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lunedì 15 febbraio 2016

CARO RENZI , LA RICHIESTA DI FLESSIBILITA’ SENZA SOVRANITA' MONETARIA TI DISTRUGGERA'

by Fabio Lugano

Pochi governi si giocano la sopravvivenza immediata su fattori economici come il governo Renzi. Nonostante l’uso di strumenti di distrazione di massa, come l’inutile discussione sulle unioni civili e la stepchild adoption, divertentissima solo perchè ha mostrato quanto poco di inglese mastichino i nostri parlamentari ( che avrebbero fatto più bella figura usando termini italiani equivalenti..), in una situazione in cui la debolezza militare e l’incertezza politica impediscono di svolgere un ruolo a livello internazionale, il governo si gioca tutto sul caldissimo tema della crescita e del peso fiscale.





Del resto siamo una nazione con una disoccupazione a due cifre da tempi immemori con una disoccupazione giovanile che supera il 40%, dove le riduzione negli ultimi due anni, con costi altissimi (il jobs act costa 1,8 miliardi solo nel 2015), sono state minime, l’economia diventa un’emergenza .

Ora il governo ha iniziato una lotta all’ultimo sangue con Bruxelles sul tema della “Flessibilità” della disciplina di bilancio e la possibilità di superare i limiti fissati dalla commissione europea. Una lotta estenuante, da ragioniere, a colpi di voci da escludere dai conteggi, di zero virgola qualcosa da portare a casa.

In realtà tutta questa battaglia, che fa la gioia dei giornalisti specializzati, è una lotta inutile che non condurrà a nulla. Vediamo il perchè:
il problema dell’italia è che, nonostante la fanfara governativa, si cresce meno della metà della zona euro (0,6% contro 1,5% nel 2015) ed 1/3 della UE nel suo complesso (0,6% contro 1,8%). Il nostro sistema economico non riesce a seguire il sistema economico europeo.
Per quanto il valore del moltiplicatore keynesiano possa essere elevato non sarà lo zero virgola qualcosa che ci farà recuperare la differenza di crescita con la media europea. qui ci vorrebbero deficit di ben altre dimensioni. Ricordiamo che poi la “Media ” è fatta dalla Grecia , che fa -0,7% ma anche da paesi che crescono ben oltre il 2 %. Per raggiungere simili risultati o si cambia in modo radicale l’attuale struttura di bilancio dello stato, oppure ci si affida alla Madonna della Guardia …..
Comunque lo zero virgola speso extra andrà a pesare sul debito che, in un ambiente deflazionistico come quello attuale, viene ad essere una vera e propria bomba ad orologeria. In questo ha paradossalmente ragione il “Simpatico teutonico” Schaeuble, quando si oppone al deficit perchè incrementerebbe il debito già elevato. Senza una spinta inflazionistica seria, diciamo dal 2% al 5%, questo debito renderà l’Italia una nave nella tempesta, in cui uno starnutire dei mercati o anche in una qualsiasi altra nazione europea si farà sentire sul mercato secondario (il famigerato spread) ed anche sulle nuove emissioni, quindi sul deficit. Non si può governare un debito pubblico come il nostro senza l’intervento della banca centrale.
Continuare su questa strada significa prepararsi a rispettate il “Six pack”, cioè un deficit , per noi , nella migliore delle ipotesi, inferiore all’1% dal 2017. A cosa serve avere lo 0,1% in più nel 2016 se poi il prossimo anno bisognerà più che dimezzare il deficit ? Si tratta di una battaglia inutile, miope, ed il politico miope è causa di disastro per il suo popolo.

Matteo Renzi si sta giocando tutto su una battaglia che non è persa, ma perfettamente inutile per l’Italia e distruttiva per la sua carriera: infatti questo apparente conflitto con l’Europa ha scaldato gli animi degli aspiranti Quisling, categoria sempre ben viva in Italia e , soprattutto, nelle compagini governative.

Se Renzi vuole riuscire a conseguire i propri obiettivi di crescita economica ha due possibilità: 


la “Speranza europeista”, che vi sia una vera integrazione politica ed economica, in tempi molto stretti, con una seria politica fiscale (leggi trasferimenti..) comune ed una forma almeno di garanzia comune del debito sovrano;


riconquistare una potestà monetaria che permetta di gestire direttamente il debito pubblico, superando almeno temporaneamente e parzialmente la separazione fra banca centrale e tesoro, restituendo alla Banca d’Italia il proprio ruolo di prestatore di ultima istanza e di gestore del mercato secondario del debito, permettendo quindi l’applicazione di una politica fiscale veramente anticiclica.


Questa scelta non è secondaria per il governo Renzi. Sicuramente non può permettersi di proseguire con l’attuale politica da presidente di provincia dei “Regalini e tasse per tutti”: anche con i media scodinzolanti la gente lo nota che non c’è lavoro, le aziende chiudono e la miseria incalza. Ora fra le due scelta la prima è, per lo meno utopistica, e richiederebbe una conversione dei paesi nordici ad un vero europeismo che, allo stato attuale, è per lo meno utopia. Non resta che la seconda politica, pericolosa e coraggiosa, ma che può portare a dei risultati.

Caro Renzi, a te la scelta, oppure fra tre mesi sarà il buon Letta o la Mortadella bolognese, a scriverti “#matteostaisererno”. Dopo di che gli italiani, stremati dall’austerità, metteranno la parola “Fine” su PD e “Partito della Nazione” . PASOK docet..