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lunedì 11 luglio 2016

Gli Architetti dell’UE: Nazisti e Collaborazionisti



C’è un vecchio adagio che riguarda la fondazione dell’Unione Europea «Se non riesci al primo tentativo, riprovaci, e riprovaci ancora». E per i nazisti e i collaborazionisti della Seconda Guerra Mondiale, vendendo la morte e la distruzione del dopoguerra in Europa causate da Adolf  Hitler e il suo «Terzo Reich» in alleanza con i fascisti italiani, la Francia di Vichy e altri, la decisione immediata è stata di «provarci ancora» con un’Unione Europea che avrebbe realizzato lo stesso super stato europeo ideato da Hitler ma con un’aura decisamente «democratica».



Quella che poi sarebbe diventata l’UE, la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, venne formata nel 1951 da cinque paesi europei.
L’organizzazione fu il frutto dell’immaginazione di Robert Schuman, un politico francese che giurò fedeltà al Maresciallo Philippe Petain, il leader della Francia di Vichy e alleato dell’ex caporale baffuto tedesco. Schuman successivamente venne privato dei propri diritti politici per la sua collaborazione con l’odiato bosche [unno, NdT] tedesco. 

Però, il comandante della Francia Libera, il Generale Charles De Gaulle, restituì a Schuman la cittadinanza, dopodiché il vecchio collaboratore di Vichy si adoperò per creare una versione modificata del Terzo Reich, l’Unione Europea. E per completare l’opera del suo «Quarto Reich-Light», Schuman sostenne la necessità di un’alleanza militare che gli desse forza. Era la North Atlantic Treaty Organization (NATO). Schuman servì come Primo Ministro e ministro degli esteri francese nel dopoguerra. I collaboratori di Schuman nel suo piano di creare un’Europa federale erano il suo connazionale e asset di OSS/CIA Jean Monnet e il cancelliere tedesco Konrad Adenauer, che, da sindaco di Colonia prima della guerra e presidente del Consiglio di Stato prussiano, fece vari favori ai nazisti, tra i quali il diritto di issare le loro bandiere sui pennoni della città.

Un altro padre fondatore dell’UE fu Walter Hallstein, un avvocato tedesco appartenente a vari gruppi professionali nazisti e che combatté con il grado di tenente in un reggimento di artiglieria della Wehrmacht nel nord della Francia, Hallstein venne catturato dagli Americani e passò il tempo rimanente alla fine della guerra in un campo di prigionia in Mississippi. I libri di guerra occidentali e la sempre dubbia Wikipedia, hanno cancellato le credenziali naziste dei fondatori dell’UE Schuman, Adenauer e Hallstein.

Un altro sostenitore dell’embrione di Europa federale all’inizio degli anni ‘cinquanta fu il Principe Bernhard di Lippe-Biesterfeld di Germania e successivamente Olanda. Prima di sposare la Principessa della Corona Juliana di Olanda, Bernhard fu un membro del Partito Nazista in Germania e un ufficiale dei Reiter (Corpi a Cavallo) delle SS. Fu anche membro dei Corpi Motorizzati Nazisti. Nel 1940, i vecchi compagni di Bernhard alla I.G. Farben, l’azienda petrolchimica tedesca, assieme al capo delle SS Heinrich Himmler, convinsero Hitler della necessità di una moneta comune europea, precursore dell’euro di oggi. Dopo la guerra, Bernhard sostenne con entusiasmo la creazione dell’Unione Europea. Per indirizzare i piani della futura unione tra le nazioni europee, nel 1954, Bernhard sponsorizzò il primo meeting dei federalisti europei e dei loro alleati euro-atlantici della NATO al Bildeberg Hotel in Olanda.

Il convegno annuale del Bilderberg dal 1954 ha promosso l’idea di un’Europa federale e più in generale la globalizzazione. Però, come i piani di Adolf Hitler per un’Europa unita e di un mondo sotto il dominio dell’Asse, i piani del gruppo Bildeberg e quelli dei loro colleghi dell’UE si realizzano a spese della sovranità nazionale, dei diritti culturali, della libertà d’espressione, della libertà di pensiero e dei diritti dei lavoratori. Il gruppo Bilderberg inoltre riecheggiava i desideri e gli auspici della NATO e della CIA, che si sono sempre assicurate di fare invitare ai meeting annuali loro personale di livello top. I piani di incorporazione dell’Europa dell’Est nell’UE vennero stesi in prima battuta nel 1954 dal cofondatore assieme a Bernhard del gruppo Bildeberg, Jozef Retinger, un membro del governo polacco in esilio a Londra durante la guerra. Dopo la guerra, Retinger divenne uno dei principali campioni dell’Europa unita. Il programma di Retinger aveva suscitato sospetti nell’Armia Krajowa, formazione partigiana polacca, che tentò di assassinarlo durante una sua visita sotto copertura in Polonia.

