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venerdì 15 aprile 2016

Fusaro: "Contro l'abominio delle trivelle. No menzogne: nel petrolio non c'è spazio per l'etica"

di Lucia Bigozzi

“Se ci si immerge nel mare del petrolio, si finisce in un mare di interessi di pochi contro i molti”. “Voto sì al referendum sulle trivelle perché…”. Diego Fusaro, filosofo, commenta con Intelligonews gli ultimi dossier rimbalzati sulle cronache, analizzandone gli effetti non solo ambientali, ma anche sociali. E sul governo Renzi usa la parola “astuzia”…

Dal petrolio agli interessi intorno al petrolio: in Italia sembra impossibile parlare di questi temi senza inciampare in scandali e inchieste giudiziarie. Qual è la sua valutazione?

«Certamente. Questi sono gli atti dei poteri forti: il sistema di manipolazione di massa e il monopolio dei mezzi di informazione non ne parlano, in modo tale che i signori della globalizzazione agiscano indisturbati. E se ci si immerge nel mare del petrolio, si finisce in un mare di interessi di pochi contro i molti».




Lei come vota al referendum sulle trivelle? Se le trivelle dovessero entrare in azione quali sarebbero gli effetti? 


«Io voto ‘sì’, cioè contro le trivelle, e invito tutti a farlo per far sentire che il popolo italiano non ha l’encefalogramma piatto ma c’è ancora ed è pronto a reagire. Bisogna sapere tre cose. Uno: che se non passa il ‘sì’, vengono fatti gli interessi delle multinazionali che si appropriano dei prodotti del territorio nazionale. Due: viene devastato l’ambiente e il mare italiano che, tra l’altro, è il più bello al mondo. Tre: si decide ancora una volta di scavalcare la volontà del popolo sovrano. Sono tre buoni motivi per andare in massa a votare e dire ‘sì’ contro l’abominio delle trivelle»

Per una certa scuola di pensiero il capitalismo è neutro come tutti i sistemi; ma alla fine, vicende come quelle legate al petrolio non dimostrano che il potere economico si colora anziché di democrazia, di corruzione e malaffare? 

«Il capitalismo non è mai neutro perché è un rapporto sociale basato sul classismo e lo sfruttamento; paghi gli interessi di una parte contro l’altra e questo è, appunto, sfruttamento. Poi certo, si presenta come neutro perché ogni ideologia mira a far passare gli interessi di una parte come interesse del tutto e questo si chiama ideologia. Se l’unica legge è quella del profitto, è chiaro che non c’è spazio per l’etica, la morale, il rispetto e la dignità che vengono scavalcati dai signori del capitalismo»

Dal “caso” Boschi al “caso” Guidi ai cinque sottosegretari indagati: qual è la differenza tra il governo Renzi e gli altri?

«Il governo Renzi, da un certo punto di vista, è molto astuto perché fa cose neo-liberiste e di destra ma veste la tunica rossa e così “inganna” le tribune che pensano sia un governo che fa gli interessi del popolo quando invece fa quelli dell’èlite finanziaria. Ma se si auto-definisse di destra, l’inganno sarebbe svelato; se invece fai riforme di destra liberiste e poi 'orwellanamente' dici di essere di sinistra, puoi abbindolare quelli che io chiamo i ‘militonti’, ovvero quanti sicuramente votano Renzi pensando che sia di sinistra. L’astuzia del capitale sta nel vestirsi di rosso: del resto, gli schizzi di sangue dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati, dei giovani, si vedono molto meno se il macellaio ha il grembiule di colore rosso?»

Fonte: Intelligonews