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martedì 14 marzo 2017

Aziende dello Stato, con l'avallo della politica miope, stanno distruggendo la Basilicata

di Porzia Fidanza

Pregiatissimo Presidente Mattarella, la storia del pensiero filosofico insegna che gli individui sono disposti a rinunciare ai propri diritti naturali a favore dello Stato, affinché questi garantisca sicurezza, pace e prosperità. Preso atto che oggi è la “Giornata del Paesaggio”, inteso come insieme di risorse naturali: acqua, aria e suolo, e come luogo ideale e ameno, atto a suscitare emozioni, nasce spontanea la domanda: perché aziende dello Stato italiano, con l’avallo di una politica economica centrale e periferica miope, stanno distruggendo la Basilicata e il popolo Lucano?





Eni, Terna e Multinazionali varie stanno assediando il nostro territorio, depredando ogni sorta di risorsa con una spregiudicatezza senza precedenti.
E’ in atto una rapina modello Africa, si preleva ricchezza, si lascia inquinamento, si lacera il tessuto sociale e si scappa con il bottino. Quale futuro per le microeconomie rurali, per il turismo e l’industria culturale? Pozzi di reiniezione di reflui petroliferi compromettono le nostre preziose acque, destinate anche a Puglia, Calabria e Campania. Stazioni Terna, elettrodotti e cavidotti feriscono le nostre vallate e colline più fertili, a servizio di multinazionali operanti nell’eolico a caccia di incentivi di Stato GSE, altrove soppressi, come in Spagna. 

A nulla valgono le richieste di conciliare interessi contrapposti, chi rifiuta i progetti, imposti con l’alibi della pubblica utilità, si vede recapitare notifiche giudiziarie. Dov’è la pubblica utilità di opere senza alcuna ricaduta di sviluppo territoriale e umano? E’ mai possibile considerare il proprio Stato un nemico? Perché, invece di investire i nostri risparmi in attività di autoimprenditorialità rispettosa del Paesaggio e della salute, dobbiamo sprecarli per contenziosi al TAR e denunce alle Procure? Rivolgo a Lei l’appello, in qualità di Rappresentante dello Stato e uomo Meridionale, non permetta tutto questo, non vogliamo l’odiato assistenzialismo, vogliamo trarre dalla terra prodotti di qualità, creare un turismo alternativo, valorizzare le nostre risorse naturali e in particolare l’acqua, a cui riconosciamo valore di sacralità.

Le chiediamo di garantire la legalità, spesso elusa con procedure vessatorie e senza la condivisione dei progetti con le Comunità territoriali, così come richiesto dalla normativa europea e italiana e, ribadito dalla prima donna Premio Nobel in Economia, Elinor Ostrom. Terna, Eni e Multinazionali non possono continuare ad annientare un popolo e una Regione, ormai è emergenza ambientale su tutti i fronti! “La Giornata del Paesaggio” non sia una sterile celebrazione, ma l’inizio di una nuova visione, dove progresso ed ecosostenibilità coesistano e siano guidate da strategie politico-economiche supportate da etica, scienza e condivisione territoriale. Grazie 

Fonte: Basilicata24

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