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mercoledì 8 febbraio 2017

L'Euro è Reversibile

di Fabio Conditi

La conferenza stampa di Mario Draghi, da tutti riassunta con lo slogan “L’euro è irreversibile“, contiene invece alcuni elementi interessanti che vale la pena di approfondire.

I media che, nella migliore delle ipotesi, non hanno ancora capito come funziona il sistema monetario e l’Eurozona, ma nella peggiore fanno di tutto per mantenere in piedi un sistema che fa acqua da tutte le parti, si sono concentrati sulla singola frase, senza analizzare in modo approfondito, sia la domanda che tutta la risposta.




Ma procediamo per gradi, vediamo prima di rileggere sia la domanda di Marco Zanni che la risposta completa di Mario Draghi. C’è anche il video di Claudio Messora, che ringraziamo perché perfetto e puntuale come sempre.


La domanda che Marco Zanni ha “osato” porre a Mario Draghi è insidiosa, dimostrando ancora una volta, che è quanto mai vero il detto che “nella vita devi porre le domande giuste, se vuoi ottenere le risposte giuste” :

“Io vorrei chiederle se la BCE non ritiene giusto e democratico colmare il vuoto legislativo sull’uscita dall’euro, che esiste nei Trattati Europei e lavorare nel senso di creare dei meccanismi che permettano ai paesi membri che lo decidano in maniera democratica di uscire dall’euro.”

Questa la risposta “diplomatica” di Mario Draghi :

“Sulla questione dell’euro, lei è convinto ed è chiaro per lei, ma non è chiaro per me, che ci siano dei paesi che possano e vogliano lasciare l’euro, io dico che, punto primo noi non abbiamo nessun potere legislativo. Noi siamo sufficientemente forti per adesso, se volete darci anche questo potere legislativo per obbligare paesi a stare o lasciare l’euro, non è che vi ringrazieremmo per questo. Però per adesso questo potere non ce l’abbiamo. Per quanto riguarda quindi la BCE, e io l’ho detto in diverse occasioni, l’euro è irreversibile, la BCE farà e continuerà e fare tutto quanto sarà necessario all’interno del proprio mandato. Grazie.”

L’euro è davvero irreversibile ?

Ora, Mario Draghi è il Governatore della Banca Centrale Europea, ed è stato messo lì con il mandato di mantenere in vita l’Eurozona e farla funzionare al meglio, non ha certo il mandato di disgregarla o di farla finire.

Sarebbe come chiedere al Comandante di una nave, che ha il compito di attraversare l’Oceano Atlantico, se vuole studiare un sistema per cambiare la rotta e tornare indietro, la sua risposta non può che essere una sola : “Non è compito mio studiare un sistema per cambiare la rotta, perché non ho nessun potere in questo senso. Ho già tanti poteri su questa nave, ma non ho anche questo. Anzi se mi date anche questo potere non è che vi ringrazierei per questo. La rotta è irreversibile ed io seguiterò a fare tutto quanto sarà necessario all’interno del mio mandato.”

Qualcuno si stupirebbe della risposta del Comandante ? Certamente no !

Questo significa che non si può cambiare rotta ? No, significa semplicemente che il Comandante esegue un compito che gli è stato assegnato con un mandato ben preciso, e questo mandato non prevede il cambio di rotta, ma solo l’attraversamento dell’Oceano Atlantico.

E’ ovviamente sottinteso, e magari Mario Draghi avrebbe potuto dirlo, ma ha preferito non farlo, che questo suo mandato “è irreversibile fino a che non gli arriva l’ordine di cambiare rotta da parte del suo armatore“.

Infatti è sicuramente vero che se gli arriva un ordine scritto da parte dell’armatore, proprietario della nave, che gli ordina di cambiare la rotta, è chiaro a quel punto che il suo mandato diventerà questo e lui farà tutto quanto sarà necessario per rispettarlo.

Quindi, tornando a Mario Draghi ed alla BCE, dobbiamo come al solito essere bravi a farci la domanda giusta : “Chi è il proprietario della moneta euro che la BCE ha il mandato di mantenere in perfetto funzionamento ?”.

Questa domanda, giusta e sacrosanta, è stata già oggetto di due interrogazioni parlamentari fatte al Parlamento Europeo, che hanno ricevuto due risposte scritte da parte della Commissione Europea, per cui sono ufficiali.

Potete trovare queste due interrogazioni sul sito della BCE (sulla destra della pagina della BCE, c’è un tasto che rimanda alle “risposte” di Olli Rehn) :

– 1° Interrogazione di Mario Borghezio (EFD) alla Commissione E-006243/2011 >>>QUI

– 2° Interrogazione di Marco Scurria (PPE) alla Commissione E-000302/2012 >>>QUI

Proviamo ad analizzarle in dettaglio una alla volta, perché contengono informazioni importanti che ci possono aiutare a chiarire le questioni giuridiche alla base del funzionamento dell’Eurozona.

Di chi è la proprietà della moneta euro ?

Analizziamo la prima delle due risposte di Olli Rehn, che spiega di chi è la proprietà della moneta euro :

1) “il diritto di emettere banconote in euro” appartiene sia alla Banca centrale Europea che alle banche centrali degli Stati membri, ma che in realtà a farlo “fisicamente” sono solo le banche centrali nazionali, e “al momento dell’emissione, le banconote sono di proprietà dell’Eurosistema“, cioè delle Banche Centrali che hanno adottato l’euro, probabilmente ciascuna per la propria quota.

2) “nel caso delle monete in euro, emittenti di diritto sono gli Stati membri dell’area dell’Euro” per le monete in euro sono gli Stati membri dell’area dell’euro e le monete sono di loro proprietà.

