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venerdì 2 ottobre 2015

Economia a Basso Tenore di Carbonio ed accesso ai Finanziamenti Europei


A marzo 2015, i leader europei hanno approvato le proposte della Commissione europea per un’Unione dell’energia basata su una politica climatica lungimirante, per garantire a famiglie e imprese di tutta Europa un’energia sicura, sostenibile e a prezzi accessibili.


L’uso più saggio dell’energia e la lotta contro il cambiamento climatico rappresentano un investimento per il futuro, nostro e dei nostri figli, in grado anche di dare un impulso alla crescita e all’occupazione.


L’Unione dell’energia contribuirà a trasformare l’Europa in un’economia sostenibile a basso tenore di carbonio, conferendole un ruolo di punta nella produzione di energie rinnovabili e nella lotta al cambiamento climatico.






I leader europei hanno sottolineato l’esigenza di una strategia in materia di tecnologia e innovazione che sia incentrata su aree quali la prossima generazione di fonti rinnovabili, lo stoccaggio dell’elettricità, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, la maggiore efficienza energetica nel settore residenziale e i trasporti sostenibili.

L’Unione dell’energia contribuirà inoltre al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi dell’Unione europea (UE) in materia di cambiamento climatico e alla realizzazione di un sistema energetico più sostenibile. Entro il 2030, l’UE intende ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40 %, incrementare l’uso di energia da fonti rinnovabili fino ad almeno il 27 % del consumo complessivo e migliorare l’efficienza energetica di almeno il 27 %. Nel periodo 1990-2013, le emissioni di gas serra dell’UE sono diminuite del 19 %: ciò significa che ci stiamo muovendo nella giusta direzione.

Per garantire che l’Europa consegua gli obiettivi del 2030, serviranno una nuova legislazione e un nuovo processo di governance.

Allo scopo di ridurre ulteriormente le emissioni, la priorità iniziale sarà adottare la proposta della Commissione relativa a una riserva stabilizzatrice del mercato volta a migliorare il funzionamento del sistema per lo scambio di quote di emissioni dell’UE (EU ETS) come strumento principale della politica climatica unionale. Quest’anno, inoltre, la Commissione avanzerà una serie di proposte per la revisione della direttiva ETS dopo il 2020 e affronterà il problema della rilocalizzazione delle emissioni di anidride carbonica. Il prossimo anno, la Commissione proporrà quindi una nuova decisione sulla ripartizione degli sforzi relativa alle emissioni non coperte dall’EU ETS.

La nuova direttiva ETS includerà due nuovi veicoli finanziari (un fondo per l’innovazione e un fondo per la modernizzazione) basati sui proventi della vendita delle quote di emissioni dal 2021 al 2030. Il primo andrà a sostegno di attività dimostrative a basso tenore di carbonio in tutta l’UE, mentre il secondo finanzierà la modernizzazione dei sistemi energetici negli Stati membri a basso reddito.
Energie rinnovabili ed efficienza energetica

La strategia dell’Unione dell’energia definisce tutti gli interventi necessari per sviluppare ulteriormente le energie rinnovabili e l’efficienza energetica in Europa. Serviranno, ad esempio, maggiori finanziamenti comunitari a favore dell’efficienza energetica, nuove politiche e leggi sulle energie rinnovabili e il rafforzamento della ricerca e dell’innovazione in materia di energia.

Oggi, le aziende europee attive nel settore delle energie rinnovabili raggiungono un fatturato annuale complessivo di 130 miliardi di euro e danno lavoro a oltre un milione di persone. La sfida consiste nel mantenere il ruolo di leadership dell’Europa nel campo dell’innovazione e delle tecnologie competitive in materia di energie rinnovabili, così come nel settore dei servizi e dei sistemi energetici flessibili e intelligenti. L’Unione dell’energia mira inoltre a garantire che le energie rinnovabili siano integrate in un sistema sostenibile, sicuro ed efficiente in termini di costi, in cui l’energia prodotta localmente (compresa quella derivata da fonti rinnovabili) possa essere assorbita dalla rete in modo semplice ed efficace.

Il settore dell’edilizia rivestirà un ruolo fondamentale nell’ambito dell’efficienza energetica. Attualmente, nell’UE il 75 % degli alloggi esistenti non è efficiente sotto il profilo energetico, e il riscaldamento e il raffreddamento rimangono la principale fonte di domanda energetica. La ristrutturazione degli edifici esistenti forma parte della soluzione, ma siamo di fronte a una carenza di investimenti, in particolar modo nelle abitazioni occupate da proprietari o locatari a basso reddito. Pertanto, la Commissione riesaminerà le direttive sull’efficienza energetica e sulla prestazione energetica nell’edilizia e semplificherà l’accesso ai finanziamenti esistenti con l’intento di rendere il parco edilizio più efficiente sotto il profilo energetico.

«Centrare l’obiettivo del 27 % richiede un approccio differente», ha dichiarato Miguel Arias Cañete, commissario europeo per l’Azione per il clima e l’energia. «Innanzitutto, comporta maggiori sforzi da parte dei responsabili politici e degli attori del mercato. Di fatto, per conseguire l’obiettivo, l’intensità energetica del settore residenziale tra il 2020 e il 2030, ad esempio, dovrà migliorare a un passo quasi cinque volte più sostenuto rispetto al periodo 2000-2010».
Trasporti

Facendo leva sui successi già ottenuti, la Commissione valuterà inoltre misure e strumenti volti ad accelerare la decarbonizzazione del settore dei trasporti. Tra questi, la promozione dell’elettrificazione e degli investimenti nella produzione di biocarburanti avanzati e l’ulteriore integrazione dei sistemi dei trasporti e dell’energia. Nell’UE, quello dei trasporti è il settore che produce più emissioni di gas a effetto serra dopo il settore dell’energia. Parliamo di circa un quinto del totale delle emissioni, di cui i trasporti su strada sono responsabili per quasi l’80 %.

L’UE ha già adottato politiche e norme mirate alla riduzione di queste emissioni e alla mitigazione dei loro effetti sul cambiamento climatico, tra cui limiti obbligatori per le emissioni di CO2 di auto e furgoni, una strategia per ridurre il consumo di carburante e le emissioni di CO2 di autobus e camion, nonché obiettivi per aumentare l’uso di carburanti rinnovabili. Gli enti pubblici devono tenere in considerazione il consumo energetico e le emissioni di CO2 al momento dell’acquisto di veicoli, mentre gli Stati membri hanno il compito di elaborare quadri politici nazionali per lo sviluppo del mercato dei carburanti alternativi e delle loro infrastrutture.

«Mettiamoci al lavoro», ha esortato il commissario Cañete, in occasione della presentazione delle proposte. «Oggi abbiamo posto le basi per un mercato dell’energia connesso, integrato e sicuro in Europa. Ora dobbiamo trasformare i nostri obiettivi in realtà. La strada che porta a un’autentica sicurezza dell’approvvigionamento energetico e a un’effettiva tutela del clima inizia qui, a casa nostra».

L’Unione dell’energia rappresenta la possibilità di un sistema energetico paneuropeo e integrato, in cui l’energia attraversa liberamente i confini, basato sulla concorrenza e sul miglior uso possibile delle risorse e, quando necessario, dotato di un’efficace regolamentazione dei mercati dell’energia a livello europeo.

Si tratta di un ulteriore passo verso un’economia europea a basso tenore di carbonio e rispettosa del clima.

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