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mercoledì 24 febbraio 2016

Con il Fiscal board l' Ue commissaria i Paesi Membri

Nella neolingua utilizzata per non far capire nulla ai cittadini, ha l'incomprensibile nome di "Comitato consultivo indipendente europeo per le finanze pubbliche". Più corretto sarebbe stato chiamarlo "Comitato oscuro di nominati per applicare il pugno duro del Fiscal compact". Insomma, è un altro strumento di commissariamento dei Paesi da parte di Merkel, Draghi e compagnia bella.



Il Comitato è entrato in funzione dal primo di novembre, è composto da un presidente e quattro membri, nominati per un periodo di tre anni. Nessuno, o quasi, in Italia ne sa nulla. Il Parlamento è stato completamente scavalcato.


In pratica, siamo di fronte a una sorta di Fiscal Board, di Ufficio parlamentare di bilancio europeo. Il solito spietato controllore che sulla carta dovrebbe essere composto da figure terze e indipendenti, "esperti di fama internazionale nominati sulla base del merito, delle competenze, della conoscenza della macroeconomia e delle finanze pubbliche", ma che nella sostanza sarà agli ordini di Juncker, amico dei grandi evasori internazionali e marionetta di Angela Merkel.

Tocca infatti al governo Ue (non eletto) nominare i membri di questo Advisory European Fiscal Board. Ma i cittadini italiani cosa ne sanno? Cosa hanno deciso, scelto o votato? Quale dibattito o ratifica democratica ha sancito la nascita del Comitato? E' vero che Juncker se la canta come vuole e le sue decisioni non necessitano neppure di approvazione formale, ma l'assenza di un qualsivoglia dibattito parlamentare è scandalosa.

L'organismo dipenderà, dal punto di vista amministrativo, dal segretario generale della Commissione Ue. E i singoli membri saranno, ovviamente, pagati profumatamente e supportati da una pletora di addetti e collaboratori. Tutta gente di cui non si sa nulla.
Ecco l'ennesimo comitato burocratico occulto, l'ennesima espressione antidemocratica che grava sulle spalle dei cittadini europei e che il nostro governo accetta supinamente così come accetta il commissariamento delle scelte di politica economica. I parlamenti nazionali non contano più nulla.

Il M5S si opporrà in ogni sede a questa ennesima deriva, che dimostra ancora una volta come l'Europa reale sia tutt'altro rispetto alla missione originaria e principi ispiratori.