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venerdì 16 ottobre 2015

NEL BUIO DELLA CRISI IN ITALIA PROVE TECNICHE DI DITTATURA

di Antonio M. Rinaldi

Prendendo spunto dalle ultime vicissitudini che hanno coinvolto le dimissioni del Sindaco di Roma, appare sempre più evidente che è in atto il tentativo di estraniare sempre più i cittadini da una delle più grandi conquiste della civiltà umana: la Sovranità appartiene al popolo e a nessun altro e l’esercizio del voto è un diritto inalienabile!




D’altronde da tempo siamo stati abituati che la volontà popolare è completamente ignorata, prima con sistemi elettorali che non tengono conto di criteri di scelta dei candidati se non quelli decisi nelle segreterie dei partiti e poi alla nomina diretta a Premier di personaggi alla Mario Monti, che dopo la nomina a Senatore a vita per motivi ancora non ben noti, è stato insignito dallo stesso presidente Napolitano dell’incarico di Presidente del Consiglio nonostante non fosse supportato da nessun mandato elettorale se non il gradimento della comunità finanziaria e burocratica di Bruxelles di cui era parte integrante.



Un atto che ha significato un vero e proprio fregio allo stesso concetto fondante su cui si basa la democrazia che non tollera imposizioni di nessun genere, tanto meno in periodi di difficoltà del Paese, e a cui auspichiamo quanto prima ai responsabili di tale sopruso il giusto e severo giudizio della Storia. Pratica ormai divenuta consuetudine, visto che Palazzo Chigi è occupata attualmente da chi non ha l’avallo popolare se non l’aver vinto delle discutibilissime primarie interne di un partito.

Ma anche la stessa partecipazione all’Unione Europea e alla moneta unica non può che procedere se non con continue ed irreversibili “sospensioni” di democrazia per poter rendere sostenibile il disegno voluto e concepito da delle elite che stanno tengono minimamente conto delle esigenze e aspirazioni più che legittime di centinaia di milioni di cittadini europei. Perciò sono stati attivati sempre più i c.d. “meccanismi automatici”, che in forza ai trattati e Regolamenti comunitari, bypassano le preposte istituzioni democraticamente elette in modo da trasferire qualsiasi potere decisionale nelle mani degli euroburocrati non eletti e senza nessuna successiva verifica elettorale.

I Governi e i Parlamenti nazionali sono stati completamente estraniati da qualsiasi potere d’iniziativa e decisionale nella conduzione dei rispettivi paesi e conseguentemente i cittadini sono stati tagliati fuori dal processo democratico di cui si nutre qualsiasi democrazia.

Anche a Roma le notizie che non si andrà a votare subito ma chissà quando per nominare il primo cittadino va in questa logica. Come prima scusa c’è il regolare svolgimento del Giubileo e poi si troverà qualche altra scusa più o meno plausibile, ma lo scopo rimane sempre quello di non portare al voto i cittadini. Anche qui prevale la suprema presunzione che i cittadini non siano in grado di fare le giuste scelte e che questo sia esclusiva prerogativa di alcuni “illuminati”, capaci invece di proporre le decisioni ottimali e per il bene comune.

E’ l’anticamera della dittatura: una subdola evoluzione di quella classica che conosciamo con gli stivali lucidi e dei discorsi dai balconi, ma sotto certi aspetti ancora più pericolosa e infida perché fa credere formalmente di non esserla avvalendosi però dei peggiori mezzi e sistemi con cui si instaurano i regimi dittatoriali. Non siamo e non vogliamo tornare al Medio Evo, ma continuare verso quell’evoluzione fondamentale dove il cittadino è al centro assoluto di qualsiasi iniziativa e qualsiasi decisione deve necessariamente passare, indipendentemente dal risultato, dal consenso del suffragio universale.

Per questo vengono anche messe goffamente le mani sulla Costituzione Repubblicana al fine di smantellare e snaturare l’intero impianto posto a garanzia e tutela dei diritti dei cittadini che i Padri Costituenti avevano giustamente considerato come fondamentali e non alienabili affinché venisse esercitata la democrazia nel nostro Paese.

Quando tutti se ne renderanno conto che siamo sul baratro della dittatura sarà troppo tardi per tornare indietro e per potersi riprendere ciò che i nostri Padri, con sacrifici e con il sangue, hanno donato alle attuali generazioni facendoli godere della più grande conquista a cui può aspirare un essere umano: la libertà che solo la democrazia può garantire.

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