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venerdì 20 maggio 2016

Il Governo, con il " Senato non Elettivo ", umilia i cittadini e blinda L'Europa

di Vincenzo Cirigliano

Si è sempre parlato in questi giorni, in merito alla Riforma Costituzionale targata Governo Renzi, concentrando per lo più l'attenzione sul sistema Legislativo monocamerale e sui meccanismi che lo regolano per l'attribuzione dei Seggi e della Maggioranza. Un Sistema che pecca indubbiamente di scarsa rappresentanza e che non risolve in alcun modo le incongruenze che aveva fatto emergere la Corte Costituzionale in merito al "Porcellum " vale a dire l'assenza dei voti di preferenza e l'assegnazione di un premio di Maggioranza spropositato.







Ciò di cui si è quindi in genere discusso si è limitato alle valutazioni su cosa sarebbe stato giusto o meno fare per dare un sistema più equilibrato e più rappresentativo possibile ai cittadini Italiani.
Poco si è parlato infatti dell'altro filone della riforma Costituzionale che riguarda l'istituzione del " Senato Non Elettivo ". Con l'assegnazione alla Camera del ruolo principe nell'esercizio dell'attività legislativa e del controllo dell'attività di Governo,si è messo in piedi un sistema che assegna un potere enorme alla sigla politica che risulta primo Partito nel Paese affossando il lavoro delle Opposizioni che si troveranno ad avere un ruolo assolutamente non influente sul Piano di Governo del paese. A questo si aggiunga il rischio di derive al limite dell'autoritarismo che potrebbero presentarsi nella gestione politica del paese amplificate da un premio di Maggioranza spropositato che garantisce Governi assolutamente blindati anche nel caso in cui operino contro gli interessi dei cittadini. 

Ciò che succede alla Camera dei Deputati è niente rispetto a ciò che potrebbe succedere al Senato. Innanzitutto c'è da osservare che se veramente si volevano ridurre i costi della Politica forse piuttosto che fare un Senato non elettivo sarebbe forse stato meglio toglierlo definitivamente oppure optare per la sua permanenza così com'era, abbassando semplicemente il numero dei Senatori e Deputati. Invece è stata fatta un'operazione che ad una prima disamina non è ben identificabile nelle sue motivazioni, in particolare sull'estromissione dei cittadini dal diritto di poterla determinare, ma se si legge il testo del Decreto, cominciano a trasparire delle crepe e delle finalità inquietanti. Analizziamole. Il Disegno di Legge Costituzionale DDL S. 1429-D nella sua introduzione recita:

ART.1

L'articolo 55 della Costituzione è sostituito dal seguente:

«Art. 55. -- Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.

Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione.

La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell'operato del Governo.

Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all'esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all'esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l'Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi e delle politiche dell'Unione europea.

Viene ribadito quindi che la Camera dei Deputati esercita la funzione di indirizzo politico (potere Legislativo), mentre il Senato viene presentato come un organo di raccordo e che " concorre " alla funzione Legislativa. Però ad un certo punto si sottolinea che il Senato partecipa a pieno titolo, al pari della Camera, all'attuazione degli atti Normativi delle Politiche dell'Unione Europea.

Tale indirizzo viene ancor più esplicitato successivamente

(Autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali)

1. All'articolo 80 della Costituzione, le parole: «Le Camere autorizzano» sono sostituite dalle seguenti:

«La Camera dei deputati autorizza» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all'appartenenza dell'Italia all'Unione europea sono approvate da entrambe le Camere».

sottolineando che la ratifica dei Trattati relativi all'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea sono approvate da entrambe le Camere. Una cosa davvero sconcertante che non è stato sino ad ora mai oggetto di attenzione, non so se volutamente, da parte di giornali ed organi di Informazione. Con questo articolo si rende particolarmente difficoltosa qualsiasi variazione dei trattati Comunitari da qui a venire, garantendone quasi la completa blindatura.

Immaginiamo infatti per un attimo che il Movimento 5 Stelle vinca le prossime elezioni garantendosi la Maggioranza alla Camera dei Deputati per il Governo del Paese. Immaginiamo poi che il M5S voglia portare sino in fondo i suoi propositi di messa in discussione della moneta Unica e della permanenza dell'Italia nella U.E. Si ritroverebbe allora a far passare questa sua linea Politica non solo alla Camera dei Deputati, ma anche al Senato in cui sicuramente non avrebbe la Maggioranza, nonostante il popolo italiano si è espresso a maggioranza a suo favore.

Questo perchè la maggior parte dei Governi Regionali e delle Amministrazioni Locali, che andranno a costituire il Senato non elettivo, è oggi in mano al PD. Ci troveremmo quindi con un Senato, non eletto dal Popolo, che bloccherebbe sul nascere l'eventualità di una variazione delle Norme relative ai Trattati Europei e della loro eventuale modifica magari voluta dal Popolo ed esternata con il voto espresso  nell'elezione della Camera dei Deputati. 

Si delinea quindi l'intenzione da parte del Legislatore di porre una sorta di " Out-Out " nei confronti dei cittadini che si ritroverebbero nell'impossibilità di poter portare avanti qualsiasi iniziativa tendente a riappropriarsi di quella sovranità ceduta in Campo monetario, lavorativo , ecc, e che è la causa principale del malessere che si è diffuso nel paese. A questo punto dire che siamo in dittatura è dire poco.