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sabato 15 aprile 2017

Con Cremaschi e Fusaro in una Italia prona tra Immigrazione di Massa e Povertà Assoluta

di Diego Fusaro

Lo spettacolo pornografico televisivo, la chiacchiera vacua giornalistica, l’opinare ortodosso con tratti di lirismo servile proprio dei chierici accademici hanno come obiettivo portante la distrazione di massa e la conservazione santificante dell’ordine simbolico che superstrutturalmente legittima l’ordine strutturale dei realissimi rapporti di forza. Distrazione di massa, giacché l’attenzione delle masse pauperizzate deve senza posa essere spostata dalla contraddizione economica classista.




Conservazione dell’ordine simbolico dominante, in quanto le masse asservite devono accettare le categorie e i concetti che prevedono e legittimano il loro stesso asservimento.
L’obiettivo è garantire che i servi lottino sempre solo in difesa delle proprie catene e contro ogni eventuale liberatore. Perché il Capitale vincente giubila all’arrivo dei migranti? Perché, pur potendo farlo, non ne regola i flussi? Non è difficile capirlo, per chi voglia procedere con la propria testa e senza seguire le correnti del politicamente corretto e del pensiero unico artatamente preordinato. Il Capitale ha bisogno di masse di schiavi ricattabili e senza diritti, disperati e disposti a tutto pur di sopravvivere. 
Ne ha bisogno per tre ragioni: 
1) perché può sfruttarli senza riserve, nel modo più efficace, come materiale umano disponibile; 
2) perché può usarli, nella lotta di classe, come strumenti per abbassare il costo della forza lavoro, costringendo il lavoratore italiano e francese a lavorare nelle stesse condizioni del migrante (è la marxiana legge dell’esercito industriale di riserva); 
3) perché può far sì che prosperino le lotte tra gli ultimi (autoctoni contro immigrati) e che la lotta resti nel piano orizzontale dei servi in lotta con i servi e mai si verticalizzi nella forma del conflitto tra servo e signore.

fonte: Forza del Popolo    
                                         
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di Giorgio Cremaschi

8.307.000 POVERI UFFICIALMENTE CERTIFICATI DALL'ISTAT.

Il governo dà una elemosina a due milioni di loro con il consenso entusiasta di CGILCISLUIL, per gli altri jobsact, lavoro gratis e Decreto Minniti.

È un classico delle più feroci politiche capitaliste, in Inghilterra andò in scena già nel lontano 1500. Oggi le politiche di austerità, di privatizzazione, il Jobsact, il taglio dei salari e dei diritti producono milioni di poveri. Che poi vengono posti sotto accusa perché non trovano lavoro. Hanno troppe pretese si diceva nei decreti di Enrico VIII e, secoli dopo, nella legge anti poveri inglese del 1834. Leggi feroci secondo le quali solo una minoranza dei poveri aveva diritto alla pubblica elemosina, mentre la maggioranza di essi doveva solo decidersi a lavorare alle condizioni che offriva il mercato. Basta coi fannulloni, ad essi ci deve pensare la pubblica sicurezza!

Nel 1945, dopo la vittoria mondiale sul fascismo, per la forza del comunismo e del socialismo la povertà e la disoccupazione furono messe in conto alla società, che divenne così responsabile e colpevole del numero dei poveri. Ora si torna indietro e, grazie alla globalizzazione alle politiche della Unione Europea e dei suoi governi, la povertà è tornata ad essere un crimine. Questo è ciò che succede oggi in Italia, dove il governo si vanta di aiutare un povero su quattro e nello steso tempo il Decreto Minniti trasforma la questione sociale in un problema di ordine pubblico. Dallo stato sociale allo stato di polizia. Così tre poveri su quattro vengono abbandonati a sé stessi perché il potere pensa e fa credere che lo siano per colpa loro. Bisogna finirla col buonismo dicono i governanti: non sei disposto a lavorare gratis? Allora sei socialmente nocivo.
Così, passo dopo passo, il capitalismo attuale ci riporta indietro di centinaia di anni e sono governi che si proclamano liberali, democratici, di centrosinistra, europeisti, a spingere la società verso il Medio Evo.

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