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domenica 26 giugno 2016

ITALEXIT si può fare

di Vincenzo Cirigliano

In questi giorni, sull'onda di quanto legittimamente deciso dai cittadini Inglesi nel Referendum sul BREXIT, in tanti hanno invitato le Autorità Istituzionali Italiane a consentire anche ai cittadini italiani di potersi esprimere sul rimanere o uscire dalla Unione Europea, sempre più vista dai popoli Europei come l'istituzione che sta mettendo il cappio al collo alla vita ed al futuro di intere generazioni. 


Dinanzi a queste pretese degli Italiani subito si sono alzate voci di Politici e Costituzionalisti filo europei che sottolineavano l'impossibilità di svolgere un Referendum in tal senso in Italia, perchè impedito da ciò che è scritto nei Trattati Europei.



Ma cerchiamo di capire quanto valgono i Trattati Europei rispetto alla nostra Costituzione e se è vero che non ci sia alcuna possibilità di arrivare ad un Referendum simile a quello svoltosi nel Regno Unito.
In realtà un grande strumento a cui aggrapparsi gli Italiano ce l'hanno, e si chiama Corte Costituzionale. La stessa infatti ha emesso più volte sentenze che asseriscono come i valori e i principi fondamentali della nostra Costituzione devono essere sempre rispettati e, quindi, come quegli stessi valori e principi saranno SEMPRE “superiori” alle direttive europee.

-Sentenza n. 1146/1988: “[…] sia quando ha affermato che la legge di esecuzione del Trattato della CEE può essere assoggettata al sindacato di questa Corte in riferimento ai principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale e ai diritti inalienabili della persona umana”.

-Sentenza n. 284/2007: “[…] La non applicazione (delle norme comunitarie, nds) deve essere evitata solo quando venga in rilievo il limite, sindacabile unicamente da questa Corte, del rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale e dei diritti inalienabili della persona”.

-Sentenza n. 238/2014: “Non v’è dubbio, infatti, ed è stato confermato a più riprese da questa Corte, che i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale e i diritti inalienabili della persona costituiscano un LIMITE all’ingresso delle norme internazionali”.

Quindi, ci sono in effetti tutti gli strumenti necessari, anche a livello legale, per agire nel caso in cui un trattato viola palesemente uno degli articoli fondanti della Costituzione, ed in cui un Trattato perde valore.
Nello specifico del Referendum sulla permanenza o meno nell'Unione Europea e della permanenza o meno nel sistema EURO, l'articolo a cui bisognerebbe prestare particolarmente attenzione è l'Art. 11 dell nostra Carta Costituzionale  
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

E' vero quindi che la nostra Costituzione prevede le LIMITAZIONI di sovranità, ma non prevede le CESSIONI, che rappresentano l'annientamento dei principi costituzionali. Se io decido insieme ad una Nazione confinante di smettere di controllare il confine ho messo una limitazione di sovranità. Se io consegno il potere di controllare il confine esclusivamente a questa Nazione, questa è una cessione di sovranità. Nel caso dei Trattati fondanti dell'Unione Europea, dobbiamo parlare di una vera e propria cessione di Sovranità senza, come sottolinea l'articolo 11, ci sia un pericolo manifesto alla garanzia di Pace e Giustizia tra le Nazioni. Oltretutto le cessioni di sovranità, se non giustificate da queste ragioni, sono un reato

Gli art. 241 e seguenti del codice penale prevedono proprio questa eventualità. Lo Stato perde infatti, in questo caso, la sua personalità giuridica ovvero il potere di comandare sul proprio territorio, non a seguito di un'invasione armata da parte di un altro Stato ma attraverso strumenti diversi, strumenti economici, trattati, eccetera. Non solo, ma l’art. 243 c.p ci dice addirittura che: “ Chiunque tiene intelligenze con lo straniero affinché uno Stato estero muova guerra o compia atti di ostilità contro lo Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti allo stesso scopo, è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni ".
Tradotto significa che qualsiasi accordo (atto d’intelligenza) diretto a privarci di uno dei tre elementi fondanti dello Stato ( il popolo, il territorio e la sovranità) è un atto di ostilità. Questo significa che un accordo diretto a privarci della sovranità è, per il nostro Codice, un atto di ostilità contro lo Stato.

Da tutto ciò possiamo desumere che non è vero che in Italia non si possa in alcun modo arrivare ad indire un Referendum sulla permanenza o meno nell'Unione Europea sul modello del BREXIT inglese, ma lo si potrebbe ottenere chiamando in causa la Corte Costituzionale sull'evidente violazione dei principi Costituzionali Italiani operata con l'attuazione dei Trattati Europei.

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