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venerdì 19 febbraio 2016

LA GRAN BRETAGNA CONTRO L’UE: “È ANTIDEMOCRATICA”



Il quotidiano inglese “The Guardian” pubblica una lettera ricevuta e sottoscritta da numerosi rappresentanti di istituzioni britanniche, tra cui finalmente anche numerosi esponenti del partito comunista e sindacalisti. Finalmente anche i rappresentati dei lavoratori trovano il coraggio di denunciare la UE per quello che è: un’istituzione contraria alla democrazia e creata per tagliare il welfare dei cittadini, abbassare i salari e togliere i diritti ai lavoratori. La lettera chiede ai cittadini britannici di rifiutare questa creazione, che persegue gli interessi di una piccola élite contro quelli della maggioranza dei cittadini.



La miserabile farsa della “rinegoziazione” di David Cameron riguardo l’adesione del Regno Unito alla UE è servita solo a sottolineare il carattere regressivo e antidemocratico di quell’istituzione (si veda questo articolo del 16 febbraio). Sappiamo grazie alla durissima austerità imposta al popolo greco che l’Unione non solo è antidemocratica in sé stessa, ma anche anti-democratica nel senso profondo, che le sue istituzioni non consentono la realizzazione della volontà democraticamente espressa dalla maggioranza delle persone, se essa si oppone al suo progetto liberista

L’Unione Europea è irreversibilmente determinata ad attuare privatizzazioni, tagli al welfare, bassi salari ed erosione dei diritti sindacali. Ecco perché le forze dominanti del capitalismo britannico e la maggior parte delle élite politiche sono a favore della permanenza in UE. L’UE è irrevocabilmente favorevole alla stipula del trattato TTIP e di altri nuovi accordi commerciali, che rappresentano il più grande trasferimento di potere al capitale che si sia visto in questa generazione.

Sostenere che la libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’UE è un ostacolo alla xenofobia è una falsità. Senza i diritti dei lavoratori e un’alternativa all’austerità, i migranti saranno preda di forze ostili xenofobe con o senza l’accordo di Schengen. E, cosa ancor più grave, la “Fortezza Europa” assicura che coloro che sono fuori dal cartello di nazioni UE, saranno soggetti a turpi discriminazioni, se sono fortunati, o ad annegare nel Mediterraneo, se non lo sono.

Noi sosteniamo una visione positiva di una futura Europa basata sulla democrazia, sulla giustizia sociale e sulla sostenibilità ecologica, non sugli interessi di profitto di una piccola élite. Per queste ragioni siamo impegnati a chiedervi di votare per abbandonare l’Unione Europea nel prossimo referendum sulla permanenza del Regno Unito.

Leggi dalla fonte originale Vocidallestero.it