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martedì 6 ottobre 2015

Air France, “révolution”: in Francia i lavoratori vanno oltre il dialogo sindacale

di  Il Manifesto
Con­fu­sione a Air France, dopo una gior­nata di accuse e contro-accuse, tra dipen­denti e dire­zione, con una riu­nione a Roissy finita in anti­cipo a causa dell’irruzione di un gruppo di lavo­ra­tori, che al colmo dell’esasperazione e al grido di «Juniac dimis­sioni» ( Ale­xan­dre de Juniac è l’amministratore dele­gato di Air France ) hanno fatto ricorso alla vio­lenza, lasciando a torso nudo il diret­tore delle risorse umane.
Air France ha deciso di spor­gere denun­cia. Il primo mini­stro, Manuel Valls, ha con­dan­nato le vio­lenze «scan­da­lose», per il mini­stro dei Tra­sporti, Alain Vida­lies sono «inac­cet­ta­bili». I sin­da­cati, pur con­dan­nando le vio­lenze fisi­che, par­lano di «pro­vo­ca­zione» della dire­zione (in par­ti­co­lare Cgt e Fo) e lan­ciano un nuovo appello al «dialogo».



Air France : le CCE interrompu par des... di lemondefr

La dire­zione della com­pa­gnia aerea, dopo la rot­tura di un dia­logo in realtà mai ini­ziato con i piloti, ha deciso ieri di pas­sare al cosid­detto «piano B»: visto che i piloti non accet­tano il pro­gramma di eco­no­mie, allora Air France passa ai tagli. Sono pre­vi­ste 2900 sop­pres­sioni di posti di lavoro tra il 2017 e il 2018, una parte attra­verso dimis­sioni volon­ta­rie, ma una fetta anche con licen­zia­menti bru­tali, su un totale di 64 mila dipen­denti com­ples­sivi, di cui 4 mila piloti.

C’è sem­pre una prima volta
Sarebbe la prima volta che Air France ricorre a licen­zia­menti, anche se negli anni pas­sati ha pro­ce­duto a dra­sti­che ridu­zioni del per­so­nale, ma sem­pre con accordi di dimis­sioni volon­ta­rie e pre-pensionamenti. Il brac­cio di ferro con i piloti aveva rotto il fronte sin­da­cale nei giorni scorsi. Ma l’intransigenza della dire­zione, ieri, lo ha in parte ricompattato.
Le ridu­zioni di posti di lavoro dovreb­bero riguar­dare 300 piloti (i più col­piti saranno i più gio­vani, che volano sugli A320), 700 steward e 1900 impie­gati a terra. Il pro­getto ini­ziale, Per­form 2020, pun­tava a miglio­rare la pro­dut­ti­vità della com­pa­gnia, incre­men­tando il tempo di lavoro dei piloti senza aumento di sti­pen­dio e ridi­men­sio­nando il numero di voli.
Il pro­gramma pre­ve­deva la chiu­sura di almeno 5 linee di lunga distanza (il 50% delle quali sono in rosso) e una ridu­zione della flotta di 14 aerei entro la fine del 2017, sui 107 che volano a lunga distanza. È pre­vi­sta anche una ridu­zione della fre­quenza su 22 linee. Misure dra­sti­che per ripor­tare in attivo la com­pa­gnia fran­cese, che da sei anni chiude i bilanci in rosso.
Per la dire­zione di Air France i piloti sono for­te­mente respon­sa­bili di que­sta situa­zione, per­ché coste­reb­bero il 25% in più rispetto a quelli della con­cor­renza, il 15% a causa di una pro­dut­ti­vità infe­riore (lavo­rano meno ore) e il 10% per i con­tri­buti troppo alti che ven­gono appli­cati in Fran­cia. Ma i piloti con­te­stano que­ste cifre. Secondo Véro­ni­que Damon, segre­ta­ria gene­rale dello Snpl (sin­da­cato dei piloti) il costo è para­go­na­bile a quello di altre com­pa­gnie euro­pee. Quello che invece non fun­ziona è l’organizzazione di Air France, che lascia troppo tempo di attesa ai piloti quando por­tano pas­seg­geri all’hub di Roissy per pren­dere i voli di lunga distanza.
Secondo il sin­da­cato, l’aumento di pro­dut­ti­vità richie­sto dalla dire­zione, senza paral­leli incre­menti di sti­pen­dio, equi­vale a ridurre il sala­rio del 15–20%, uno sforzo giu­di­cato «inac­cet­ta­bile». Le due parti si accu­sano reci­pro­ca­mente di «intran­si­genza». I sin­da­cati delle altre cate­go­rie di lavo­ra­tori di Air France, che la scorsa set­ti­mana erano state cri­ti­che nei con­fronti dei piloti, ieri hanno mostrato fronte comune.
Il con­tratto sarà «low cost»
Lo scorso anno, i piloti di Air France ave­vano già fatto uno scio­pero di 14 giorni, il più lungo della sto­ria della com­pa­gnia. Anche allora, il primo mini­stro, Manuel Valls, li aveva accu­sati di «egoi­smo». All’origine della pro­te­sta c’era il pro­getto di svi­luppo di una filiale, la com­pa­gnia low cost Tran­sa­via. Air France, che negli anni scorsi ha subito una dra­stica ristrut­tu­ra­zione (con 9 mila tagli di posti di lavoro) vor­rebbe fare di Tran­sa­via uno dei «lea­der del low cost paneu­ro­peo», con 220 aerei (oggi Tran­sa­via ne gesti­sce una cin­quan­tina, a titolo di para­gone Easy­jet ne ha 300).
Air France aveva pro­po­sto ai 4 mila piloti un con­tratto unico Air France e Tran­sa­via, in ribasso rispetto a quello attuale della com­pa­gnia sto­rica: non è tanto lo sti­pen­dio, che nelle due com­pa­gnie è abba­stanza simile (le dif­fe­renze sono più forti per i coman­danti di bordo, men­tre a ini­zio car­riera sono per­sino più alti nella filiale low cost), a susci­tare la rea­zione nega­tiva dei piloti, quanto piut­to­sto i cam­bia­menti nelle con­di­zioni di lavoro.
A fine gior­nata il bilan­cio degli scon­tri nella sede della com­pa­gnia fran­cese di ban­diera è di sette feriti: cin­que sono dipen­denti di Air France e due sono agenti. Uno degli agenti ieri sera ver­sava in gravi con­di­zioni. La foto di Xavier Bro­seta, il diret­tore delle risorse umane che è fug­gito a torso nudo dopo che la cami­cia gli è stata ridotta in bran­delli dai mani­fe­stanti, ieri ha fatto il giro del web. Air France ha pre­an­nun­ciato una denun­cia per «vio­lenza aggra­vata» a carico dei dipen­denti che hanno par­te­ci­pato alle proteste.


