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sabato 12 dicembre 2015

Votando ed astenendosi nella U.E., ecco i politici Italiani che hanno condannato il risparmio in Italia. Una è la soluzione : Uscire dall'Euro

Fermiamoci. Tutti, per un secondo.
Blocchiamo la propaganda e ragioniamo con la testa, non con la pancia.
Vorremmo raccontarvi una storia: il romanzo di chi vuole vivere onestamente. La tua vita, che ci stai leggendo. La nostra, che ti scriviamo da un blog. Entrambi lavoriamo per dare un futuro dignitoso alla nostra esistenza, alla nostra famiglia o a quella che vorremmo avere. Lavoriamo per risparmiare, per sudarci ogni centesimo, per crearci quel gruzzolo che, non si sa mai, forse un giorno utilizzeremo.






In questo mondo, che contribuiamo a far progredire col nostro impegno, ci sono ostacoli inimmaginabili. State pensando alla retorica e al populismo? No.
Parliamo di cose concrete: quel conto in banca e quei risparmi che per molti sono solo un numero - ma che in verità costituiscono il frutto delle nostre fatiche -, da un giorno all'altro potrebbe scomparire. E' quello che è successo a un povero pensionato di Civitavecchia, che si è suicidato dopo aver appreso di aver perso i risparmi di una vita investiti nella Banca Popolare dell'Etruria e Lazio.
Questa tragedia non deve essere strumentalizzata, ma compresa. Non dobbiamo rinunciare alla solidarietà o evitare di esprimere la nostra vicinanza, ma dobbiamo sforzarci di ragionare. Senza cedere alla rabbia. Il lutto di Civitavecchia mina alla radice le basi su cui l'Italia ha fondato la sua socialità: la cultura del risparmio. La spinta verso questo cambiamento, volente o nolente, è maturata nel corso degli ultimi due decenni dall'atteggiamento del "sistema Paese".

Se in una notte una persona di 68 anni, senza colpe, vede bruciati oltre 100mila Euro, il "sistema Paese" di cui sopra, è evidente a chiunque, non funziona. Un'intera vita di risparmi che scompare con un "click", nel silenzio. Senza una parola e, soprattutto, senza che le istituzioni - che traggono linfa proprio da quel lavoro scomparso - gli abbiano mai offerto un piano B. Per non cedere alla disperazione e alla follia dello sconforto.

E' questo il mondo che abbiamo contribuito a generare.
Ma allora, di chi è la colpa?
- Delle imbarazzanti dichiarazioni dell'esecutivo rese solo due giorni fa?
- Della penna che ha scritto il decreto salva-banche?
- Magari del balletto tra Europa e Governo, che si sono rimbalzati la responsabilità delle negazione degli aiuti di Stato a protezione dei piccoli risparmiatori?

Sicuramente, ci sono alcuni più responsabili di altri.
Qui, al Parlamento Europeo, chi ha votato per il bail-in ha un nome e un cognome.

I favorevoli, provenienti dalla scorsa legislatura, sono stati:
Partito Democratico: Arlacchi, Balzani, Barbagallo, Berlinguer, Borsellino (indipendente), Caronna, Cofferati, Costa, Cozzolino, De Angelis, De Castro, Domenici, Frigo, Gualtieri, Iovine, Panzeri, Pirillo, Pittella, Prodi, Toia, Zanoni.
Forza Italia: Bertot, De Martini, Bartolozzi, Comi, Gardini, Iacolino, Mastella, Rivellini, Rossi, Silvestris.
NCD: Angelilli, Bonsignore, Cancian, Pallone.
Fratelli d'Italia - AN: Berlato.
UDC: Casini, De Mita, Rotti, Salatto.
Popolari per l'Europa: Tatarella.
Italia dei Valori: Rinaldi, Uggias, Vattimo.
ECR: Muscardini.

Gli astenuti, invece, sono gli insospettabili:
LEGA NORD: Fontana, Salvini, Scottà, Borghezio, Bizzotto.

Il Movimento 5 Stelle propone soluzioni concrete. Ieri vi abbiamo parlato di separazione bancaria. Oggi vi spieghiamo perché è necessario avere una Banca Centrale che si comporti come prestatore d'ultima istanza, derogando dai vincoli dell'Euro.

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