ULTIMI POST

mercoledì 13 luglio 2016

Binario Unico e “Pensiero Unico”, le due tragedie italiane

di Luciano Lago

Lo schianto tra due treni nella campagna tra Andria e Bari sembra sia uno dei peggiori incidenti ferroviari avvenuto in Italia dal dopoguerra. Sconcerto per le circostanze della strage: un possibile guasto ai computer che gestiscono il transito lungo il tratto a binario unico che corre in aperta campagna“, tuttavia è accertato che le comunicazioni su questa linea avvengono per telefono.

Il “binario unico”

CORATO (BARI) – Tutti i telegiornali ed i siti internet seguono a dare le informazioni sul grave incidente ferroviario avvenuto in Puglia: uno scontro fra due treni della società privata Ferrotranviaria che gestisce la linea Ferrovie Bari Nord, avvenuto ieri mattina, tra Ruvo di Puglia e Corato, in aperta campagna, su un binario unico: un impatto frontale e “violentissimo”, che ha un bilancio molto pesante: 23 le vittime accertate e molti feriti ricoverati tra Andria e gli altri ospedali di Bisceglie e Barletta.




Costernazione di molta parte dell’opinione pubblica che realizza soltanto adesso l’esistenza di una vetusta linea ferroviaria a binario unico analoga a quelle realizzate nel 19° secolo che non è la sola ma caratteristica in molti parti del sud, dalla Calabria alla Sicilia alla Puglia (ma anche in alcune tratte locali al Nord).
Sul tratto, a binario unico, non sono previsti scambi e, per quanto il sistema si presuma computerizzato, sembra che da una delle due stazioni non sia arrivato il segnale di stop per uno dei due treni, treni di pendolari soprattutto.
In sostanza si apprende che, mentre i governi che si alternano in Italia discutono ancora sulla TAV, un opera costosissima di alta velocità considerata inutile, costosa e superflua, una parte dell’Italia, il Mezzogiorno, si ritrova con infrastrutture ferroviarie tipiche dei paesi del 4° mondo.

La domanda di alcuni analisti è la seguente: Si potevano fare investimenti in infrastrutture al sud da parte di Governi che, firmando il “Fiscal Compact”, il pareggio di Bilancio, (per adeguarsi all’Europa) si sono castrati da soli sulla possibilità di investimenti pubblici per infrastrutture? Risposta no!

Se ne accorgono però soltanto adesso, prima non sapevano o ignoravano che il Mezzogiorno d’Italia (e non solo quello) pullula di clientelismo e di sprechi ma si trova in totale assenza di infrastrutture moderne e nelle reti dei trasporti e in tutti gli altri settori. D’altra parte da Bruxelles e dagli adepti della sinistra mondialista è stato imposto una forma di pensiero unico: “ce lo chiede l’Europa e bisogna adeguarsi”. I politici italiani di sinistra e di destra si sono subito adeguati.

Tutto il resto, l’interesse nazionale ad ammodernare il paese nelle infrastrutture, spendendo a debito e creando nuova occupazione, era ed è un concetto totalmente assente nelle classi politiche di sinistra e di destra che si sono alternati al Governo. Prevale l’ideologia economica neoliberista che vede il primato delle leggi del “mercato” e delle privatizzazioni.

Il Pensiero Unico

Che cosa sia il Pensiero Unico lo abbiamo scritto varie volte: Si tratta di quella ideologia progressista, moderna, al passo con i tempi che ha eliminato i vecchi tabù economici e metapolitici che una volta erano presenti nella coscienza di chi doveva amministrare e sono stati sostituiti con altri concetti più moderni, avanzati e di rilevanza sociale ed economica.

Viviamo in un mondo aperto e globalizzato e non si può certo rimanere ancorati al proprio paese, alla propria realtà locale ed alla cultura del posto (ci dicono) ma bisogna aprirsi mentalmente ai nuovi concetti che arrivano da fuori, non si sa bene da dove ma quasi sempre dall’”Amerika”, dalle “democrazie avanzate” e dagli esperti di etica, dai grandi sociologhi e dai “maitre a penser” d’oltralpe, questo è quanto predica l’ideologia mondialista della globalizzazione.
Il cittadino che pensa e vorrebbe farlo con un proprio metro di giudizio che gli deriva dalla sua estrazione e dalla sua cultura, si sente invischiato, avviluppato in questa nuova ideologia che inibisce qualsiasi pensiero ribelle che lo vuole omologare ai concetti prevalenti a prescindere da qualsiasi obiezione.

Si vive un epoca dove sono cadute le vecchi ideologie, dopo la caduta del muro di Berlino, trionfa invece quale ideologia diffusa e professata il liberalismo o meglio ancora la concezione neo liberale che risulta quella trionfante, basata sul dogma del libero mercato. Tutti i personaggi pubblici si proclamano liberali o quanto meno a favore del libero mercato e guai a contraddirli, si passa per retrogradi o nostalgici del veterocomunismo o dell’autarchia fascista. Quindi non esiste spazio per l’intervento dello Stato che dovrebbe investire in opere pubbliche spendendo risorse (che non possiede perchè ha ceduto la facoltà di battere moneta) ed aggravando il suo deficit, visto che dovrebbe chiedere i soldi in prestito entità bancarie internazionali. L’intervento dello Stato viene considerato obsoleto dagli economisti neoliberisti che inorridiscono al solo pensiero di uno Stato inteventista, d’altra parte l’Europa non ce lo permetterebbe.

