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sabato 31 ottobre 2015

Ci allarmano sulla carne ma sul TTIP è silenzio assoluto !!

Mentre il mondo si allarma per il comunicato dell’Oms sugli effetti cancerogeni della carne rossa, il TTIP è ancora in corso di negoziato tra Usa e Ue, al riparo dalle contestazioni istituzionali. Se mangiare la carne rossa fa male, mangiare la carne d’importazione americana trattata con gli ormoni dovrebbe farne ancora di più. Ma su questo le organizzazioni internazionali, così come il nostro Ministero della Salute, tacciono. Siamo nel mezzo di un cortocircuito del sistema capitalistico: una sovrastruttura che impone una vita sana a tutti i costi, e dei modi di produzione che generano il contrario.



E’ di ieri l’allarme lanciato dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) sul rapporto tra una dieta a base di carne rossa e la comparsa dei tumori. Maiale, manzo, vitello, agnello, pecora, cavalli e capre sono sulla lista, subito dopo le carni insaccate e trattate, quali wurstel, salumi e prosciutti.

venerdì 30 ottobre 2015

Una invasione di migranti in cambio del finanziamento della UE e di un piccolo “strappo” al patto di stabilità

di Luciano Lago

Non si può negare che Matteo Renzi non abbia del talento nel rifilare le bufale all’opinione pubblica e l’ultima è quella di presentare come un successo del suo governo l’aver ottenuto una deroga al patto si stabilità in cambio delle porte spalancate ad una massa di migranti che premono dalle frontiere per mare e per terra nel nostro paese.

La Commissione europea ha comunicato ieri di aprire ad una certa flessibilità sui conti pubblici per gli Stati che si prodigheranno in ulteriori sforzi nell’accoglienza di profughi e migranti.




Jean C. Juncker, il presidente della Commissione Europea (l’uomo delle multinazionali), ha proposto adesso ufficialmente il grande baratto: “più migranti/meno deficit”, che corrisponde in pratica ad uno scambio tra accoglienza delle masse di migranti e flessibilità sui conti pubblici, un baratto ( che suona anche come ricatto) che funziona come una forma di salvacondotto finanziario-umanitario:
“Se ci sono alte spese per affrontare l’emergenza saremo flessibili. Se un Paese fa uno sforzo straordinario, avrà una interpretazione del Patto di Stabilità conforme a questo sforzo straordinario. Purché questi sforzi siano dimostrati. Le regole contengono un margine di flessibilità. Ma fra i grandi Paesi ce ne sono anche che non fanno abbastanza: solo chi dimostrerà di compiere sforzi avrà diritto alla flessibilità”.

Quando eravamo ricchi, con la lira e l’inflazione a mille

«Negli anni Ottanta, gli anni in cui l’Italia navigava nell’oro, quando eravamo il quarto paese più ricco del mondo, il tasso d’inflazione si aggirava mediamente attorno al 15% e raggiungeva picchi di oltre il 21%». Le famiglie spendevano e il risparmio medio dei nuclei familiare durante il periodo d’inflazione più alta superava il 25%: «Eravamo il primo paese al mondo per risparmio privato e le famiglie avevano ampia libertà di spesa», ricorda Vincenzo Bellisario. Oggi l’inflazione si aggira attorno allo 0%, e l’economia è alla canna del gas: «Le famiglie devono risparmiare su tutto, hanno scarsa libertà economica, abbiamo raggiunto e superato i livelli di consumo da fame del periodo della “grande depressione” e, nonostante ciò, la media attuale di risparmio privato è del 4% circa.




E tutto va male». Secondo Bellisario, esponente del Movimento Roosevelt fondato da Gioele Magaldi per contribuire alla democratizzazione della politica italiana contro lo strapotere dell’élite economica, «lo spettro dell’inflazione è una grande truffa, così come lo è stata e lo è purtroppo ancora oggi quella del debito pubblico, che altro non è se non l’indicatore che misura la ricchezza finanziaria del cittadini».

giovedì 29 ottobre 2015

Svegliamoci, altrimenti saremo la Generazione che morirà sotto L’EURO-DITTATURA

DI MAURIZIO BLONDET
maurizioblondet.it

Come dice Jacques Sapir, il Portogallo ha subito un colpo di Stato.
I partiti di destra al governo hanno perso: meno 28 seggi in Parlamento, il 38,5% dei voti. Esausti dei programmi d’austerità, i portoghesi hanno dato la maggioranza (50,7%) a partiti della sinistra, uniti da una volontà di rinegoziare in Europa  i programmi di tiro della cinghia imposti dalla UE.
Ebbene: il presidente della repubblica, Cavaco Silva, ha deciso di non consentire alle sinistre di andare al governo. Con la seguente esplicita motivazione: “Dopo tutti i notevoli sacrifici consentiti nel quadro d’un importante accordo finanziario, è mio dovere, e nelle mie prerogative costituzionali, fare tutto ciò che posso per impedire che siano mandati falsi segnali verso le istituzioni finanziarie e gli investitori internazionali”.



Il golpe in Portogallo: e  sono  tre
Dunque in Europa sono le “istituzioni finanziarie” (Bce, Eurogruppo…) e i “mercati internazionali” ad aver rimpiazzato la volontà popolare.

IL PARLAMENTO EUROPEO, IN UN COMPLICE " SILENZIO" , DICHIARA LA FINE DELL' INFORMAZIONE LIBERA SUL WEB

di Fabio Lugano

Il Parlamento Europeo , insieme alle altre Autorità di Bruxelles, prosegue il suo cammino di progressiva distruzione della libertà e della democrazia.

Questa volta ad essere cancellato è il principio della “Neutralità del Web”: questo principio basilare e riconosciuto persino nei capitalistici USA afferma che tutti i dati dovrebbero essere trattati nello stesso modo, e che non dovrebbero esistere “Corsie preferenziali” per clienti o dati privilegiati o “Corsie lente” per chi non può pagare di più per l’invio dei propri dati. 




Questo principio è molto importante perché pone grandi società come Google sullo stesso piano delle piccole start-up o degli operatori, come noi, che lavorano in modo gratuito. Questa norma è stata spesso osteggiata dai fornitori di servizio, che non riuscivano a far pagare in modo adeguato, secondo il loro metro, coloro che maggiormente utilizzavano la rete, come le grandi società o i sistemi “Peer to peer” o di streaming.

mercoledì 28 ottobre 2015

Il M5S propone la riforma del sistema bancario: al servizio degli Italiani

di Antonio Pitoni IlFattoQuotidiano

Più che una riforma, una vera e propria rivoluzione. Almeno così sostengono i proponenti. Che parte dalla nazionalizzazione della Banca d’Italia, ridisegnandone governance e funzioni, per arrivare al rafforzamento dei poteri di vigilanza sugli istituti di credito. Tema tornato di stretta attualità con l’apertura dell’inchiesta che vede tra gli indagati anche il governatore in carica, Ignazio Visco, in relazione alla vendita della Banca di Spoleto. Ma nelle sei proposte che il Movimento 5 Stelle sta mettendo a punto – per ora sintetizzate in una prima bozza cheilfattoquotidiano.it ha potuto visionare – c’è anche dell’altro. 