3) “I proventi del signoraggio sono ripartiti tra le banche centrali nazionali e la BCE in base allo schema di sottoscrizione del capitale della BCE per le banconote. I proventi del signoraggio sulle monete vanno agli Stati membri dell’area dell’euro”. Non spiega, però, che poi il signoraggio ricevuto dalle BCN, viene comunque riversato poi agli Stati, titolari ultimi della sovranità monetaria (come spiega in modo chiaro la Banca d’Italia >>>QUI ).

Quindi ciascuno Stato è sicuramente proprietario delle monete metalliche in euro e ne percepisce integralmente il signoraggio, per questo tutte le monete sono contrassegnate da un simbolo della nazione diverso e riconoscibile, l’Italia ha tutte le sue monete caratterizzate da una “R” ed una “I” sovrapposte che rappresentano le iniziali di Repubblica Italiana.

Questo significa che l’euro non è una moneta unica, ma la somma di monete di stato diverse che hanno però un rapporto di cambio fisso e la stessa unità di misura.

Ma il fatto più importante è che anche sulle banconote, che sono di proprietà delle Banche Centrali Nazionali in quota parte, lo Stato percepisce il signoraggio, perché, come sostiene la Banca d’Italia nel suo sito, egli è comunque il “titolare ultimo della sovranità monetaria”.

Quindi il signoraggio, sia sulle monete che sulle banconote, spetta inequivocabilmente agli Stati membri dell’area dell’euro, che per questo motivo sono loro ad avere il potere di emissione che determina questo diritto.

Infatti storicamente il signoraggio deriva dalla locuzione “aggio del signore” e rappresenta il “compenso” di cui ha diritto il “signore”, cioè colui che ha il potere di emissione monetaria, cioè più in generale, la capacità di tramutare un pezzo di metallo o di carta in una moneta avente un determinato valore legale all’interno di un territorio.

Chi ha il potere legislativo sulla moneta ?
Analizziamo ora la seconda delle due risposte di Olli Rehn, perché entra nel merito di chi ha il potere legislativo sulla moneta euro:

1) “L’art.128 del TFUE costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema“, ma in questo articolo si parla solo di due strumenti monetari in euro, le banconote, che sono certamente di competenza esclusiva dell’Eurosistema, cioè delle Banche Centrali Nazionali, e delle monete metalliche, che sono emesse dai singoli Stati, ma con l’approvazione del volume di conio da parte della BCE.

2) Poi afferma in modo chiaro che “la proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema, è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete“.

Quindi sono gli Stati che hanno potere legislativo in merito all’accettazione, alla circolazione ed al trasferimento della moneta tra i cittadini, in particolare sono sempre gli Stati che conferiscono il valore convenzionale alla moneta euro, dichiarando di accettarla per il pagamento delle tasse, che come tutto ciò che riguarda la fiscalità, è ancora di loro competenza esclusiva.

Da sottolineare che nei Trattati Europei non sono minimamente citati altri strumenti monetari nazionali come i biglietti di stato, le monete elettroniche, le monete fiscali, le monete complementari, le monete virtuali, ecc…, che quindi rimangono di competenza esclusiva dei singoli Stati.

La sovranità monetaria appartiene al popolo
Quindi, l’euro è irreversibile solo per Mario Draghi, che ha ricevuto il mandato di far funzionare l’Eurozona e deve adempiere a questo suo dovere, ma è assolutamente reversibile per gli Stati.

Infatti, come afferma lui stesso, la BCE non ha certamente il potere legislativo di decidere se uno Stato vuole rimanere o uscire dall’Eurozona.

Questa fortunatamente è ancora una decisione che spetta ai singoli Stati, che la possono e devono prendere sulla base delle indicazioni ricevute dai propri cittadini.

Fino a prova contraria, è la nostra Costituzione che stabilisce che la sovranità appartiene a noi cittadini all’interno dei nostri confini, e tra le altre la sovranità monetaria è una delle più importanti e non può essere ceduta ceduta.

Per questo noi di Moneta Positiva sosteniamo per rispettare i principi costituzionali, anche con una moneta come l’euro, lo Stato deve ricominciare ad emettere moneta nel proprio territorio ed a favore dei cittadini, e per farlo ha molti strumenti a propria disposizione, di cui abbiamo già ampiamente parlato e seguiteremo a farlo.

Lo Stato può creare altri strumenti monetari che hanno validità solo sul proprio territorio, diversi dalle banconote e dalle monete metalliche fino a 2 euro previste dai Trattati e valide in tutta l’Unione Europea.

In questo caso la BCE ed il “Comandante” Mario Draghi cosa possono fare ?

All’interno dei Trattati non ci sono norme o sanzioni per impedire ad uno Stato di utilizzare altri strumenti monetari per il pagamento delle tasse, diversi dalle banconote o dalle monete metalliche fino a 2 euro, in quanto la fiscalità è ancora una competenza esclusiva della nazione.

La BCE potrà solo prendere atto di questo cambiamento di rotta per il denaro, che non sarà più solo verso le banche ed i mercati finanziari, ma finalmente anche verso i cittadini e l’economia reale.

In questo modo sarà più facile raggiungere gli obiettivi previsti dai Trattati, che sono previsti all’interno del mandato che Mario Draghi non ha mai rispettato, come mantenere la stabilità dei prezzi (art.127 del TFUE), cioè inflazione 2%, e contribuire alla crescita economica equilibrata e la piena occupazione (art.3 del TUE).

L’euro è reversibile
L’euro è quindi sempre reversibile per uno Stato sovrano sul proprio territorio, è sufficiente riuscire ad eleggere un Governo che abbia la volontà politica e la determinazione di utilizzare la propria sovranità monetaria, per fare finalmente gli interessi di tutti i cittadini, e non solo di pochi privilegiati.

La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito.


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