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mercoledì 30 settembre 2015

Papa Francesco in U.S.A: verso uno sviluppo sostenibile

di Anna Tito Gallo
La prima volta che un Papa parla al Congresso Usa, con un discorso in inglese, il più lungo finora di Papa Bergoglio. Papa Francesco incanta opinione pubblica e autorità, toccando anche temi scottanti come la pedofilia tra i sacerdoti. Senza dimenticare l’ambiente, dopo l’enciclica Laudato Si. Impossibile non parlare di Cuba ed embargo, dopo la visita nell’isola dei giorni scorsi e il saluto a Fidel Castro.
“Auspico che tutti gli uomini e le donne di buona volontà di questa grande e prospera Nazione sostengano gli sforzi della comunità internazionale per proteggere i più deboli nel nostro mondo e di promuovere modelli integrali e inclusivi di sviluppo, così che i nostri fratelli e sorelle ovunque possano conoscere la benedizione della pace e della prosperità che Dio desidera per tutti i suoi figli, ha detto Bergoglio.
Ad ascoltarlo ci sono anche una suora progressista, un vescovo anglicano omosessuale e due transgender, anche se Papa Francesco sottolinea più volte il ruolo della famiglia tradizionale.







Immancabile un passaggio sull’ambiente e sui cambiamenti climatici, sulla scia di quanto contenuto nella recente enciclica Laudato Si. Non è possibile rimandare e lasciare il problema in eredità alle prossime generazioni, per Bergoglio, che però ricorda che siamo ancora in tempo per rimediare e dobbiamo porre la nostra società sulla strada di uno sviluppo sostenibile.
Occorre consapevolezza, sia dei danni, sia del tipo di mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli, con uno sguardo rivolto a chi ha subito le conseguenze del sistema ed è stato trascurato, i più deboli che ora pagano più di tutti i cambiamenti climatici dovuti alle attività umane.
Ecco uno stralcio del discorso che racchiude, infine, tutte le tematiche toccate: “Le vittime innocenti dell’aborto, i bambini che muoiono di fame o sotto le bombe, gli immigrati che annegano alla ricerca di un domani, gli anziani o i malati dei quali si vorrebbe far a meno, le vittime del terrorismo, delle guerre, della violenza e del narcotraffico, l’ambiente devastato da una predatoria relazione dell’uomo con la natura, in tutto ciò è sempre in gioco il dono di Dio, del quale siamo amministratori nobili, ma non padroni. Non è lecito pertanto evadere da tali questioni o metterle a tacere”.
Le associazioni ambientaliste non possono che essere in linea perfetta con Papa Francesco.Annie Leonard, Direttrice Esecutiva di Greenpeace USAha dichiarato:
Le parole odierne di Sua Santità Papa Francesco sono una chiamata a raccolta, affinché tutti abbandonino le politiche di parte, per concentrarsi su ciò che ci unisce, attraverso un dialogo aperto. Condividiamo la responsabilità di difendere il nostro Pianeta, e abbiamo il dovere di agire in nome di chi è più esposto agli impatti dei cambiamenti climatici e che, pur avendo contribuito di meno a causarli, ha anche minori capacità e risorse per adattarsi. La leadership di Papa Francesco e il suo richiamo a una giustizia climatica sono di profonda ispirazione per noi tutti. Nessuno può comprendere gli effetti devastanti che derivano dallo sfruttamento dei combustibili fossili più delle comunità che subiscono gli impatti dell’inquinamento dovuto all’utilizzo di carbone, al fracking e alla produzione di petrolio, o di chi vive sotto la minaccia di tifoni, siccità e uragani”.
Fonte: www.greenbiz.it/

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