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sabato 30 gennaio 2016

Un incontro senza risultati di rilievo per l'Italia, anzi....



by Guido Da Landriano

La visita del toscanello Renzi alla cancelliera Merkel si è concluso con un bel nulla di fatto, anzi potremmo dire che l’incontro con la maschia signora tedesca lascia la povera Italia gravida di soldi da versare e di debito da calare.

Vediamo alcuni punti :

a) Flessibilità nei bilanci: La Merkel ,evidentemente, non ne vuole neanche parlare con Renzi, rimandando tutto a Junckers. Il che è un modo per rifiutare pure piuttosto scortese, perchè lascia alla servitù il compito ingrato di mandar via i disturbatori.



b) Turchia: Renzi ha piegato il capo , accettando di contribuire con i 300 milioni previsti. Nessuna osservazione sull’inutilità del piano e soprattutto sul ricatto che ne è la base. Al massimo l’Italia implorerà un po’ di scomputo dai parametri europei

c) Renzi si è impegnato a far scendere il debito… la modalità sarà scelta da qualche indovino o augùre dopo aver consultato le viscere di un risparmiatore e di un contribuente.

d) Nessuna garanzia circa il ripristino di Schengen e l’inclusione dell’Italia nell’eventuale futuro “Nucleo duro” che, presumibilmente, si creerà attorno alla Germania nei prossimi mesi. Della UE ci resteranno solo i vincoli, e nessun vantaggio

e) Intanto la Germania ha piazzato il proprio uomo, Koebler , come inviato speciale dell’ONU per la Libia, dove speravamo di giocare un ruolo, almeno politico, rilevante.

Insomma Renzi torna a casa con le pive nel sacco, senza nessun risultato di rilievo, contrassegnando ancor di più il peso perfettamente secondario e trascurabile che l’Italia ha nel consesso europeo. Del resto la Germania controlla la moneta , non casualmente a Francoforte, ed ha le posizioni più rilevanti nella Commissione, nella burocrazia e perfino nei gruppi al parlamento europeo. L’Italia non ha nulla da offrire, nulla da contrattare, quindi nulla può ottenere.

Se Renzi vuole sopravvivere politicamente deve imparare da Cameron: non si ottiene nulla se non si è disposti a rompere, a mettersi in gioco. Inoltre sarebbe ora di fare una valutazione seria dei vantaggi (pochi) e degli svantaggi (molti) che comporta la nostra permanenza nella UE. Continuare un cammino con la testa nel sacco , oltre ai danni alla nazione che tutti vediamo, comporta un vicolo cieco per le prospettive di qualsiasi politico. Possibile che nessun governativo se ne renda conto , o vivono solo un giorno dopo l’altro, senza nessun progetto e nessuno prospettiva ?


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