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mercoledì 13 aprile 2016

Ora, nel Movimento una sola voce: dar vita al suo " Sogno "

di Claudio Messora


Sono stato invitato da numerose trasmissioni televisive per delineare la figura di Gianroberto Casaleggio. Credetemi: nulla mi sarebbe più caro che tentare di raccontare, umilmente, l’uomo che ho conosciuto, che mi ha dato il privilegio di vedere il mondo da prospettive inimmaginabilii, e di provare a difenderlo dalle accuse poco lungimiranti e in molti casi strumentali che nel tempo gli sono state mosse.

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Il desiderio di commemorare chi ha cambiato profondamente la tua vita, da quel primo incontro nel 2007, senza avere bisogno di stringere accordi né di usare argomenti persuasivi diversi dall’esempio personale, è davvero tanto, come sono certo accada a chiunque abbia perso qualcuno che rappresentava un punto di riferimento importante.
Ma proprio perché ho avuto il privilegio di conoscerlo e frequentarlo in una dimensione più raccolta, so che non amava essere messo al centro dell’attenzione e so che, nonostante i buoni propositi, gli userei una violenza. E come l’ho rispettato da vivo, così voglio rispettarlo da morto. Quindi declino cordialmente tutti gli inviti.

Credo che la maniera migliore che chi gli ha voluto bene ha di commemorarlo sia quella di fare di tutto perché il suo obiettivo, il suo sogno, non si disperda e ne esca rafforzato.

Gianroberto, non hai avuto il piacere di vedere il tuo Movimento 5 Stelle, attraverso il quale io so che tu non volevi fare altro che restituire la sovranità al popolo italiano, vincere a Roma e poi finalmente governare l’Italia. Sono sicuro che i tuoi ragazzi ora ce la metteranno tutta per non tradire il tuo sogno. Il loro sogno. Il nostro sogno. E quando accadrà, verrò a raccontartelo. Nei miei pensieri, o davanti a quel fazzoletto di terra che anche io spero ti sia lieve.

#CiaoGianroberto Se non si fosse capito, ti volevo bene.