posti di responsabilità persone libere, indipendenti, capaci di competenza e autorevolezza” (28 ottobre 2012), “Via i partiti dalla Rai, via da Finmeccanica via dalle nomine dei cda” (19 aprile 2012) Poi c’è stato il governo degli amici toscani (Luca Lotti, Maria Elena Boschi, l’ex capo dei vigili di Firenze a capo dell’uf fic io legislativo di Palazzo Chigi) e l’occupazio n e dei cda di Enel, Eni, Finmeccanica , FS e Poste riempiti di sodali: Alberto Bianchi, presidente della sua Fondazione; Fabrizio Landi, suo finanziatore; Federico Lovadina, socio del tesoriere Pd Bonifazi nello studio BL (in cui c’è il fratello della Boschi); Marco Seracini, il suo commercialista; ecc. Giustizialista “Filippo Penati deve rinunciare alla prescrizione e dimettersi da consigliere regionale: gli auguro che possa provare la sua innocenza (…) C’è molta apprensione nel quartier generale (segretario Bersani, ndr): “La questione è umorale oltreché morale”( 29 agosto 2011); “In effetti, la Idem si è dimessa dimostrando uno stile completamente diverso” (14 gennaio 2014, Renzi critica Nunzia De Girolamo che rimane attaccata alla poltrona da indagata) Giustizialista/2. “Tecnicamente parlando, Berlusconi e Grillo sono entrambi pregiudicati. La questione etica, morale, giudiziaria è per me fondamentale come valore personale prima che politico. Non faccio il governo con Berlusconi , né con Grillo” (8 maggio 2014) “Non chiederò mai le dimissioni per un avviso di garanzia” (6 giugno 2015).

Preferenze. “Uno dei temi più contestati è l a mancata espressione delle preferenze. Lo confesso: ne sono un sostenitore ” (21 gennaio 2014) Ora non vuol togliere i capilista bloccati... L’invidia. “Se ci rivediamo tra cinque anni con la legge elettorale provata e sperimentata, vedrete che quella legge sarà copiata da mezza Europa” (23 marzo 2015) Poi la Consulta… Copernico/1. “La riforma Madia sarà una rivoluzione copernicana: la P.A. andrà dal cittadino e non viceversa” (11 luglio 2014) Ri-poi la Consulta… Copernico / 2. “Oggi è avvenuta una rivoluzione copernicana: sul dissesto idrogeologico sono stati stanziati 1,2 miliardi. Ci rimbocchiamo le maniche e lo sistemiamo”(è il Grande Piano contro il dissesto 2015-2020 da 9 miliardi, 7 agosto 2015) A settembre 2016 il Tesoro ha spiegato che “a causa dell’esiguità delle risorse disponibili si era abbassata l’asticella a 654 milioni per 33 progetti. Anche questi, però, virtuali: fino ad allora spesi 74 milioni L’Ue. “Mi ritrovo nella lettera della Bce. E non condivido l’atteggiamento del Pd che invoca l’Europa quando conviene e ne prende le distanze se propone riforme scomode” (26 ottobre 2011) “A che servono le istituzioni Ue? A che serve l’idea di Europa nata a Ventotene? A inviare letterine ridicole per chiedere assurde correzioni sul deficit?” (25 gennaio 2017).

Ora o mai più. “Contestualmente alla riforma delle pensioni vanno aboliti i vitalizi. Un Parlamento non può legiferare sugli assegni dei lavoratori e non sui vitalizi. Ora o mai più” (26 ottobre 2011) Mai più Compagno Matteo. “Sarò sbrigativo: a me dell’articolo 18 non me ne pò fregà de meno” (27 marzo 2012); “Se le aziende non investono in Italia il problema non è l’articolo 18. Non ho trovato un solo imprenditore, in tre anni che faccio il sindaco, che mi abbia detto ‘Caro Renzi, io non lavoro a Firenze o in Italia, perché c’è l’articolo 18’. Nessuno” (19 aprile 2012) “L’articolo 18 prima rappresentava un ostacolo, ora non lo è più. La riforma del lavoro dovrebbe stimolare gli investimenti in Italia” (Renzi ai presidenti delle Confindustria europee, 21 novembre 2014) Banche/1.

“Su Banca Etruria noi siamo stati di una severità esemplare arrivando al commissariamento e alle doppie sanzioni. Chi conosce Arezzo sa che le cause di quella vicenda hanno le radici in un passato lontano e sono ben diverse da come sono state raccontate” (26 luglio 2016) Pier Luigi Boschi, padre della ministra Maria Elena, era membro del Cda e fu promosso vicepresidente subito dopo che la figlia entrò nel governo. Banca Etruria fu commissariata da Bankitalia, che poi sanzionò pure papà Boschi Banche/2.

“Non c’è rischio sistemico, le banche italiane sono molto più solide di tante banche europee e non cambierei il nostro sistema bancario con quello tedesco nemmeno sotto pagamento” (29 dicembre 2015) “Per lungo tempo, già in piena crisi, in Italia non si è avuta da parte della maggioranza di economisti, opinionisti e media la percezione dello stato di dissesto e/o della cattiva gestione di diversi istituti bancari” (Renzi, 7 marzo 2017) Banche/3.

“Oggi la banca è risanata e investire è un affare. Su Mps si è abbattuta la speculazione ma è un bell’affare” (22 gennaio 2016); “Lo penso ancora: Mps è un affare” (6 novembre 2016) No comment/3 Coe-Renzi.

“Dovevate avere il coraggio di dimettervi… È ora di finirla con chi viene eletto con qualcuno e poi passa di là. Se io prendo e decido di mollare con i miei, però ho il coraggio anche di avere rispetto per chi mi ha votato, perché chi mi ha votato non ha cambiato idea” (14 maggio 2010, Renzi si scaglia contro Paola Binetti e altri cattolici usciti dal Pd)Da premier governerà con Alfano, uscito da Forza Italia, accoglierà i transfughi di Sel e Scelta Civica nel Pd e userà i voti di Denis Verdini .

“A me la scorta non mi garba, non la voglio. La mia scorta è la gente. Non voglio violare la legge o mettere in difficoltà uomini dello Stato che fanno il loro lavoro, ma non voglio neppure dare al Paese l’impressione di un uomo che il giorno stesso in cui va al governo cambia status immagine, stile. Non posso e non voglio passare dalla bici all’auto blu” (18 febbraio 2014) Renzi ha ancora la scorta A piedi.

“Ogni ministero avrà al massimo 5 auto blu: i sottosegretari andranno a piedi. In questo modo restituiamo fiducia e credibilità alla politica” (18 aprile 2014) Poi la riduzione delle auto blu s’è arenata, in compenso sono aumentate le spese per il noleggio. Renzi, in compenso s’era persino comprato un aereo Grandi opere/1.

“La Tav rischia di essere un investimento fuori scala e fuori tempo. Prima lo Stato uscirà dalla logica ciclopica delle grandi infrastrutture e si concentrerà sulla manutenzione delle scuole e delle strade, più facile sarà riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Non è dannosa, è inutile” (Oltre la rottamazione, Mondadori, 2013) “Non capisco la logica: la Tav è una grande conquista e va allargata a tutto il Paese. Come si fa a bloccare la Tav? È una follia” (2 dicembre 2016, Renzi contro Chiara Appendino) Grandi opere/2.

“Continuano a parlare dello Stretto di Messina, ma io dico che gli 8 miliardi li dessero alle scuole per la realizzazione di nuovi edifici e per rendere più moderne e sicure” (1 ottobre 2012) “Bisogna farlo. Il ponte porta 100 mila posti di lavoro e serve a togliere la Calabria dall’isolamento e avere la Sicilia più vicina. Se Salini è in condizione di portare le carte e di sbloccare quel che è fermo, noi siamo pronti” (26 settembre 2016) Fake.

“Qualcuno dice che abbiamo lasciato un buco da 3 miliardi di euro: fake news. Abbiamo lasciato un tesoretto da 47 miliardi di euro: vero” (10 aprile 2017) La manovra correttiva sui conti 2017 è effettivamente da 3,4 miliardi, mentre il tesoretto non esiste. Il “fondo infrastrutturale” istituito dalla Legge di Bilancio “stanzia” 1,9 miliardi nel 2017; 3,1 nel 2018; 3,5 miliardi nel 2019. Si tratta di soldi da trovare, non già versati. Poi dal 2020 al 2032 vengono promessi 3 miliardi l’anno (briciole): il totale fa 47 Clausole.

“Ci troviamo a fronteggiare questo meccanismo atroce delle clausole di salvaguardia perché i governi Letta e Monti hanno disseminato di trappole le vecchie Finanziarie, ma seguiremo la linea già tenuta fin qui scongiurando un salasso da 15 miliardi, dunque l’Iva non aumenterà” (31 luglio 2016) Su un totale di 16 miliardi di clausole di salvaguardia “disinnescate” nel 2016, solo circa 3 miliardi erano eredità di Letta. Oggi a bilancio ci sono aumenti di Iva e accise per 19 miliardi nel 2018 e 23 miliardi nel 2019: le clausole di Renzi Patti chiari.

“Si tratta di 16 Patti per il Sud che chiudono la stagione dei fondi a pioggia e dei soldi non spesi (…) Per l’Abruzzo parliamo di oltre 70 interventi per un totale di 1,5 miliardi; il Patto per il Molise libera risorse per 722 milioni di euro” (17 maggio 2016) In totale i Patti per il Sud valgono 40 miliardi. Solo che non c’è un arco temporale e le risorse non ci sono. Come versamento di “cassa”, cioè soldi veri, l’ultima manovra stanzia solo 3 miliardi l’anno per tre anni per l’intero Mezzogiorno.