Dalla separazione netta tra banche d’affari e banche commerciali, alla riforma della Cassa depositi e prestiti. Insomma, un pacchetto di misure che riscrive l’intero assetto delsistema bancario italiano. “Una riforma urgente e non più rinviabile”, la definisce Alessio Villarosa, deputato del M5S, impegnato in prima persona nella stesura dei testi definitivi delle proposte.

La dottrina del Jobs Act del Governo Renzi e il deserto dei diritti

di Domenico Tambasco

Riceviamo e pubblichiamo l'articolo di Domenico Tambasco. Una breve quanto precisa disamina degli effetti distruttivi della logica "liberista" applicata alla nuova "dottrina" del lavoro del Jobs Act, ragionando sul significato di democrazia, libertà e "profitto degli altri".
L'articolo è uscito su MicroMega on-lineRingraziamo l'autore per averci concesso di riprenderlo qui. Buona lettura. (pfdi)

***

Proprio centodieci anni fa, di questi tempi, la Corte Suprema statunitense nella causa Lochner contro New York dichiarava incostituzionale la "limitazione" a dieci ore lavorative giornaliere (ovvero 60 ore settimanali) introdotta dallo Stato di New York a favore dei dipendenti dei panifici. Nella motivazione di tale provvedimento, è dato leggere che "la norma priva queste persone della libertà di lavorare finché lo desiderano"[1].


Una sentenza analoga desterebbe oggi ilarità e stupore; eppure, nell'era del Jobs Act si considerano con serietà le affermazioni di uno degli ispiratori delle moderne "riforme del lavoro", Pietro Ichino, che nel brandire il vessillo della "protezione nel mercato del lavoro e non dal mercato del lavoro"[2] e nell'auspicare un regime nel quale il licenziamento "è considerato come evento appartenente alla normale fisiologia della vita aziendale, in qualche misura utile anche alle stesse persone che lavorano"[3], afferma perentoriamente che "non c'è legge o contratto collettivo, non c'è giudice, o ispettore, o sindacalista, che possano assicurare a una persona che vive del suo lavoro la libertà e la dignità che le è data dalla possibilità di andarsene sbattendo la porta dall'azienda dove è trattata male, perché sa dove trovarne un'altra dove la trattano meglio. Un mercato del lavoro fluido e innervato da buoni servizi per l'incontro fra domanda e offerta può fare molto di più, per la dignità e libertà dei lavoratori, di quanto possa la Gazzetta Ufficiale"[4].

martedì 27 ottobre 2015

COLPO DI STATO IN PORTOGALLO

In Portogallo si è consumato il dramma definitivo della morte della democrazia europea.


Nelle ultime elezioni parlamentari, su 230 seggi, 122 sono stati conquistati dal Partito Socialista, Partito comunista e dal Blocco di Sinistra. I due ultimi partiti hanno condotto una forte campagna contro l’Unione Europea e contro l’Euro, campagna che li ha portati ad avere una maggioranza di coalizione relativa.

Tutto bene allora, tutto sistemato, nasce il primo governo anti-euro d’Europa ?

NO, nulla di tutto questo accadrà. Il presidente ANIBAL CAVACO SILVA ha deciso di non dare l’incarico a nessun membro della coalizione di sinistra, in quanto “Inconsistente”, “Chiaramente incoerente”, e come sempre accade quando la democrazia viene dimessa , ha affermato che “Questo è il momento peggiore per cambiare in modo radicale la nostra democrazia in modo n on corrispondente alla volontà degli elettori.” Elettori che, però , si erano appena espressi in modo diverso.
Con il solito tono paternalista tipico dei regimi dittatoriali in Capo di Stato lusitano quindi si è arrogato di dare il mandato a Pedro Passos Coelho, leader della coalizione di centrodestra PSD/CDS che ha governando negli ultimi quattro anni imponendo una politica di austerità così come voluta a Bruxelles e Berlino, ma che alle elezioni non è riuscito a convincere la maggioranza degli elettori, fermandosi al 38,5%.

L'Ue è la nuova schiavitù

di Diego Fusaro


È diventato, ormai, un cliché indiscutibile, sottratto a ogni agire comunicativo habermasiano e a ogni dialogo socratico: di più, chi osi anche solo metterlo in discussione sarà puntualmente silenziato e diffamato con le categorie di reazionario e nazionalista.

SLOGAN DI SINISTRA. Sto alludendo, naturalmente, al sacro dogma degli Stati Uniti d’Europa, da qualche tempo divenuto la nuova bandiera delle sinistre.

La presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, lo ripete un giorno sì e l’altro pure.

Ma non è certo la sola.

Nel tempo del sovrano disinteresse per la condizione del lavoro e per i diritti sociali, la sinistra pare essersi reinventata come sinistra arcobaleno dei diritti civili e dell’Europa senza se e senza ma.






EPPURE LENIN LA BOCCIAVA... Ma siamo davvero sicuri che l’idea degli Stati Uniti d’Europa sia emancipativa, progressiva e di sinistra?

Proviamo a chiederlo a un autore che certo di destra non era e che sarebbe pure difficile liquidare come nazionalista o in odore di fascismo.

Alludo a Lenin, l’eroe della Rivoluzione bolscevica e del comunismo storico novecentesco.

Così scriveva nel 1915 (il passo merita di essere citato, anche se è decisamente lungo).

ELEZIONI IN POLONIA E PORTOGALLO, PERDE L'EURO E L'AUSTERITA'

Terremoto in Europa. Il voto in Polonia, e ancor prima quello in Portogallo, hanno messo all'opposizione la Merkel e tutti i partiti che hanno sposato le sue politiche di austerity. Per capire cosa succederà adesso bisogna, però, fare una analisi e un distinguo. Se è vero che il voto in Polonia e Portogallo è di fatto speculare (con il rifiuto del popolo delle politiche di austerity), è altrettanto indubbio che c'è una bella differenza fra i due Paesi che va spiegata. È in gioco la democrazia.