Il mercato è una specie di entità superiore la cui mano invisibile corregge le deviazioni ed asperità dei provvedimenti economici, i mercati finanziari in particolare sono talmente onnipotenti da determinare da soli l’orientamento generale delle economie, il livello dei prezzi, la competitività e l’andamento dei profitti per le grandi imprese. Certo non possono ammodernare le infrastrutture ma si può affidare il compito al mercato ed ai nuovi gestori, se ne hanno voglia, nel ruolo di investire ed ammodernare le infrastrutture.

Se ci chiediamo in che cosa consiste il pensiero unico dobbiamo considerare che questo è in concreto la trasposizione in termini ideologici che si pretendono universali, degli interessi di un insieme di entità economiche e specialmente di quelle del grande capitale finanziario sovranazionale.

Le sue principali fonti si trovano nelle grandi istituzioni internazionali come l’ONU e organismi collegati come l’UNESCO, UNHCR, FAO, ecc., l’Organizzazione per la cooperazione e sviluppo economico (OCSE), il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale, l’organizzazione per il commercio mondiale(WTO), la Commissione Europea, il sistema (cartello) delle banche centrali, tutti organismi che finanziano ONG, centri di ricerca, università e fondazioni chiamati a sviluppare le idee e le iniziative tutte collegate al pensiero unico ed all’ideologia mondialista propria di queste organizzazioni.

I concetti di questo pensiero unico e dell’ideologia mondialista vengono diffusi attraverso tutti i principali media ed in particolare quelli anglosassoni di informazione economica come l’Economist, il Financial Times, il Wall Street Journal, agenzie come Reuters, CNN, ecc. Tutti concetti ripresi dalla stampa nazionale ed europea e fedelmente fatti propri dagli opinionisti di Repubblica, del Corriere della sera, della Stampa, ecc. dalle principali reti televisive, tutti media di proprietà dei principali gruppi industriali e finanziari.
Il fondamento del pensiero unico, oltre all’ideologia liberale e neo liberista, è il concetto del primato dell’economia sulla politica, di conseguenza dell’importanza del giudizio dei mercati prima di qualsiasi altro. Una politica fatta da un governo può essere positiva se incontra il favorevole giudizio dei mercati e negativa se invece viene giudicata non conforme e incontra lo sfavore di questi che si manifesta il più delle volte con un declassamento delle onnipotenti agenzie di rating che sono tutte consociate con le principali banche d’affari (guarda caso).

Il verbo principale del pensiero unico è quello che predica la necessità di adeguarsi al mercato da parte di tutti: i governi devono adeguare la loro politica economica ai mercati, i lavoratori devono adeguare i loro contratti, salari e condizioni di lavoro al mercato (del lavoro), le imprese devono adeguare la loro produzione al mercato per essere competitive, lo Stato deve privatizzare i suoi servi essenziali e non, Il mercato a sua volta è dominato dal libero scambio illimitato (come fattore di progresso) e questo si basa sull’abolizione delle frontiere, sulla globalizzazione dell’economia, libera circolazione dei capitali e sull’omologazione delle condizioni di lavoro e dei diritti.

Si predica il concetto del sempre meno stato e più mercato come toccasana di tutti i mali, la privatizzazione dei servizi, l’efficienza in un sistema dove ciascuno sia responsabile del proprio benessere., quale retaggio della mentalità calvinista anglosassone.
Questi concetti sono ripetuti ossessivamente da tutti gli organi di informazione e dai politici senza distinzione fra destra e sinistra e questo conferisce una tale forza di intimidazione da soffocare qualsiasi tentativo di dissidenza o di riflessione libera. Il pensiero Unico sinteticamente questo, in ambito economico, ed è impossibile resistergli.

Si è portati quasi a pensare, in ambito europeo, che i circa 21 milioni di disoccupati in Europa, il disastro urbano, la precarizzazione generale del lavoro, la corruzione delle classi politiche, le tensioni nelle grandi periferie delle grandi aree urbane, il saccheggio dell’ambiente e l’inquinamento, il ritorno dei razzismi, degli integralismi religiosi, la marea degli esclusi, l’immigrazione di massa, tutto questo non sia che un miraggio, una allucinazione in grave discordanza con questo che dovrebbe essere il migliore dei mondi edificato in base ai precetti del Pensiero Unico e della globalizzazione.

Poi intervengono avvenimenti come il disastro ferroviario in Puglia e qualcuno arriva a riflettere: c’era ancora il binario unico in Puglia, ma non era il mercato che doveva risolvere tutto, non ci avevano detto forse di affidarci a lui, una”entità superiore” ?
Qualche cosa non quadra e le persone più avvedute iniziano a porsi delle domande. Non troppe però poiché il sistema non ti permettere di riflettere e di fare delle valutazioni che si discostano dal “Pensiero Unico”, Si potrebbe passare per “retrogadi e populisti”.
Il Pensiero Unico come il Binario Unico: una tragedia tipicamente italiana.


Nessun commento: