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martedì 9 febbraio 2016

Ma perchè giocano con il prezzo del Petrolio?

di CALEB MAUPIN

Il prezzo del petrolio è sceso sotto i 30 dollari al barile e questa storia che – quando cominciò nel 2014 – mise in allarme il mondo, sta durando molto più del previsto, tanto che anche gas naturale, acciaio, rame e altre materie prime vedono il loro prezzo scendere e gli economisti si stanno preoccupando perché tutti i segnali indicano che ci si deve aspettare una qualche specie di recessione.




I media americani vorrebbero farci credere che il“rallentamento cinese” è l’unico responsabile di questa escalation che si sta profilando sulla crisi economica. Comunque, è ampiamente riconosciuto che i prezzi bassi del petrolio stanno diventando piuttosto costosi per l’economia globale e che questa deflazione artificiale e prolungata sta diventando sempre più pericolosa. Il calo dei prezzi è stato programmato intenzionalmente e serve per delle precise ragioni.


Serve per dei motivi molto egoistici, la Casa di Rockefeller sta giocando con il fuoco, e minaccia di radere al suolo l’intera economia globale.

Assicurare il potere della Exxon-Mobile

I Rockefeller sono una delle famiglie più potenti degli Stati Uniti, e lo sono da parecchio tempo. La loro storia può essere fatta risalire al 19° secolo e alla nascita di una società denominata Standard Oil. Oggi, il loro potere è accentrato nella più grande società petrolifera del mondo, la Exxon-Mobile che è l’erede diretta della Standard Oil di John D. Rockefeller ed è, oggi, la quinta società per importanza al mondo.

Molto tempo fa, durante la scalata dei Rockefeller verso il potere, la loro tattica preferita – per battere i concorrenti – era manipolare i prezzi. Nel 1800, i Rockefeller avrebbero fatto scendere il prezzo per inondare i mercati con il loro petrolio a buon mercato, poi, quando i loro avversari non ce l’avrebbero più fatta, avrebbero fatto ri-aumentare i prezzi, e incassato maggiori profitti che mai.

Questo metodo per centralizzare il potere economico è stato teorizzato – quasi come una scienza – da John D. Rockefeller e dai suoi tirapiedi, tanto che, la Standard Oil, fu oggetto delle famose riforme “trust-busting” di Theodore Roosevelt.

Nei decenni più recenti, i Rockefeller si sono distinti tra elite più potenti negli Stati Uniti per la loro visibilità politica. Il Council on Foreign Relations – il think tank più segreto in cui viene discussa e decisa la politica estera americana – è quasi completamente finanziato con il danaro della Rockefeller e della Ford Foundation. Il denaro di Rockefeller sta dietro Asia Society, Open Society Foundations, e molte altre voci chiave per il discorso politico USA.

Benché i Rockefeller siano tra le persone più ricche della terra, la loro ricchezza non si traduce in una politica conservatrice come qualcuno potrebbe ingenuamente presumere. Dalla fine della seconda guerra mondiale, i Rockefeller sono diventati liberali. Iscrizioni in onore dei Rockefeller si trovano all’interno della Riverside Church, una istituzione religiosa di New York City che si prodiga per l’attivismo contro la guerra e per i diritti civili.

La MS-NBC, la rete televisiva americana che promuove la politica liberale di Rachel Maddow e Chris Hayes, così come gli sketch comici a favore del partito democratico del Saturday Night Live, trasmette dal Rockefeller Center di Manhattan. Il blocco della National Broadcasting Company (NBC) dei media è stato creato dalla General Electric, uno dei più grandi appaltatori militari, anche questa parte dell’impero di Rockefeller.

La famiglia Rockefeller è conosciuta per promuovere la scelta per la riproduzione, così come per i diritti LGBTQ. Tutti strettamente legati al Partito Democratico. Il terreno su cui è stata costruita la sede delle Nazioni Unite era di proprietà della famiglia Rockefeller ed è stata offerta come donazione personale.

Il fatto che questa potente famiglia sia proprietaria della Exxon-Mobile non può essere tenuto separato dalle loro alleanze politiche strategiche. L’amministrazione di Barack Obama ed il Partito Democratico sono stati fedeli servitori economici e politici della dinastia Rockefeller. Il denaro che fa muovere i principali avversari politici dei democratici arriva dai maggiori concorrenti della Exxon-Mobile. L’ossessione di MS-NBC di demonizzare i “Koch Brothers” come l’incarnazione del moderno male politico non è semplicemente politica.

Dietro la politica c’è una classica rivalità di mercato tra Exxon-Mobile e Koch Industries.

Lo schema petrolifero CIA-Rockefeller

Tre sono i paesi in maggior competizione con gli Stati Uniti sulla scena geopolitica – Russia, Venezuela e Iran – sono anche esportatori di petrolio e grandi concorrenti delle compagnie petrolifere americane. Tutti e tre questi paesi hanno economie indipendenti incentrate su risorse naturali di proprietà del governo. Ciascuno di questi paesi sta soffrendo gravi conseguenze per il calo del prezzo del petrolio.

In Venezuela, l’opposizione di destra – finanziata da Rockefeller- e dalle ONG collegate alla Fondazione Ford – ha preso il controllo del parlamento nelle elezioni di dicembre 2015. Il movimento bolivariano, guidato dal Partito Socialista Unito e da Nicolas Maduro, è salito al potere utilizzando i proventi del petrolio per finanziare case, istruzione, assistenza medica, e media controllati dalla comunità. Il calo del prezzo del petrolio ha provocato enormi problemi a questo schieramento ed ha indebolito i suoi programmi sociali.

I problemi economici creati dalle sanzioni USA nei confronti della Repubblica islamica dell’Iran si sono intensificati con la flessione del prezzo del petrolio. La difficile situazione economica ha avuto effetti sull’opinione pubblica iraniana ed ha rafforzato la posizione del presidente Hassan Rouhani e delle forze che si fanno chiamare “movimento riformista.” Il calo del prezzo del petrolio è stato un fattore significativo nel determinare la conclusione nucleare del P5+1, in base al quale i due terzi del pacifico programma di energia nucleare iraniano è stato smantellato.

La Russia è stata costretta a tagliare il suo budget nazionale. Gli investimenti fatti dal governo avevano reso Vladimir Putin molto popolare e proprio petrolio e gas naturale, di proprietà del governo, hanno permesso alla Russia di far ripartire la sua economia dopo il periodo disastroso degli anni 1990.

I Rockefeller e i loro amici del Council on Foreign Relations hanno stabilito che mantenere bassi a lungo i prezzi del petrolio serve per gli obiettivi di politica estera USA – cioè, serve a mantenere Wall Street al centrodell’economia globale.

Quindi, come si fa tenere basso il prezzo del petrolio? Per quale motivo i prezzi scendono? Le innovazioni tecnologiche, come il fracking idraulico e i nuovi metodi di perforazione, hanno sicuramente fatto la loro parte, ma l’ultima goccia è stato il Regno dell’ Arabia Saudita. La monarchia saudita – quella repressiva, quella che viola i diritti umani – quella che continua ogni giorno a versare decine di milioni di barili di petrolio sul mercato internazionale, malgrado la perdita di miliardi di dollari e una escalation della crisi interna, il regime saudita continua ad espandere il suo apparato che produce petrolio. Il 1.° gennaio l’Arabia Saudita ha giustiziato 47 persone, dimostrando così che i suoi problemi interni sono sempre enormi.

Il motivo di tanta indulgenza dell’Arabia Saudita in questa politica autodistruttiva è solo obbedienza. Il petrolio saudita è “de facto” di proprietà di Wall Street. L’Arabia Saudita ha il quarto budget militare del mondo e acquista armi quasi esclusivamente dagli Stati Uniti. Il Regno funge da propaggine in Medio Orientale delle grandi corporazioni petrolifere e militari USA. Il regime saudita sta inondando il mercato di petrolio, sta perdendo soldi, e sta distruggendo il proprio paese, perché i boss della Exxon-Mobile, vale a dire, la famiglia Rockefeller, glielo stanno ordinando.

Trump e l’Opposizione dei Koch



Il calo del prezzo del petrolio non ha semplicemente fini geopolitici, c’è anche una fine interno. L’invenzione di fracking idraulico e l’aumento della produzione nazionale di petrolio negli Stati Uniti sono serviti a rafforzare la concorrenza contro i Rockefeller. I Koch Brothers ne sono usciti più forti che mai, insieme ad una serie di magnati minori del petrolio, che non possono godere di quella influenza radicata e consolidata della dinastia dei Rockefeller.

Il Congresso degli Stati Uniti ha revocato il divieto di esportazione di petrolio emesso nel1973 ed ora questi concorrenti nazionali possono esportare sui mercati internazionali. Non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno che la Keystone Pipeline, e la “Drill, baby, drill!” siano diventate una chiamata alle armi per la politica repubblicana. “Drill, baby, drill!” significa spezzare il potere dei Rockefeller e dare man forte alle Koch Industries, insieme a un’altra masnada di nuovi ricchi che li appoggiano e che vogliono una fetta più grande dei profitti petroliferi.

I Rockefeller sperano che il calo del prezzo del petrolio non solo possa sconfiggere il blocco anticapitalista che sta emergendo in tutto il mondo, ma anche i loro concorrenti interni. Una strategia che sta funzionando bene .

Houston, la centrale politica dell’insurrezione dei Koch, sta vivendo una crisi degli alloggi a causa del calo del prezzo del petrolio. Un recente articolo del Wall Street Journal ha evidenziato come una città del Montana – Williston – in pieno boom qualche anno fa, sia stata devastata con il nuovo petrolio.

Ora che il Tea Party – più ideologicamente di destra – ha fatto il suo corso, i fratelli Koch hanno messo Donald Trump come loro uomo forte contro l’istituzione Rockefeller. Così Trump predica l’odio contro gli immigrati e i musulmani, si batte il petto con un falso populismo da “uomo qualunque” e sta tentando di costruire un esercito politico. La speranza non è tanto arrivare alla presidenza, ma far sentire la forza del loro braccio ai think tank della Fondazione Ford e Rockefeller è che queste la smettano a tenersi stretto il loro monopolio delle scelte politiche. La ragione per cui Trump si tiene lontano dalle critiche alla solita politica estera USA, tanto che sembra più favorevole verso la Russia e più critico per l’Arabia Saudita, è perché rappresenta la parte di Wall Street che si oppone al dominio dei Rockefeller. Altre strategie nei confronti dei paesi esportatori di petrolio non sono affatto off-limits.

Oltre alla rivalità di mercato, esiste una lunga storia di tensioni tra CIA e Pentagono. La leadership della CIA viene addestrata in luoghi come Harvard e Yale, dove si studia attentamente l’arte di come raggiungere obiettivi geopolitici a lungo termine. I vertici militari, dell’altra parte, vengono addestrati solo nella dura scienza di come si fanno esplodere le cose. Non a caso, i due gruppi spesso entrano in conflitto tra di loro. I Rockefeller, con il loro Council on Foreign Relations e l’alleanza con George Soros, sono sempre stati vicini alla CIA e ai democratici. Le linee militari in modo coerente con i repubblicani.

Sulla scena mondiale, i Rockefeller sperano su una graduale morte per fame di chi si oppone al potere degli Stati Uniti, e contemporaneamente cercano di fomentare una “crisi interna – stile rivoluzione colorata”. Dall’altro lato, Donald Trump parla di “bombardare l’inferno” fuori dall’Iraq, e chi lo segue ha molto più entusiasmo per attacchi militari diretti contro qualsiasi paese osi sfidare l’America. Il braccio di ferro a cui si è assistito durante l’accordo nucleare P5 + 1 è stata una manifestazione di queste differenze strategiche.

L’agonia della crisi capitalista

Dato che i Rockfeller e Obama continuano con la loro guerra economica contro Russia, Venezuela e Iran – e allo stesso tempo cercano di indebolire economicamente le aziende delle Koch Industries, garantendo il potere del monopolio petrolifero – l’economia globale sta andando incontro ad una catastrofe. I sauditi obbedientemente pompano petrolio ed i prezzi delle industrie parallele, come il gas naturale stanno seguendo la stessa china. La fiducia degli investitori è in discesa e si sta aspettando che siano presi dal panico.