POLONIA, PERDE IL CANDIDATO DELLA MERKEL

Il partito pro Merkel 'Piattaforma civica' era in carica da 8 anni. Nonostante buone performance economiche (il PIL è cresciuto del 50% in 10 anni) ha imposto una politica basata su tagli alla spesa, privatizzazioni selvagge e aumento dell'età pensionabile, un mix delle Finanziarie targate Monti-Letta-Renzi.

lunedì 26 ottobre 2015

LA ‘STANGATA’ ARRIVA DAL 1 GENNAIO. ALTRO CHE PROVVEDIMENTI A FAVORE DELLA GENTE

Mentre si discute della mancata riforma delle pensioni 2016 del governo Renzi, ecco quale sarà la vera ‘stangata’ dall’anno prossimo.
Cesare Damiano non si arrende e sulla questione dei provvedimenti di riforma delle pensioni inseriti dal governo Renzi nella legge di stabilità 2016 è tornato ad intervenire, sottolineando soprattutto due aspetti: da un lato la vertenza degli esodati non può risolversi con una salvaguardia che però lascia fuori ancora 20mila persone – il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera sottolinea come il testo della misura contenuta nella legge di stabilità andrà confrontato attentamente con quello licenziato dalla Commissione, insomma ‘non fidarsi è meglio’ come dice l’antico motto; dall’altro la questione dell’opzione donna, anche su questo punto l’intenzione di Cesare Damiano è quello di emendare il testo della legge di stabilità, eliminando l’innalzamento di tre mesi del requisito in connessione con l’aspettativa di vita.






L'Unione Monetaria è un autoritaria ‘impresa di destra’. In Italia se succede quello che sta succedendo in Portogallo, il M5S non governerà mai

DI AMBROSE EVANS PRITCHARD

Su The Telegraph, il mai tenero Ambrose Evans-Pritchard ha scritto un violento articolo che in meno di un giorno ha già oltre mille commenti in calce. In effetti ciò che è successo in Portogallo, almeno in Europa ed in questo millennio, non ha precedenti: il Presidente della repubblica portoghese ha rifiutato esplicitamente di incaricare il leader del partito socialista, che aveva vinto le elezioni ed è in grado di formare un governo con la maggioranza parlamentare, ed in sua vece ha incaricato il leader dello sconfitto partito di destra uscente (Fonte).
Si profila una minacciosa crisi costituzionale, dopo che alla Sinistra anti-austerità è stata negata la prerogativa parlamentare di formare un governo di maggioranza. Bruxelles ha veramente creato un mostro.


Il Portogallo è entrato in acque politiche molto pericolose. Per la prima volta dalla creazione dell'Unione Monetaria Europea uno Stato membro ha esplicitamente vietato ai partiti euroscettici di formare un governo, accampando motivi d’interesse nazionale.

domenica 25 ottobre 2015

CI PRENDONO IN GIRO: IL TRUCCO DI DRAGHI SULLA DEFLAZIONE, LE BUGIE DI RENZI SULLE TASSE

Chi sono i proprietari dell'Europa? Semplice, coloro i quali detengono le chiavi della politica monetaria e fiscale. Leggasi: Banca Centrale Europea. Un istituto di cui i 500 milioni di cittadini europei non sa nulla. Il suo presidente (come il resto del board) non viene eletto, ma nominato. Non passa - né è mai passato - sotto una benché minima legittimazione popolare. Fino a qui, tutto (a)normale.


In questo video Marco Valli vi spiega cosa è successo

Il valore su cui si basa la maggior parte delle scelte di questi signori si chiama HICP, l'indice dei prezzi al consumo.

Una seria riconversione dell'UE alla sostenibilità creerebbe milioni di posti di lavoro stabili, sostenibili e dignitosi

di Marco Santerno

La domanda viene automatica: “ c’e’ bisogno di una guerra per promuovere i cambiamenti? O possiamo evitarla grazie all’intelligenza? ” E con il caos che questa nuova grande depressione, causata dalla finanza speculativa mondiale, sta creando nell’intero pianeta mai domanda è stata più appropriata alla situazione!!

Perché non farlo allora per salvarci le “terga” dai collassi economici, sociali, geopolitici e ambientali, ecc. che si stanno avvicinando a grandi passi? Possibile che il “grano” si trovi solo per la guerra?




Il problema nasce dall’ignoranza indotta e dai limiti imposti agli esseri umani da chi li governa per conto dei to.de.pot. (tossicodipendenti da denaro e potere). Questo ci lascia divisi in “tribù” in lotta perenne fra loro e nella tribù c’è la lotta fra gli individui per salire una infinita “scala” sociale mentre si smantellano le garanzie sociali considerate solo ostacoli a questa “giungla socio/economica”.

Queste sono tecniche di dominio collaudate migliaia di anni fa da grandi civiltà dominanti e sintetizzabili nel “divide et impera”.

sabato 24 ottobre 2015

Sfratti dei poveri e dei disoccupati sono diventati la prima misura pratica, taciuta dai media, dell'austerità


di Giorgio Cremaschi

Mentre osservavo sulla rete i filmati sul terribile sgombero del palazzo ex Telecom di Bologna, ho pensato alla campagna mediatica di mesi fa contro gli occupanti di case. Su tutti i principali mass media dilagavano interviste a miti vecchiette che manifestavano il terrore di vedersi buttar fuori dal proprio appartamento. Non a causa dello sfratto esecutivo da parte della proprietà, ma per colpa dell'occupazione da parte di centri sociali e migranti, separati o assieme. Si dipanavano le inchieste, si fa per dire, giornalistiche per spiegare che nella grandi città c'era il racket delle occupazioni di case, che la malavita gestiva le lotte sociali.




Così come era esplosa, quella campagna si inabissò improvvisamente nei bassifondi da cui era emersa sulla spinta della grande rendita edilizia. Essa serviva semplicemente a preparare il terreno a quello che effettivamente poi è avvenuto e sta avvenendo.

venerdì 23 ottobre 2015

Voucher, le nuove frontiere del Jobs Act e della precarietà del Governo Renzi

di Marta Fana

È l'ala più precaria dei contratti precari ed è in grande espansione. I voucher erano nati per combattere il dilagare del lavoro nero e sono diventati la nuova frontiera della precarietà. Nei primi otto mesi del 2015 sono stati venduti più di 71 milioni di buoni lavoro, con un aumento del 73% rispetto allo stesso periodo del 2014.(Sbilanciamoci)

                                               ***
I buoni lavoro (voucher) sono stati introdotti in Italia nel 2003 dalla "Legge Biagi" e dall'art 70 e successivi del D.Lgs. n. 276/03 come forma di remunerazione delle prestazioni lavorative considerate accessorie, in quanto svolte in modo saltuario e occasionale, e come tali non riconducibili a contratti di lavoro. L'intento principale era quello di favorire, in questi ambiti, l'emersione del lavoro nero.




