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domenica 26 febbraio 2017

In Val d'Agri più che attendere la denuncia dell'incidente rilevante basterebbe applicare la Costituzione


di Vincenzo Cirigliano

In questi Giorni ampi dibattiti si sono aperti in tema estrazioni Petrolifere ed ambiente in terra Lucana, a seguito di incidenti di percorso manifestatesi sempre più frequentemente e che continuano a perpetrarsi inesorabilmente e puntualmente come conseguenza diretta di processi di Lavorazione di per se impattanti per l'ambiente e naturalmente incompatibili in un territorio, la Basilicata, che abbraccia ben due Parchi Nazionali, il Parco Nazionale della Val d'Agri e il Parco del Pollino.





Tanti i commenti, tante le prese di posizione, le supposizioni, le teorie che si sono succedute per spiegare in qualche modo questi eventi o per giustificarli in qualche modo da parte delle Istituzioni coinvolte.
Tutti comportamenti che hanno cercato di approfondire gli aspetti tecnici di un matrimonio Petrolio-Natura difficile da celebrare in terra lucana, aspetti tecnici che hanno visto il proliferare di pareri di tanti esperti e non,  che, legittimamente, in ordine sparso, hanno voluto dare il loro contributo per scongiurare in ogni modo la distruzione di un territorio di grande valenza naturalistica. Ma è giusto e proficuo continuare a puntare sul sottolineare ed amplificare l'episodio incidentale singolo per cercare di limitare lo sfruttamento del territorio lucano o sarebbe meglio percorrere altre strade che magari garantirebbero maggiori possibilità di successo e risultati più concreti. 

In tal senso altre prospettive aprono le parole che in più occasioni ha sottolineato il Costituzionalista Paolo Maddalena che parlando dello Sblocca Italia, in occasione del convegno informativo sulle trivelle nel mare blu di Pantelleria, il giorno 3 Gennaio 2015 affermava:

“Si deve sapere che lo Sblocca Italia, che antepone l’interesse delle imprese ai reali bisogni del popolo italiano, è una legge per più versi incostituzionale. Per quanto riguarda le trivellazioni petrolifere, è da sottolineare che si tratta della violazione di un bene “primario ed assoluto” (sentenza della Corte costituzionale n.151 del 1986, confermata da molte altre sentenze successive) e cioè l’ambiente marino, e quindi della violazione degli articoli 9 e 117, comma 2, lett. s), della Costituzione, i quali impongono la tutela del paesaggio, dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali e naturali. Le cosiddette ‘deroghe’ non hanno valore in questo campo, poiché si tratta di diritti inviolabili di tutti i cittadini, considerati come singoli e come parti della collettività (art. 2 Cost.). È indispensabile che singoli o associazioni o comitati da tempo radicati sul territorio impugnino davanti al Giudice amministrativo i provvedimenti amministrativi che autorizzano dette trivellazioni, chiedendo di rimettere gli atti alla Corte costituzionale per un giudizio incidentale di legittimità costituzionale. Non c’è tempo da perdere. Questo Sblocca Italia è una vera tragedia“.

In una intervista recente rilasciata a Giulietto Chiesa, Paolo Maddalena parla di un altro importantissimo articolo della Costituzione che da anni viene costantemente violato dalla Normativa vigente e che in qualche modo abbraccia anche le tematiche dello sfruttamento del territorio in ambito estrattivo.

Sottolineando come la Costituzione che abbiamo con tanta tenacia difeso con il Referendum del 4 Dicembre 2016, è in larga parte di fatto già ampiamente disattesa violata ed inapplicata, cita l'articolo 42 che delinea il concetto di Proprietà Privata:

" La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità. "


Si evince da questo articolo che il territorio appartiene al Popolo e sui beni privati esiste di fatto una super proprietà supposta in capo al Popolo che oltrepassa il diritto del Singolo proprietario. Questo emerge chiaramente nell'articolo citato quando dice che la Proprietà Privata è riconosciuta e garantita dalla Legge, allo scopo di assicurare la funzione Sociale.
Solo il Popolo concede la proprietà Privata ( IUS AEDIFICANDI)

Questo articolo oggi viene completamente disatteso da uno Stato che continua a vendere il Demanio Pubblico, Aziende di Stato, Patrimonio Artistico e Culturale, o ne concede l'Uso alla grande finanza, alle Multinazionali o alle grandi lobby di potere, con atteggiamento di evidente e conclamata incostituzionalità.  In tal senso emblematico il D.L.85 del 2010 ( Federalismo Demaniale Berlusconi - Bossi ) che cede alle Regioni il Demanio Idrico, Marittimo, Culturale ed Energetico con la finalità di valorizzarlo per poi Privatizzarlo.

Sull'onda di questa giusta e corretta interpretazione, per il principio dell'inversione dei fattori, se il popolo ritiene che la cessione o con-cessione di territorio non sia stata avvalorata da una evidente volontà popolare, e da un conseguente beneficio oggettivo, ma bensì solo da una mera concessione di organi rappresentativi che nell'esercizio delle loro funzioni hanno fatto prevalere gli interessi dei singoli, dimenticando colpevolmente quelli della collettività, emerge allora con evidenza dei fatti che sono stati aggirate le basilari fondamenta Costituzionali ai danni dei cittadini. Ma allora non è forse questa la strada da seguire? Ora che l'abbiamo salvata, cerchiamo di applicarla la nostra Costituzione. Non è facile lo so, ma se in cabina elettorale ognuno facesse prevalere il Buonsenso alle mancette....tutto sarebbe più facile!

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