E siccome la spirale sta avvitandosi verso il basso , Donald Trump e la Koch Brothers stanno tentando di servirsi dell’ ideologia della destra, quella parte ossessivamente pro-Israele, anti-islamica e contro l’immigrazione della classe lavoratrice USA, che si trova soprattutto tra i bianchi espropriati del sud e delle zone rurali, che sono stati individuati come una potenziale squadra politica di picchiatori.

Contemporaneamente, la politica di sinistra si è rimescolata e stanno riemergendo idee radicali. I soldi di Rockefeller vengono distribuiti per controllare e dirigere una rigenerata (ma completamente confusa) sinistra USA. La Fondazione Ford ha messo in scena delle conferenze vere e proprie contro la brutalità della polizia, nella speranza di sviare il “Black Lives Matter” da un serio confronto con l’establishment politico degli Stati Uniti.

Le teste parlanti stanno lavorando molto duramente su MS-NBC per spingere i milioni di americani – che oggi si identificano come “socialisti”- lontano dall’attivismo militante e orientarli verso una campagna per il Partito Democratico. I Rockefeller hanno rinunciato a cercare di sopprimere il sentimento anti-capitalista di base, e stanno puntando su una ridefinizione del socialismo con frasi che non facciano nessun riferimento alle classi sociali come “un governo che funziona per tutti.”

La generazione degli americani più giovani – che statisticamente sono molto più di sinistra – è il target di riferimento della macchina politica dei Rockefeller. L’obiettivo è trasformare gli ex di Zuccotti Park, quelli che tanto amavano il caos, in fanti disciplinati da arruolare per combattere i Koch. L’ultima cosa che vogliono i proprietari della Exxon-Mobile è una recrudescenza di combattenti di strada militanti. Non vogliono il radicalismo del Movimento Giovanile Rivoluzionario degli anni 60 e nemmeno una Lega dei Giovani Comunisti degli anni 30. Vogliono degli impiegati obbedienti che studiano Saul Alinsky.

Dietro a tutto questo c’è un problema economico quasi irrisolvibile. La rivoluzione informatica ha reso più economico e più facile che mai la produzione delle cose, e adesso milioni di persone non hanno più un posto nell’economia mondiale. Il mercato mondiale è pieno di merci a buon mercato, prodotte dalle macchine che, però, non possono essere acquistate dalla gente che in tutto il mondo è sempre povera e non trova più un posto alla catena di montaggio.

In una crisi che vede migrazioni di massa, le persone che non hanno più un proprio posto nel sistema devono fuggire dall’Africa, dall’America Latina, dal Medio Oriente e dal Sud-Est asiatico. Negli Stati Uniti e in Europa occidentale, il tenore di vita è in calo e la prossima generazione si sta preparando a vivere in una economia di bassi salari.

Con la Russia e la Cina che si presentano come un asse portante, sta emergendo un nuovo blocco di economie pianificate a controllo statale, che stanno scolpendo una forma alternativa di economia mondiale. Eventi globali continuano a rafforzare l’idea che il capitalismo neoliberista occidentale non rappresenti la fine della storia.

Il sistema finanziario, basato su usura e sfruttamento, quel sistema che ha governato il mondo per oltre 500 anni, è entrato in una lunga crisi, profonda. All’interno della struttura di potere, ci sono diverse fazioni che stanno rimescolandosi per cercare di salvarlo, fazioni che sono viste come una possibile alternativa e che stanno diventando sempre più attraenti per gli espropriati. Si stanno usando strategie differenti per cercare di sconfiggere la crescente opposizione mondiale e a poco a poco, la repressione della polizia di stato e il militarismo stanno cominciando a sostituire la “democrazia” e i “diritti umani” di cui le società occidentali molto spesso si sono tanto vantate.

Ovunque la posta in gioco sta diventando sempre più alta ed il rischio di una catastrofe sempre più grave. Sul palcoscenico globale del 21° secolo si stanno preparando ad allestire delle sorprese che riusciranno a scombussolare tutto il mondo.



Caleb Maupin è e un analista e attivista politico con sede a New York. Ha studiato scienze politiche al Baldwin-Wallace College è stato tra i primi ad occuparsi del movimento Occupy Wall Street, particolarmente per la rivista online “New Eastern Outlook”.



Fonte: http://journal-neo.org/