Questa scheda intende ricostruire brevemente l'evoluzione della normativa sui buoni lavoro e, successivamente, presentare i dati più recenti a disposizione sull'utilizzo dei buoni lavoro. Anticipando le conclusioni, ciò cui stiamo assistendo è un'incessante crescita dei buoni che può essere spiegata da almeno due fattori: da un lato, la continua liberalizzazione delle possibilità di utilizzo dello strumento (sia in termini di settori, sia in termini di platea dei potenziali prestatori di lavoro occasionale); dall'altro, l'aggravarsi della crisi occupazionale. Al fine di tamponare l'esodo verso la disoccupazione, si è dato vita a una tipologia lavorativa altamente flessibile e a basso costo, in modo da permettere alle aziende di impiegare i lavoratori come vero e proprio fattore variabile e senza alcun vincolo rispetto alle esigenze produttive. La crisi, d'altro canto ha anche reso i lavoratori più fragili e, di conseguenza, maggiormente disposti ad accettare contratti altamente precari, in termini di retribuzione, stabilità delle prestazioni e copertura contributiva.

UNA SCIA DI MISTERI ITALIANI INTORNO AGLI INTERESSI LEGATI AL PETROLIO

di Raffaele Vescera


Una geologa lucana, Albina Colella, docente all’Università di Potenza, indaga sul preoccupante inquinamento della diga del Pertusillo, in Val D’Agri, zona di massima concentrazione di pozzi petroliferi. Le analisi dicono che l’acqua di quella diga è inquinata da scarti estrattivi. La combattente ambientalista denuncia il pericolo per la salute di milioni di cittadini pugliesi e lucani. Tutti s’aspettano l’imminente inchiesta a carico delle compagnie petrolifere che operano in zona.
Tuttavia, la magistratura potentina istruisce, a carico di Albina, un processo per malversazione di fondi europei destinati alla ricerca in quelle acque e per uso improprio di un “gommone” destinato alle escursioni scientifiche nel lago.





Due giorni fa, la prof. è stata condannata in primo grado alla pena di nove anni di carcere. Ieri gli avvocati della geologa hanno chiesto la ricusazione del giudice che ha emesso la sentenza per manifesta inosservanza della procedura processuale.

" Matteo è il distruttore. Corre senza fiato, lascerà solo macerie ”...che seppelliranno gli Italiani



di Marco Revelli  ilfattoquotidiano

Marco Revelli L’analisi del sociologo: “Il premier è un funambolo che sta sulla fune senza rete”

L’emergere di “un populismo di tipo nuovo, virulento e nello stesso tempo istituzionale”. È il tema di “Dentro e contro”, il nuovo libro del sociologo Marco Revelli, in uscita oggi, di cui il Fatto Quotidiano pubblica un estratto. Dal 25 febbraio 2014 l’Italia danza sull’abisso, nelle mani di un funambolo che cammina sulla fune senza rete.



E tutti lì sotto,con il naso in aria, a gridargli di accelerare. È l’immagine che emerge dai tanti messaggi augurali pervenuti a Renzi nella giornata del compimento della sua resistibile ascesa. Di Eugenio Scalfari. Di Gad Lerner. Di Mario Calabresi. Di Massimo Cacciari. Del Messaggero e del Sole 24 Ore.

giovedì 22 ottobre 2015

Le multinazionali nel mondo che gestiscono le nostre vite

di Francesco Gesualdi

Non c'è decisione presa da governi e istituzioni che a loro non piaccia. E per accordarsi sugli ordini da impartire ai politici, si riuniscono a Davos e nelle stanze segrete del Club Bilderberg. Stiamo parlando delle prime 200 multinazionali che il Centro Nuovo Modello di Sviluppo passa in rassegna nella edizione 2015 di Top 200 pubblicata sul sito: http://www.cnms.it/.



Secondo le Nazioni Unite, i gruppi multinazionali sono 82.000 per un totale di 810.000 filiali, che complessivamente impiegano 124 milioni di persone, fatturano 42mila miliardi di dollari e contribuiscono al 14% del prodotto lordo mondiale.

Il Grande Disastro Finanziario che si abbatterà sul pianeta

di WSI

Si chiama Egon von Greyerz, è fondatore e managing partner della società svizzera Matterhorn Asset Managment. Noto soprattutto per aver previsto il QE e le forti perdite sofferte dalla Swiss National Bank, ora il guru fa un'altra previsione, da vera e propria apocalisse finanziaria. Riferendosi alla bomba di derivati mondiale, che avrebbe un valore di ben $1,5 quadrilioni di dollari, parla del Grande Disastro Finanziario che si abbatterà sul pianeta.

Von Greyerz inizia facendo riferimento all'ultima 'gaffe' tedesca, quella del colosso bancario Deutsche Bank, che nelle ultime ore ha ammesso di aver trasferito per errore una somma di $6 miliardi a un cliente.





"Come è possibile che un dipendente junior di una banca talmente importante paghi la somma incredibile di $6 miliardi senza che vi sia nessun tipo di controllo? Questo è un mondo che è impazzito. I governi stampano trilioni, le banche emettono derivati che valgono quadrilioni ed effettuano transazioni del valore di centinaia di miliardi ogni settimana. Gli zero non significano più nulla e non hanno valore. Tutto ciò è diventato routine per le persone che gestiscono tali somme e nessuno ha idea riguardo al rischio o all'esposizione reale".

mercoledì 21 ottobre 2015

Due disegni di legge M5S per porre limiti alle multinazionali del Petrolio

di Redazione Basilicata24

È iniziato in Senato, da parte delle Commissioni congiunte Industria e Ambiente, l'esame di due disegni di legge del M5S il cui intento normativo è quello di porre limiti alle eccessive libertà che le disposizioni attuali concedono alle multinazionali in tema di ricerca ed estrazioni di idrocarburi. Il primo, il disegno di legge n. 1928, è stato proposto dall’attuale capogruppo al Senato, Gianluca Castaldi, e dispone che le attività di ricerca di petrolio e gas nel mare Mediterraneo abbiano più rispetto per l’ecosistema marino, ponendo il divieto all’utilizzo dell’air gun, una devastante tecnica di ispezione dei fondali. 




Il secondo, il disegno di legge n. 1655, è proposto dall’ex capogruppo Vito Petrocelli, e dispone che le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi non mettano a rischio la tutela della catena alimentare umana, dando priorità agli equilibri naturali e alla tutela della salute e dell’ambiente piuttosto che agli utili aziendali e alla ricerca del profitto.