“La riforma costituzionale darà al Sud gli stessi livelli di cura del Nord: se c’è un farmaco sull’epatite C, perché in Lombardia ci si mette 3 mesi per liberarlo e in altre Regioni 3 anni? Perché i sistemi sono diversi, con la riforma cambia il Titolo V e il livello di assistenza sarà in Lombardia e in Calabria” (27 novembre 2016, Maria Elena Boschi aveva già tirato in ballo i malati di cancro) Uguale trattamento è già previsto grazie all’articolo 120 della Costituzione e ai Livelli essenziali d’assistenza (Lea), cioè gli standard di cura nazionali (dal 2003). Il problema è la sproporzione di risorse finanziare e organizzative, non toccate dalla riforma Boschi. Una delle balle costituzionali più sgradevoli: ne hanno fatto giustizia 19,41 milioni di italiani.

“La riforma comporta risparmi per un miliardo”(aprile 2014); “Farà risparmiare 500 milioni”( novembre 2016); “Il Pil crescerà di sei punti in più (10 miliardi) in un decennio” (8 giugno 2016, Maria Elena Boschi) Per la Ragioneria generale non si arrivava a 60 milioni di risparmi, in ogni caso non è più un problema.

fonte: LaRetenonPerdona

1 commento:

Luigi Crocco ha detto...

dopo la riforma della finanziaria italiana non ricordo l'anno come e da chi ogni finanziaria invece di correggere le ingiustizie sociali creatisi nel anno precedente s' innalza sui programmi politici economici d'investimento finanziari e fiscali d' interesse personale e dei partiti sugli anni successivi , perdendo di vista le correzioni da apportare sulle ingiustizie sociali creatisi negli anni precedenti .
E qui appongo l'inizio la fine e la correzione sul problema 1999 sulla firma del contratto a Roma non coretto fin sui primi mesi 2001- 1936,27 LIRE UGUALE 1 EURO SUL VALORE 1000 LIRE I PREZZI che RADDOPPIARONO immediatamente SUI BENI AL CONSUMO A DIMEZZARE IL POTERE DI ACQUISTO DEI SALARI E PENSIONI DOVE NESSUN GOVERNO D' ALLORA AD OGGI HA UFFICIALIZZATO L'INFLAZIONE OLTRE 50% PIÙ ABNORME DEL MONDO NEI PAESI CIVILI 

Caro TRAVAGLIO oltre alle tue cose editoriali cerca di ricordagli le x decine di milioni d'italiani a bassi salari e pensioni fermi sui primi mesi 2001 sul inflazione reale oltre 50% incontrollabile ed infrenabile sui prezzi dei beni raddoppiati a consumo 1936.27 lire = 1 euro sul valore delle 1000 lire. E così di questi giorni l' OCSE 47,8 % il costo del lavoro dei dipendenti a salario nelle piccole medie grandi imprese assicurati INPS più alto del mondo, 
Ma se credei di vincere la causa aggiungici il nostro danno 70 miliardi al anno di mancati aumenti ai componenti delle famiglie che lavorano a basso SALARIO, per la pensione sul dovere esclusivo di ciascun governo alla politica sociale e dei redditi che deve rispondere al proprio elettorato sin dal 2001 ! Senza mai allertare la comunità europea sul inflazione più abnorme del mondo a metterci urgente rimedio .
Così potrei firmare una qualsiasi delega nel costituirmi parte civile sulla querela Tiziano Renzi col figlio Matteo a favore del occupazione in Italia e nel mondo per il disinteresse dimostrato sin dal 2013 di non rispondere alla mia richiesta di aiuto e assistenza sull' applicazione delle eurobbligazioni - Risoluzione EUROPA 2020 6 luglio 2011 pagina 3/12 N.13- 14 IL parlamento dei 28 paesi dopo il 2013 invita di trovare un metodo ( anche simile al mio) per un futuro in eurobbligazioni 60% PIL/DEBITO PUBBLICO dei Paesi in difficoltà, 23 milioni minimo 2011 di persone economicamente attive rischio disoccupazione e indigenza che valga anche in America sulla concorrenza dei Bond Usa o senza le concorrenza di partecipare in quota sulle eurobbligazioni a sostenere direttamente le imprese finanziandole al inizio di ogni anno sul obbligo penale art.66 di pagare il cuneo fiscale o contribuiti o il costo del lavoro dei dipendenti a salario assicurati INPS, 48.8% più alto del mondo . E in America le assicurazioni sulla salute ed altro come in Italia e negli atri paesi in Europa , per l'euro forte a moneta rifugio .Ringraziando della lettura, attendo risposta luigicrcco22@gmail.com