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mercoledì 10 febbraio 2016

Varoufakīs all'Italia: “Siete spacciati”. La salvezza è solo un Piano B di uscita dall'Euro immediatamente applicabile

Ci sono nubi cupissime sull’orizzonte europeo dell’Italia, il cielo potrebbe presto diventare buio e sarebbe un attimo perché scoppiasse uno di quegli acquazzoni tanto potenti da travolgerci. A far piombare la terribile profezia sulla testa degli italiani è l’ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakīs che in un’intervista a Repubblica disegna uno scenario da montagne russe.




Da una parte il leader del neonato movimento Diem 25 sembra sostenere la posizione di Matteo Renzi, apparentemente in contrasto con i vertici Ue che insistono per altre misure di austerità per i conti italiani.
Certo però il greco è uno che non dimentica facilmente e rispolvera l’atteggiamento del premier italiano nel momento in cui da Atene provavano a evitare il tracollo: “Ha ragione a chiederlo – ha detto Varoufakis – Ma quando lo scorso luglio la Grecia è stata davanti a quel baratro, lui si è schierato con chi ci ha asfissiato. Doveva saperlo che quel che imponevano a noi alloara, sarebbe arrivato anche in Italia. La Troika ha colpito Atene per dare un messaggio a Roma, Madrid e soprattutto a Parigi”.

Il disegno – Le vere intenzioni dei tecnocrati europei, secondo Varoufakis, puntano sulla Francia, asfaltando però prima ogni ostacolo che si frappone sulla strada, vedi gli ultimi Paesi mediterranei ancora in piedi: “È chiaro a tutti che la situazione italiana è difficilmente sostenibile. Ma, come la Grecia, il vostro paese è solo una vittima collaterale della guerra tra Germania e Francia. Schauble – il falco ministro dell’Economia tedesco – vuole portare la Troika a Parigi. E se non riportiamo il popolo al centro della democrazia nel vecchio continente, rischiamo di rivivere il disastro del 1930-31, quando alla crisi economica si rispose con il dumping del lavoro e mettendo i paesi europei uno contro l’altro, circolo vizioso che generò solo xenofobia. Non dobbiamo ripetere quegli errori”.

Ex amici – L’uscita di Varoufakis dal governo di Alexis Tsipras non è stata solo una scelta politica, i due grandi amici sembra che ormai non condividano più niente. E Varoufakis non concede più neanche una speranza al governo in carica greco: “Il paese continua a perdere reddito dal 2009. Hanno chiuso le banche e poi ci hanno chiesto di alzare le tasse a persone e imprese. È il modo migliore per uccidere un paese, non per salvarlo”. L’ultimo degno di stima per l’ex ministro nel panorama europeo resta il governatore della Bce, Mario Draghi: “Persona saggia e competente – si è sbilanciato – Ha fatto quello che poteva nelle condizioni difficili in cui si trovava. È riuscito a imporre il quantitative easing. Ma poi deve comprare soprattutto titoli tedeschi. Aiuta chi non ha bisogno. Perché? – si è chiesto – Perché la Banca centrale europea non è indipendente. Io sono certo che, se fosse stato per lui, alla Grecia non sarebbero stati imposti i controlli di capitale”.

Libero