Caso Colella: chissà perchè in Italia chi lotta contro inquinamento e trivelle finisce, stranamente, o indagato o condannato

di Pino Aprile

Non ho seguito il processo ad Albina Colella, geologa, docente e maggiore studiosa dell'inquinamento perolifero in Basilicata; anzi, ammetto che non ne sapevo niente. Leggo di una condanna persino superiore a quella chiesta dall'accusa (in Italia, sai quel Paese dove se fai strage di pellegrini in piazza san Pietro ti infliggono una multa per aver sporcato di sangue le colonne del Bernini?): 9 anni!

Ripeto, non intendo entrare nel merito del processo, non ho dubbi che i giudici siano in buona fede, che abbiano agito con moderazione e coscienza e che gli articoli di codice comportino quelle pene. Non è questa la ragione per cui scrivo questi righi.



martedì 20 ottobre 2015

TTIP, ossia la terza gamba del potere

di Bruno Amoroso

Il T-tip - Partenariato Transatlantico tra Usa e Ue per un mercato comune sul commercio e gli investimenti - è ormai in fase conclusiva e sarà sottoposto nei prossimi mesi alla approvazione dei 28 paesi membri dell'Ue. I contenuti di questo accordo non sono noti all'opinione pubblica perché, secondo la tradizione "democratica" dell'Occidente, le cose serie si discutono in famiglia e solo dopo aver deciso sono sottoposte all'attenzione dei cittadini che, ovviamente, devono approvarle se non vogliono passare per guastafeste e irriducibili ignoranti sul modo come funziona oggi l'economia mondiale.





Arriva dopo circa sette anni di elaborazione e trattative per recuperare il filo spezzato nel 1998 dall'opposizione popolare al progetto dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. Il T-tip è la terza gamba del tavolo della Globalizzazione, cioè del nuovo potere affermatosi dagli anni Settanta, insieme a quella della finanza e dell'industria militare.

Dimostriamo al Sig. Renzi che è l'aumento della domanda aggregata a far aumentare l'occupazione, non la deregolamentazione del lavoro

di Antonella Stirati e Lorenzo Testa, da economiaepolitica.it

Il tasso di disoccupazione italiano continua ad essere a livelli molto elevati, e negli ultimi anni ha raggiunto i massimi storici da quando l’Istat ne effettua la rilevazione. Il governo d’altra parte continua a cercarne la cura nella riduzione delle tutele e diminuzione del costo del lavoro.

Il progressivo processo di deregolamentazione del mercato del lavoro e di diminuzione delle tutele dei lavoratori, attuato in molti paesi europei, tende però a coincidere proprio con un aggravarsi della situazione occupazionale e potrebbe far sospettare che le suddette politiche possano invece avere effetti opposti, cioè favorire la disoccupazione.




In effetti, dal punto di vista puramente teorico, tra gli economisti che condividono le ipotesi neoclassiche, che essendo la maggioranza definiremo qui “mainstream”, esiste un largo consenso intorno alla possibilità che siano le rigidità del mercato del lavoro a causare l’alta disoccupazione.

lunedì 19 ottobre 2015

La legge di stabilità di Renzi risponde alle esigenze di ricchi e grandi Industriali, mentre il popolino continua a pagare

di Alfonso Gianni

Con la legge di stabilità, il governo Renzi vuole varare un'operazione ambiziosa. Non sottovalutiamola. Da un lato si tratta di una legge dal chiaro sapore elettorale. Una lunga campagna elettorale, la cui prima tappa è costituita dalle amministrative della prossima primavera in quasi tutte le città più importanti del paese. Vere e proprie midterm electionsin salsa italiana.




Appuntamento dagli esiti non scontati per Renzi, visti i poco soddisfacenti risultati in precedenti elezioni locali. A dimostrazione che ladistruzione dei corpi intermedi, asse strategico dell'azione renziana, che comincia dalla liquidazione del suo stesso partito, ha degli effetti collaterali indesiderati, quali la mancanza di una classe dirigente diffusa e fedele.

domenica 18 ottobre 2015

330 miliardi ai Petrolieri regalati dall'Europa che si definisce pro rinnovabili. Uno scandalo!!

Chi inquina è pagato. Nel caso delle compagnie petrolifere il sacrosanto principio 'chi inquina paga' viene addirittura ribaltato. Quando si parla di petrolio i danni ambientali sono per tutti, i profitti per pochi. Secondo un report del Fondo Monetario Internazionale, i soldi pubblici stanziati in Europa in favore delle compagnie petrolifere ammontano a 330 miliardi di dollari all'anno. Una montagna di soldi che passa dalla tasca del contribuente europeo a quella del petroliere grazie a sussidi, finanziamenti per infrastrutture, gasdotti e depositi mediante la Banca Europea degli Investimenti. A livello globale sono oltre 5 mila miliardi di dollari i finanziamenti per carbone, petrolio e gas che provengono soprattutto dai Paesi avanzati.



Questo enorme regalo alla lobby del petrolio produce - direttamente e indirettamente - un aumento del 20% delle emissioni globali di Co2. Con un loro taglio si libererebbero risorse che porterebbero a una crescita del PIL mondiale del 3,5%. Le lobby delle fonti fossili sono potenti, bisogna avere però il coraggio di realizzare una politica che abbia a cuore l'interesse generale.

Ad Imola in scena il futuro dell'Italia

Una folla nutrita ha animato i dibattiti della mattina del giorno di apertura di Italia 5 stelle. Portavoce e cittadini si sono confrontati, alla pari, avendo a disposizione gli stessi tempi d'intervento su svariati temi.
L'Europa che ci piace: Reddito di cittadinanza, fondi europei e trasporto pubblico gratuito;
Lo stop al commercio delle armi e le altre questioni aperte sullo scacchiere internazionale;

Dalle due ruote alle vie del mare, la mobilità sostenibile nell'Italia 5 Stelle;
Dopo la legge Ecoreati, come continuare a difendere i nostri territori dalle ecomafie e dalle lobby dell'inquinamento lanciando una nuova economia circolare;

il Servizio Sanitario dallo Stato alle Regioni, combattere gli sprechi senza tagliare i servizi;






sabato 17 ottobre 2015

Hanno pianificato la vostra povertà e il vostro stato di disoccupazione. E' tutto scritto...

di Stefano Sanna.

154 crisi aziendali. Questo numero rappresenta la punta di un iceberg, chiamato disoccupazione, che galleggia nel mare del mercato del lavoro. Il resto della montagna di ghiaccio è fatto di milioni di disoccupati di piccole aziende, che non hanno alcuna possibilità di far valere le loro ragioni davanti al Governo come possono fare, invece, le 154 aziende seguite direttamente dal Ministero dello Sviluppo Economico.



