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mercoledì 11 maggio 2016

Quella visione moderna di Gianluca Corrado per Milano: ”Parisi favorito, ma noi rimontiamo”

Si sente che è abituato a parlare in pubblico, Gianluca Corrado. Avvocato (“con predilezione per la materia penale”), papà di due bambini, è il candidato del M5S alle Comunali di Milano. “Parisi? Indubbiamente più forte di Sala. Noi di destra? Macché. Comunque tra un mese dobbiamo essere al 20 per cento nei sondaggi…” 

L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Avvocato Corrado, lei è un penalista.
Diciamo che ho la predilizione per la materia penale. Mi sono occupato anche di minorile e ho seguito qualche caso rilevante che qui per rispetto per i miei clienti evito di rivelare. Anche perché tengo molto distaccato il lavoro dalla attività politica.




Famiglia, figli?
Ho una compagna e due figli di 2 e 5 anni.


Questa è la sua prima esperienza politica?
Come ho già avuto modo di dire, ho votato moderatamente a destra o moderatamente a sinistra. Sempre deluso. Poi un mio caro amico ha creato un MeetUp (i gruppi locali del Movimento 5 Stelle, ndr) e ho conosciuto, a partire dal maggio 2012 il Movimento. Pian piano mi sono trovato sempre più coinvolti nei gruppi milanesi. E dopo il febbraio 2013, dopo le politiche, ho iniziato a lavorare con Mattia Calise.

Ora è candidato. Archiviato il voto online e l’esperienza Bedori, già dicono che lei è di destra perché si ispira a Rudolph Giuliani.
Macchè. Noi siamo fermamente convinti che si possano integrare politiche di sinistra e di destra. Sicurezza e integrazione, ad esempio, sono parole d’ordine che devono andare di pari passo. Se uno esamina i due concetti separatamente elimina l’equilibrio necessario. L’integrazione, ad esempio, deve essere vera. Bisogna rispettare tutti, dai rom ai clandestini. Dall’altro lato però ci si deve assicurare che tutti rispettino le regole. Integrazione non vuol dire eliminare le regole. Non si possono fare deroghe.

I media sono rimasti un po’ spiazzati.
E’ evidente. Ora dobbiamo fare questo: recepire le migliori istanze e applicarle in un’ottica di buona amministrazione.

Se dovesse indicare due modelli che la ispirano quali nomi direbbe?
Gandhi senz’obmra di dubbio. Applichiamo nella nostra azione i suoi principi. E poi Giuliani perché io lo vedo come un modello amministrativo, indipendentemente dalla sua parte politica. Io ho parlato di Giuliani e hanno pensato zero tolleranza, ma il suo metodo era meraviglioso: cercava semplicemente le migliori soluzioni, valutava i risultava e applicava la miglior opzione. Un altro aspetto che io copierò da Giuliani è la sua gestione della macchina comunale e la valorizzazione delle risorse.

Quindi, le prime tre cose che farebbe da sindaco?
Razionalizzare la macchina comunale. Riorganizzare il controllo del territorio e la revisione del patrimonio, con particolare riferimento a quello immobiliare.

Che cosa vuol dire revisione del patrimonio immobiliare?
Parlo ad esempio di Affittopoli. La gestione del patrimonio è molto lacunosa. Un esempio? Abbiamo scoperto che negli ultimi cinque anni sono stati 204 i milioni di euro di mancati introiti relativi alla conduzione di immobili. Il 60-70 per cento sono relativi a case popolari, dove bisogna capire i motivi: se si tratta di poveri indigenti che non sanno come pagare l’affitto oppure di furbetti. Il restante 30-40 per cento riguarda invece stabili commerciali. Ci sono famosi e rinomati ristoranti che non pagano l’affitto e che magari hanno oltre 100mila euro di scoperto. E’ ora di dire basta.

Lei ha parlato di un Movimento 5 Stelle sotto il 10 per cento. Dove si aspetta di essere nei sondaggi tra 30 giorni?
Parliamo dei sondaggi. Ci davano al 20 per cento a settembre. Se entro trenta giorni torniamo ai livelli di settembre io sono soddisfatto. Poi nell’ultimo mese vedremo che cosa fare.

Anche con il 20 per cento al ballottaggio non si va.
A meno che Sala non si trova ad affrontare la sua storia. Noi ci crediamo. E’ difficile, ma ci crediamo. Io ho abbandonato famiglia e lavoro per due mesi, e non l’ho fatto perché non abbiamo una speranza. Certo, si tratta di un obiettivo ambizioso e difficile.

Chi è il candidato più solido, oggi?
Senza ombra di dubbio Stefano Parisi. Sugli altri basta trovare qualche magagna ed è fatta. Per esempio Giuseppe Sala ha mentito in consiglio comunale. Una parte di stampa schierata può continuare a coprire questa cosa, ma è sicuramente una mancanza di trasparenza. Parisi lo vedo più forte per una serie di ragioni: come manager non gli si possono muovere critiche. E’ persona più simpatica e con più dialettica. Più accogliente. E poi per la formazione che si trova dietro: ha una buona parte di Cl dietro, ha la Lega Nord. Direi che facendo un esame oggettivo è lui il favorito.

Spaventato?
Anche se come candidato è il favorito, mi inquieta che la forza maggioritaria che ha dietro sia la Lega Nord, che ogni giorno dice che bisogna abbattere i campi rom con la ruspa.

Lei non è per sgomberare i campi?
La verità è che abbiamo sempre fatto così. Ma ogni sei mesi questi escono da un campo rom per andare in un altro.

La sua soluzione?
Il superamento dei campi rom, ci sono precise direttive europee, che parlano proprio di vera integrazione. Il rom, sia esso cittadino italiano o europeo deve essere considerato una persona con i medesimi diritti e doveri. Questo oggi non avviene, per tutta una serie di ragioni. Bisogna arrivare gradualmente alla fine dei campi rom. Vanno smantellati ma in maniera graduale.

Facciamo il gioco dei voti e dei giudizi. Giuliano Pisapia?
6. Persona stimabile ma non ha avuto il carattere sufficiente per guidare la sua giunta, gestita invece dal Pd in maniera non apprezzabile. Una domanda per lui: dove è finita l’Expo diffusa e sostenibile?

Giuseppe Sala.
5. L’esperienza di Expo, al di là di quel che si vuole far apparire, lo danneggia in maniera seria e irrevocabile. Non idoneo a fare il sindaco.

Corrado Passera.
6,5. Mi fa simpatia perché sta fuori dalle logiche partitiche. Però non è un competitor per Milano. Lui al ballottaggio non ci sarà di certo

Stefano Parisi.
7. I motivi li ho già detti.

Gianluca Corrado.
Direi che mi merito un 7 anche io. Perché ci sto provando ed è difficile. Quindi diciamo 7 per l’impegno.