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lunedì 23 gennaio 2017

In Val d’Agri si ignora il danno sanitario dell’Idrogeno Solforato anche sotto la soglia odorigena

di Giorgio Santoriello

E nei sedimenti fluviali dell’Agri e dei torrenti della zona rimangono le tracce degli impatti.

Pochi giorni fa l‘Arpab ha pubblicato il nuovo bollettino sulla qualità dell’aria in Val d’Agri e non mancano le sorprese, ormai amare conferme. Innanzitutto mancano sempre i rapporti di prova privi di firma ed i certificati d’analisi allegati, mancano anche i grafici riassuntivi dell’andamento degli inquinanti e la modellistica di dispersione degli stessi, nonchè la misurazione di numerosi inquinanti.





Praticamente continuiamo a pagare oltre 13 meuro l’anno per avere dall’Arpab delle “tesine”, fogli volanti ove tra l’altro questa volta, come ha già ha scritto il Consigliere Perrino si sono registrati almeno due sforamenti ai limiti OMS per l’idrogeno solforato ( 7 µg/m3 ): “…7,4 µg/m3 in pieno centro a Viggiano (dal 06/12/16 al 22/12/16) e 15,4 µg/m3 nella zona industriale (dal 16/12/16 al 22/12/16). Per il periodo della fumata nera ( 14 dicembre 2016 – ndr ) sembra sia stata fatta una rilevazione a parte che riporta valori molto bassi rispetto ai limiti Oms.”

Fattori di conversione H2S:E’ da anni che i pochi parametri rilevati da Arpab hanno costanti sforamenti nei centri abitati e nelle zone industriali della Val d’Agri ma mentre il sindaco di Viggiano diventa presidente dell’EGRIB, la Regione Basilicata ignora sia l’aggiornamento del piano di sorveglianza sanitaria fermo al 2009 che l’adozione di limiti più bassi, idonei alla protezione della popolazione residente, potenziale target di effetti cronici. Per questo motivo l’Associazione Cova Contro propone ufficialmente alla Regione Basilicata di uniformarsi all’RFC stabilito dall’EPA e adottato da numerosi Stati Americani: ossia differenziando le esposizioni dei lavoratori da quelle delle popolazioni residenti: per queste ultime è stato stabilito un limite ( tendenzialmente di verosimile esclusione del danno sanitario ) di 1,4 parti per miliardo (ppb) di H2S da non superare. Questo limite americano, convertito in µg/m3 è inferiore ai 2 µg/m3. Praticamente l’RFC americano è meno di un terzo della soglia OMS usata da Arpab, quindi noi lucani, e non solo noi, ci confermiamo sempre cittadini di serie B.
7,4µg/m3 = 5,18ppb = 0,00518ppm ( Limite OMS)

1 µg/m3= 0.7 ppb (1 mg/m3=0.7 ppm)

1 ppb= 1.4 µg/m3

Invece per ciò che riguarda i sedimenti e le acque superficiali ( dati 2015 pubblicati un anno dopo circa sul sito Arpab ): le tabelle Arpab sono prive di molti analiti non ricercati, prive di firme e di modalità di campionamento, ed oltre alla contaminazione microbiologica ( torrenti e fiumi con migliaia di colonie batteriche fecali ), tra torrente Alli e fiume Agri degni di nota sono le presenze di: crisene, nichel, piombo, vanadio, zinco, bario, ammonio e fosforo totale, oltre a rame ed idrocarburi. Per un posto all’EGRIB tutti più silenti di prima? A che servono i limiti se superati non si diffida e non si multa il colpevole dell’inquinamento?

fonte: AnalizeBasilicata




P.S. di Od'U:

Un plauso dovuto , intanto, all'iniziativa che ha visto Costituirsi parte civile un nutrito gruppo di Lavoratori di Aziende del Comprensorio della Zona Industriale di Viggiano nel Processo in Corso che vede imputati figure riconducibili alla filiera di lavorazione del Greggio all'interno del COVA DI VIGGIANO per i noti motivi relativi all'inquinamento Ambientale in quest'area. Un passo importante che sottolinea una decisa presa di posizione da parte di chi, in maniera diretta, vive questi luoghi e queste problematiche.

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