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sabato 1 agosto 2015

Inquinamento falde acquifere in Val d'Agri, nuova interrogazione alla Commissione europea

Pedicini (M5S): "Chiarire se è stata disattesa procedura di valutazione stato chimico"

di Redazione Basilicata24






Mentre Pittella alza polveroni e fa finta di protestare contro le estrazioni petrolifere in mare che vorrebbe far effettuare il governo Renzi, il portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini, facendo seguito a quanto pubblicato su Giornali e Blog lucani, continua a incalzare la Commissione europea affinché intervenga per far rispettare le direttive Ue in tema di inquinamento da idrocarburi delle falde acquifere presenti nelle aree della Val d'Agri interessate dagli impianti di perforazioni dell'Eni.

In una nuova interrogazione Pedicini mette in evidenza che "dagli ultimi rilevamenti effettuati dall'Arpab Basilicata è stata documentata la contaminazione delle falde a ridosso del Centro Oli Val d’Agri nel quale avviene la separazione della miscela di idrocarburi, gas naturale e acque di strato proveniente dalle aree dove ci sono i pozzi petroliferi. Le analisi effettuate - spiega il portavoce pentastellato - mettono in evidenza che i parametri di sicurezza di alcuni metalli pesanti presenti nell'acqua esaminata, tra cui ferro, manganese, solfati, ma anche benzene e toluene, risultano superati più volte nel corso dell'anno solare.


I valori dei solfati - precisa Pedicini - arrivano a valori molto alti e si registra la presenza anche di mercurio, piombo, vanadio e cromo esavalente. Inoltre, ad oggi, - aggiunge l'eurodeputato - non risulta la predisposizione di una rete pubblica di monitoraggio delle acque sotterranee presso i pozzi Eni attivi nell'area della Val d'Agri". Per tutte queste ragioni, Pedicini chiede alla Commissione europea di far sapere se ritiene che in Val d'Agri sia stata disattesa la procedura di valutazione dello stato chimico delle acque sotterranee, cosi come predisposto dalle direttive Ue 2000/60/Ce e 2006/118/Ce, e se intende intervenire per fare in modo che vengano tutelati gli standard di qualità delle falde acquifere e la salute delle popolazioni residenti? "Su questi aspetti - evidenzia Pedicini - Pittella dovrebbe far pesare il suo ruolo di governatore e dimostrare concretamente di voler salvaguardare la Basilicata e i suoi cittadini, e non facendo ipocriti annunci propagandistici per coprire le inaccettabili "scelte petrolifere" del governo Renzi e per dare le responsabilità degli accordi "affaristici" stipulati negli anni scorsi con le multinazionali del petrolio ai suoi amici di partito Bubbico e De Filippo.

Una cosa è certa, - sottolinea il portavoce del M5s - i lucani hanno capito qual è il gioco del Pd e di chi sta facendo affari con il petrolio. Ora, grazie al M5s, alle denunce sempre più circonstanziate e qualificate di alcuni comitati e associazioni e alla magistratura che, anche se timidamente, inizia ad occuparsi di queste vicende, le responsabilità verranno individuate e l'aggressione del territorio lucano non sarà più consentita. Inoltre, - conclude Pedicini - non va dimenticato che su queste problematiche, è anche in corso un'indagine ad hoc che sta effettuando la Ue dopo i numerosi esposti e denunce presentati in questi mesi dal M5s".

Piernicola Pedicini, portavoce M5S Parlamento europeo

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