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sabato 21 maggio 2016

Il Jobs Act d’oltralpe: l’Europa conferma la sua strategia di attacco al lavoro ed ai lavoratori

di Diego Fusaro

In Francia è stata adottata la “Loi Travail”, il “Jobs Act” francese: è passata grazie al governo socialista che, come il Pd in Italia, ha il compito di massacrare i lavoratori e favorire il capitale finanziario. Il capitale deve oggi vestire di rosso, ingannando ancora una volta le masse manipolate che continuano – per quanto tempo ancora? – a pensare che la sinistra sia ancora sinonimo di emancipazione, quando è ormai sotto gli occhi di tutti che essa è il fronte avanzato della modernizzazione capitalistica che tutto sacrifica sull’altare del profitto, della concorrenza e della liberalizzazione.




La “Loi Travail” è passata – giova ricordarlo – grazie a una norma della Costituzione che permette di aggirare il Parlamento. La “Loi Travail” aumenta la precarietà, facilita i licenziamenti e la prevalenza degli accordi aziendali su quelli di categoria, aumentando in tal maniera il potere delle imprese.

Questa, in estrema sintesi, la ratio della “Loi Travail”. Che è, appunto, il Jobs Act d’oltralpe. Come vedete, le tendenze in atto sono a livello europeo, giacché sono le tendenze del capitale europeo. L’Unione Europea, ancora una volta, non è se non l’unificazione dei capitali europei ai danni delle classi lavoratrici europee. È l’Unione Europea dei capitali.

E quali sarebbero queste tendenze in atto, in tema di “riforme” 
del lavoro– tali sono solo per la parte dei dominanti – ? 
 a) Distruzione dei diritti sociali (con compensazioni in termini di diritti civili); 
b) massacro programmato dei lavoratori ( precarizzati, sottoposti, umiliati e privati di tutte le conquiste della stagione delle lotte di classe); 
c) osceno servilismo dei partiti della sinistra, del centro e della destra alla legge del capitale. Questa, in sintesi, la grande tendenza dell’odierno massacro di classe gestito dal Signore neo-oligarchico contro il Servo precarizzato e non più rappresentato politicamente.

E vi è, tuttavia, una differenza tra l’Italia e la Francia. Vale la pena sottolinearla. Riguarda la reazione dei lavoratori. In Francia i lavoratori, i giovani, i disoccupati e i precari si stanno rivoltando contro l’orrenda “Loi Travail”: e riportano al centro del dibattito il lavoro e la lotta contro lo sfruttamento padronale capitalistico, il conflitto lavoro-capitale, Servo-Signore, basso-alto.
In Italia invece – basta vedere le pagine Facebook ufficiali – il dibattito è monopolizzato dalla lotta contro i migranti, a destra, e dalla lotta contro l’omofobia, a sinistra. 
Torna in auge la vecchia domanda: stupidità o tradimento?