Tutti quanti però sono accomunati da un fatto:aspettano una risposta.
Ma il Governo delle "luci e paillettes" porterà all'infinito la commedia dei tavoli di crisi, o posticiperà la data in cui rispondere ai disoccupati, anche se la risposta è stata già scritta.



È stata infatti scritta nell'aprile del 2013 dal Dipartimento del Tesoro:

[.] il NAWRU viene stimato attraverso un modello bivariato a fattori latenti in cui la serie del tasso di disoccupazione viene regredita rispetto all'equazione della Curva di Phillips (variazione del tasso di crescita dei salari e unemployment gap) e scomposta nella sua componente di ciclo e di trend (NAWRU). Il filtro statistico utilizzato per tale modello è il cosiddetto Filtro di Kalman che, nella fase di stima, richiede la definizione ex ante dei parametri di inizializzazione delle componenti latenti, quali ad esempio la varianza dei processi stocastici che regolano la curva di Phillips e il trend stocastico, la slope del trend e la componente ciclica relative al tasso di disoccupazione.

Renzi dice "le tasse e le riforme le decidiamo noi, non l'Europa ". Questa lettera dice esattamente il contrario

di Marco Mori
L’abitudine di sconvolgere le politiche nazionali con semplice lettere non è un fatto nuovo. Già accadde nel 1981, con il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, avvenuto con un semblice scambio epistolare tra Andreatta e Ciampi (clicca qui per leggerle). 
Nell’agosto 2011 un’altra lettera (che avrebbe dovuto rimanere segreta nelle intenzioni dei suoi autori), stavolta scambiata tra la Banca Centrale Europea e il nostro Governo, ha addirittura sospeso la democrazia nel Paese imponendo le riforme che abbiamo visto attuate dai Governi Monti, Letta e Renzi. Pensate che stia esagerando? Avete la memoria corta, anzi cortissima.
Rileggiamo la lettera del 2011 a firma della coppia delle meraviglie Mario Draghi, Jean Claude Trichet:

Caro Primo Ministro,
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani.
Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un’azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell’euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali».

venerdì 16 ottobre 2015

La resa lampo di Cgil Cisl Uil sui contratti

di Giorgio Cremaschi
Viene in mente il primo accordo alla Chrysler tra Marchionne e il sindacato dell’auto, quello firmato in un giorno e poi bocciato dai lavoratori. In ventiquattr’ore di incontri la Federchimica e i sindacati chimici di CGILCISLUIL hanno firmato il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. L’accordo è avvenuto mentre il presidente della Confindustria rendeva noti cinque punti pregiudiziali degli industriali per la “riforma” dei contratti.



È difficile credere che l’industriale chimico Squinzi ignorasse ciò che avveniva al tavolo della sua categoria. Ed infatti se si confrontano i cinque punti con il testo dell’accordo si vede che essi ci sono dentro proprio tutti.
La Confindustria chiede l’impegno dei sindacati a garantire l’applicazione del Jobsact, ci sono stati accordi aziendali che lo mettevano in discussione, e a estendere la contrattazione aziendale senza però farla diventare territoriale. Il testo firmato risponde pienamente a queste due condizioni. Il secondo livello di contrattazione sarà solo aziendale,

RENZI SENTE IL FIATO SUL COLLO DEL M5S E PENSA FURBESCAMENTE DI CAMBIARE " L' ITALICUM "

Tutti hanno qualcosa da guadagnare dal premio alla coalizione: Ncd e Ala ci vedono una possibilità di "contare" qualcosa, Forza Italia punta sull'alleanza con la Lega per avere qualche chance di vittoria, la sinistra Pd vuole mantenere un rapporto con Sel - L' M5S, invece, correrà da solo - Oggi verranno presentati 2 quesiti referendari per abrogare l’Italicum...

Wanda Marra per il “Fatto Quotidiano”

Facciamo le riforme costituzionali e poi parliamo dell' Italicum. E se c' è qualcosa da cambiare ci pensiamo". Matteo Renzi nelle ultime settimane l'ha detto a molti dei suoi interlocutori. Da Angelino Alfano a Denis Verdini. E il messaggio l'ha fatto arrivare a Paolo Romani (Forza Italia) come a Pier Luigi Bersani.



La modifica da mettere in campo è quella che vogliono praticamente tutti (a parte i Cinque Stelle): ovvero assegnare il premio di maggioranza previsto dalla nuova legge elettorale, non alla lista, ma alla coalizione. Tutti hanno qualcosa da guadagnare.
Ncd e Ala ci vedono una possibilità di "contare" qualcosa, Forza Italia punta sull' alleanza con la Lega per avere qualche chance di vittoria, la composita (e indecisa a tutto) sinistra Pd vuole mantenere un rapporto con Sel. L' M5s, invece, che fermamente correrà da solo, nella sua vittoria ad un eventuale ballottaggio ci crede.

E qui sta il punto. Promesse da marinaio, quelle di Renzi ad alleati e non, per portare a casa le riforme, la legge di stabilità e ogni provvedimento del suo governo? Dipende. Perché la tentazione di cambiare l' Italicum il premier ce l' ha, soprattutto guardando i sondaggi, che vedono i Cinque Stelle avvicinarsi pericolosamente.

NEL BUIO DELLA CRISI IN ITALIA PROVE TECNICHE DI DITTATURA

di Antonio M. Rinaldi

Prendendo spunto dalle ultime vicissitudini che hanno coinvolto le dimissioni del Sindaco di Roma, appare sempre più evidente che è in atto il tentativo di estraniare sempre più i cittadini da una delle più grandi conquiste della civiltà umana: la Sovranità appartiene al popolo e a nessun altro e l’esercizio del voto è un diritto inalienabile!




D’altronde da tempo siamo stati abituati che la volontà popolare è completamente ignorata, prima con sistemi elettorali che non tengono conto di criteri di scelta dei candidati se non quelli decisi nelle segreterie dei partiti e poi alla nomina diretta a Premier di personaggi alla Mario Monti, che dopo la nomina a Senatore a vita per motivi ancora non ben noti, è stato insignito dallo stesso presidente Napolitano dell’incarico di Presidente del Consiglio nonostante non fosse supportato da nessun mandato elettorale se non il gradimento della comunità finanziaria e burocratica di Bruxelles di cui era parte integrante.

giovedì 15 ottobre 2015

Il Parlamento, d'incanto, diventa super veloce ed approva la rapina ai danni dei cittadini operata da tutti i Partiti Italiani, tranne il M5S.