È davvero stupefacente vedere così tanti «progressisti» che si lamentano per il recente voto del Regno Unito di abbandonare l’UE, un’organizzazione fondata da collaborazionisti dei nazisti e da agenti-persuasori della CIA. Gli esponenti dell’UE, come il Presidente della Commissione Europea, il Lussemburghese Jean-Claude Juncker – le stesse origini di Robert Schuman, il Presidente del Parlamento Europeo, il Tedesco Martin Schulz, e altri euro-federalisti hanno invocato le vecchie politiche naziste di «punizione collettiva» nelle loro esortazioni finalizzate all’attuazione di misure draconiane da parte dell’UE contro i Britannici. L’UE ha addirittura dichiarato che l’Inglese non sarà più lingua ufficiale, nonostante rimanga la lingua franca più utilizzata negli stati membri di Malta, Irlanda e Cipro.

L’UE, sin dal Trattato di Maastricht, che ha gettato le basi per un’Europa più federata non è mai stata democratica a proposito del proprio «super-stato» europeo. Una burocrazia ignorante e sconnessa dalla realtà di «Eurocrati» di Bruxelles ha imposto ai panettieri francesi come fare le baguette, agli agricoltori greci come fare la feta, e ai birrai tedeschi come fare la birra.

Quelli che difendono «l’Euro-pasticcio» dell’UE affermano che il voto del Brexit da parte del Regno Unito non abbia precedenti. Anche questo argomento è fallace. La Gran Bretagna è il terzo paese a segnalare all’UE il desiderio di ritirarsi da un’organizzazione creata per far funzionare un Quarto Reich Europeo un po’ più dolce e gentile.

La Groenlandia ha votato due volte per lasciare l’UE. Il primo voto si ebbe quando la Danimarca che l’aveva colonizzata, si unì all’UE nel 1973. Quando la Groenlandia acquisì la propria autonomia nel 1979, si tenne un altro referendum e il risultato fu lo stesso: un secco no nei confronti dell’associazione all’UE. La lezione della Groenlandia non è stata persa dall’Islanda che, a seguito dello stupro economico subito da parte di banchieri eurofili, ha optato contro l’adesione all’UE.

Nel 2015, la Grecia ha votato con percentuale superiore al 60% per respingere i termini imposti dell’UE per garantire la permanenza greca nell’eurozona. Il referendum è stato un respingimento di fatto dell’UE, che aveva avvertito la Grecia che se non avesse accettato le condizioni di austerità necessarie alla propria permanenza nell’eurozona, ciò sarebbe stato equivalente alla rinuncia all’appartenenza al nucleo dell’UE. Il partito di finta sinistra di SYRIZA, creato dal tycoon provocatore e speculatore George Soros come alternativa controllabile al posto degli odiati comunisti, ha finito per accettare in ogni caso le draconiane misure economiche imposte dall’UE.

Oggi, con la Germania al posto di guida, e Belgio, Finlandia, gli stati baltici, la Romania, la Bulgaria e la Polonia a recitare il ruolo di cagnolini ubbidienti ai Tedeschi, l’UE ricorda l’alleanza del Terzo Reich. L’UE è complice della NATO nelle minacce militari contro la Russia. L’aggressività militare della NATO nell’Ucraina neo-nazista e sionista fa rispolverare i piani di Hitler di invasione della Russia Sovietica – l’Operazione Barbarossa. Non c’è nulla di strano o di singolare nell’alleanza tra i neo-nazisti e i sionisti a Kiev e nel sostegno ad essi fornito da Germania e Stati Uniti. Tutto questo era già successo prima nel 1933 con il Patto di Trasferimento tra la Germania nazista e i sionisti tedeschi, un patto che garantiva illimitata immigrazione sionista in Palestina, un atto che ha gettato le basi per quello che poi sarebbe diventato lo stato di Israele. Nel frattempo, i nazisti sarebbero stati liberi di preoccuparsi di come conquistare l’Europa dell’Est e l’Unione Sovietica prima di richiedere ai sionisti amici dei tedeschi in Palestina di aiutarli a sconfiggere le autorità del mandato britannico.

I leader anti–UE in Danimarca, Olanda, Francia, Spagna, Grecia, Italia, Portogallo, Austria, Svezia, Ungheria e perfino in Germania comprendono chi ha fondato l’UE e perché. Gli appelli per altri referendum pro-exit possono solo voler dire che i giorni del «Quarto Reich Light» stanno per giungere a una rapida conclusione.

Articolo di Wayne Madsen pubblicato da Strategic Culture Foundation il 2 Luglio 2016
Traduzione in Italiano a cura di Mario B. per SakerItalia.it


fonte: StopEuro

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