di Enrico Campofreda contropiano.org

Allons enfants… et voilà il manager, pur scortato, deve darsela a gambe, e volare, volare oltre la rete divisoria, tenuto per le chiappe dai guardiaspalle che non possono guardargliele più di fronte a centinaia di lavoratori urticanti, incazzati per i previsti licenziamenti. Duemilanovecento. Dopo i precedenti duemilaequattro, cinquemilaefischia, duemilaottocento, considerati non persone ma numeri su numeri, che quelli come Xavier - i tagliatori di teste (predecessori dell’Isis) - hanno falcidiato e continuano a colpire per assecondare una fede: il fondamentalismo del capitale. Necessario per quadrare i profitti di certe aziende che teorizzano di conservarli all’infinito anche in tempo di crisi, puntando a farla pagare solo a chi lavora. Che però non ci sta: rilancia la propria rabbia sul manager usurpatore in un luddistico e liberatorio inseguimento che è solo simulacro d’un linciaggio, ma mette il fiatone. Issato sul bordo della cancellata che lo salva, il descamisado monsieur Broseta, respira a fondo e smaltisce la paura, pensa d’averla scampata bella e incamera il totale sostegno di quella politica che per il ruolo ricoperto deve oggettivamente scandalizzarsi del gesto ribelle, ma mai si scandalizza di gettare via coi licenziamenti le vite di migliaia di famiglie.

Ovviamente il troppo focoso manipolo che ha placcato e lacerato la chemise del capo del personale Air France, quasi che fosse un’ala avversaria inglese o degli All Blacks, viene stigmatizzato da taluni sindacalisti e da colleghi che si distinguono per metodi e stile. Lo stesso fronte di protesta ha varie voci, quelle di ben pagati piloti, non sono le stesse di altro personale, perciò la Compagnìa avrà modo di condurre trattative vantaggiose per sé. Ma qui evidenziamo l’unica situazione che intimorisce chi ha tutto il potere contrattuale (il manager) e può collocare in prima pagina proteste altrimenti archiviate come routinario dissenso sui piani aziendali: il gesto clamoroso. L’arrampicata sulla ciminiera, il seppellimento in miniera, l’occupazione di fabbriche ormai dismesse e mai più operative, azioni di rottura come lo straccio di giacca, camicia e cravatta. Roba datata, da cattivoni fuori tempo massimo? Forse. Ma i tempi che si vivono, con l’economia strozzata a danno dei soli lavoratori (chiunque essi siano piloti, hostess o scaricatori dei nastri) più le normative azzeratrici di diritti e tutele, necessitano anche di questi atti d’accusa. Ricordando a chi vive la contraddizione del lavoro salariato che la lotta è ricerca di futuro, la camicia inamidata certezza d’un presente aziendale tragicamente licenzioso.

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