Il ddl Boccadutri sblocca il finanziamento per il 2013 e il 2014, oggi il sì definitivo del Senato


ROMA – Una votazione lampo, in barba a quanti in questi giorni ci hanno riempito la testa con la teoria dei tempi lunghi delle leggi in Parlamento dovuto al Bicameralismo perfetto, giustificata, secondo il PD che l'ha proposta, dall’urgenza del Paese: i partiti si pappano 45 milioni con l’ok al ddl Boccadutri e lo fanno con un provvedimento parlamentare lampo, sotto gli occhi increduli dei cittadini italiani che ogni giorno lottano contro le difficoltà di una crisi che sempre di più morde spietatamente la quotidianità, contrariamente a quanto dice il capo di questo Governo vergogna.. Era stato incardinato alla Camera ieri e il termine per la presentazione degli emendamenti era stato fissato per le 10 di oggi. In poche ore il Senato ha approvato tutti e tre gli articoli e il testo completo del disegno di legge che porta il nome del parlamentare Pd, che serve a sbloccare il finanziamento dei partiti per il 2013 e il 2014. Sono stati 148 i sì al voto definitivo, 44 no i e 17 gli astenuti. Contrario solo il il Movimento 5 Stelle, che ha protestato esibendo in aula la “Boccadutri card”.

Lo stupro della Costituzione

di don Paolo Farinella

Per punire l’Italia dei peccati reiterati di corruzione sistematica contro un popolo esausto e sempre più impoverito e disoccupato, un Dio malvagio rese il Pd «duro di cervice», fece nominare presidente del consiglio un ignorante istituzionale, risuscitò dal regno dei morti Verdini, simbolo di corruttela infernale, inviò in parlamento la procace Boschi nella funzione di distrazione di massa e infine fece il suo capolavoro, rendendo possibile l’impossibilità mostruosa in natura:

«Il maligno creò Renzi a immagine di Berlusconi;
a immagine di costui creò l’omino di Rignano: 
e l’incesto produsse il monstrumdei caproni». 

La ri-creazione è finita. Mentre gioca a fare finta di essere contrario, Berlusconi può morire in pace perché ha raggiunto l’obiettivo della sua vita: stuprare la Costituzione, abolendola. Non gli è stato possibile in vita, gli è riuscito ora, nella sua consona realtà di pregiudicato condannato, cavaliere decaduto per indegnità e indagato in altri tre processi: un padre della Patria adeguato alla bisogna del nuovo Senato e dei lanzichenecchi che avanzano e che manda in soccorso, facendo finta di essere indignato.

Il 13 ottobre 2015 è un giorno di lutto per la Democrazia perché si pèrpetra più di un delitto nella più grande indifferenza generale. Si fa presto a scandalizzarsi del ladrocinio in cui in Italia è precipitata la casta usurpatrice al potere e con Pirandello nel Fu Mattia Pascal «Mi piacerebbe sapere com’egli li ragionasse con la sua propria coscienza i furti che di continuo perpetrava a nostro danno».




mercoledì 14 ottobre 2015

Al Senato va in onda il golpe

- di Fabrizio Casari

Il voto del Senato che ha approvato il Ddl Boschi sulla riforma costituzionale ha esaurito il primo dei tre passaggi che dovrebbero sancire la sua entrata in vigore. La riforma, anche da un punto di vista lessicale, ben documenta l’analfabetismo politico dei Renzi boys, e sebbene alcuni singoli punti del testo siano accettabili, è l’impianto generale della riforma che risulta pernicioso e pericoloso. L’assenza delle opposizioni dal voto è ungrave errore, dal momento che anche solo in via di principio non prendere parte ad un voto sull’assetto costituzionale tradisce in radice il mandato elettivo.




Politicamente, poi, un risultato che avesse visto l’esito finale con pochi voti di scarto avrebbe minato in profondità la stessa autorevolezza della riforma; ma i tatticismi di bottega hanno avuto, come sempre, la prevalenza. Non sono ipotizzabili modifiche sostanziali alla Camera, mentre è invece auspicabile un rifiuto secco dal referendum popolare che dovrà tra un anno confermare o annullare la riforma.

martedì 13 ottobre 2015

Lo scandalo Volkswagen potrebbe essere il ricatto all'Europa ( Germania ) per dire si al TTIP

Il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) a breve potrebbe diventare parte integrante delle nostre vite. Qualcuno di voi ne ha mai sentito parlare?

– di Irene Piccolo

Negli ultimi giorni lo scandalo Volkswagen ha avuto ampio risalto in tutte le principali testate mondiali, suscitando indignazione non solo tra i principali partner economici della casa tedesca, ma anche tra gli stessi governi europei.




Dopo aver scoperto che l’azienda automobilistica tedesca avrebbe taroccato i test sulle emissioni inquinanti, avvalendosi di un software che le abbassava fino a 40 volte ed entro i limiti normativi, l‘Environmental Protection Agency (EPA), l’Agenzia ambientale statunitense, sembra voler comminare alla Volkswagen una maxi-sanzione fino a 18 miliardi di dollari.

Papa Francesco amico dell'Ambiente e dei poveri ha contro Banchieri, petrolieri e multinazionali.

DAL SAGGIO DI NELLO SCAVO «I NEMICI DI FRANCESCO»

C’è «chi vuole screditare il Papa», chi «vuol farlo tacere» e non manca «chi lo vuole morto». Così si legge nel sottotitolo del nuovo libro di Nello Scavo, cronista di razza per il quotidiano «Avvenire» e autore di altri due volumi dedicati al passato di Jorge Mario Bergoglio che grazie ad accurate inchieste giornalistiche e alla raccolta di testimonianze e documenti inediti hanno contribuito a far luce sul suo ruolo durante gli anni della dittatura in Argentina e sulle tante persone che ha salvato.



Il nuovo libro, «I nemici di Francesco», in uscita in questi giorni (Piemme, pagine 312, euro 19) si apre con il racconto del progetto di attentato contro Francesco nelle Filippine, da parte del Fronte di liberazione islamica moro, un’emanazione della Jemaah Islamiyah, affiliata al network di Al-Qaeda.

lunedì 12 ottobre 2015

Pedicini su Fenice: "Un'emergenza da affrontare e risolvere"

di Redazione Basilicata24

I gravi danni ambientali provocati dal termodistruttore Fenice di San Nicola di Melfi continuano a far discutere. Mentre si sviluppa il dibattito sulla decisione del Tar di Basilicata di dare ragione a Fenice e dichiarare illegittima la sospensione del forno a tamburo rotante richiesta dalla Regione a dicembre scorso, il portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini ha presentato un'altra interrogazione parlamentare alla Commissione europea.



Il portavoce pentastellato ha chiesto all'organismo della Ue di verificare se le autorità italiane competenti stanno adottando tutte le misure appropriate per salvaguardare l'ambiente e la salute dei cittadini in relazione all'inquinamento delle falde acquifere e al rispetto di quattro direttive europee che regolamentano il settore.

IL TTIP È LA PIÙ GROSSA TRUFFA DALLA II GUERRA MONDIALE

Una manifestazione internazionale a Berlino, centinaia le iniziative in tutta Europa, decine in Italia. Con STOP TTIP si apre la settimana di azione globale contro le politiche economiche e sociali dell’Unione Europea

Centinaia di iniziative tra flashmob, presidi, seminari ed eventi pubblici. E’ la risposta dei cittadini e delle cittadine che si oppongono al TTIP, il negoziato transatlantico di liberalizzazione economica tra Stati Uniti ed Europa, e agli altri trattati di libero commercio sul tavolo negoziale della Commissione Europea. Dopo aver consegnato oltre tre milioni e duecentomila firme alla Commissione Europea a Bruxelles il 7 ottobre, le campagne Stop TTIP si sono date appuntamento in questi giorni, convergendo con la settimana di azione globale che dal 10 al 17 ottobre porterà in piazza decine di migliaia di persone contro le politiche economiche e commerciali dell’Unione, accusate di aggravare la crisi, l’ineguaglianza sociale e il degrado ambientale.




domenica 11 ottobre 2015

Il "riformismo" Renziano che cancella progressivamente gli spazi di Libertà e le conquiste sociali

di Davide Amerio Tgvallesusa.it

Storicamente ci siamo abituati a considerare “dittatura” quell’insieme di atti e gesta “fisiche” le quali danno inequivocabilmente l’idea di oppressione, di limitazione fisica della libertà individuale. La violenza tangibile la contraddistingue e la rende visibile. La modifica del sistema legislativo che tollera e compiace gli oppressori non può essere mascherata.

Quando parliamo di Fascismo o di Nazismo, per la maggior parte delle persone (un po’ meno per le Miss Italia) è chiaro il perimetro sociale, istituzionale e governativo di cui si parla.






La violenza fisica è chiara e interpretabile. Quella psicologica lo è meno nell’immediato ma, essendo propedeutica a quell’altra, si svela rapidamente. Per il “regime” se non sei conforme il tuo destino è segnato da precise soluzioni: limitazioni della libertà di agire e/o di parola, confino, botte, morte.

Leggete e fatene tesoro per il futuro dei vostri figli

di Giuseppe Palma
L’Euro è una moneta che costringe tutti gli Stati dell’Eurozona ad andarsi a cercare la moneta. Come? In due modi:
 a) tassando i cittadini, quindi aumentando tasse e imposte, tagliando le voci di spesa pubblica più sensibili (es. sanità, scuola, università, pensioni, giustizia etc…), introducendo sistemi giacobini di accertamento fiscale (es. redditometro, spesometro, controllo sui c/c, limite di utilizzo del denaro contante a 999,00 euro etc) e così via…;
b) prendendo in prestito la moneta dai mercati dei capitali privati (es. banche private), ai quali va restituita con gli interessi che vengono fissati sulla base della potenziale affidabilità di ciascuno Stato. E come fa lo Stato a reperire la moneta che deve restituire ai mercati dei capitali privati che gliel’hanno prestata? Semplice: se la va a prendere dai cittadini come ho spiegato pocanzi [punto a) ut supra].


In pratica, se prima dell’avvento dell’UE e dell’Euro gli Stati nazionali potevano liberamente disporre – teoricamente in misura illimitata – della propria moneta per far fronte non solo al pagamento del debito pubblico, ma anche e soprattutto per risolvere tutti i problemi socio-economici dei propri cittadini (come ad esempio creare piena occupazione), oggi gli Stati che hanno aderito all’Euro sono soggetti a coloro che la moneta gliela devono prestare (i mercati dei capitali privati).

sabato 10 ottobre 2015

Voragine da 42 miliardi coperta da omertà Stato

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si starebbe preparando ad apporre, in base alla legge 127/2007, il segreto di stato sui contratti derivati che sono stati stipulati dal Tesoro negli anni ’90, e che si sono tradotti in perdite di 16,9 miliardi di euro nel triennio 2012-2014. Questo, dopo che nel blog di Grillo si denuncia chiaramente che "la Commissione accesso agli atti amministrativi di Palazzo Chigi ha risposto 'niet' al ricorso del M5S che voleva vederci chiaro".



Una settimana fa, la presentazione di un esposto denuncia di ben 90 tra deputati e senatori del M5S – oltre al presidente di Adusbef – nelle mani proprie del Procuratore Capo della Repubblica di Roma dott. Giuseppe Pignatone, in cui venivano prospettate le ipotesi di reato di "Sottrazione di atti o documenti concernenti la sicurezza dello Stato" (art. 255 c.p.) e Usurpazione di potere politico (287 c.p.) proprio in virtù del fatto che il diniego ai rappresentanti di una delle principali forze politiche presenti in Parlamento, non fosse supportato dal vincolo del segreto di Stato.

venerdì 9 ottobre 2015

Il ritorno della lotta di classe

di Giorgio Cremaschi

La Confindustria ha deciso di non rinnovare più i contratti nazionali, nonostante la moderazione delle piattaforme già varate da CGIL CISL UIL, con richieste salariali medie di 30 Euro lordi all'anno e con la piena disponibilità a venire incontro a tante richieste delle imprese. A sua volta il governo ha prestato un doppio soccorso agli industriali, come imprenditore, con il blocco dei contratti pubblici, e come legislatore con l'annuncio della legge sul salario minimo.

 

Quest'ultima in realtà dovrebbe essere definita come legge per rendere minimo il salario, visto che la cifra ipotizzata, 6 euro lordi all'ora, è poco più della metà della retribuzione minima prevista dai contratti nazionali. Grazie alla nuova legge e al Jobs Act, una impresa potrebbe licenziare i suoi dipendenti pagati 12 euro e poi assumere gli stessi o altri lavoratori al salario minimo di legge.

Naturalmente il minimo salario non dovrebbe essere applicato indistintamente a tutti, anche il manager più feroce sa che ci sono lavori e attività che non possono essere gestiti con paghe così basse. Qui viene in soccorso il modello di relazioni sociali proposto con grande risalto dal Corriere della Sera. Questo giornale, da quando Marchionne e la famiglia Agnelli ne hanno rafforzato il controllo, è diventato l'organo ufficiale di propaganda del nuovo regime padronale.