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mercoledì 12 agosto 2015

In nome di Dio, fermatevi!

di Giuseppe Palma
La Sentenza della Corte Costituzionale n. 1/2014 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della Legge elettorale n. 270/2005 (Porcellum) nella parte in cui questa: a) non prevedeva la possibilità per l’elettore di esprimere le preferenze per i candidati; b) non prevedeva una soglia minima di voti oltre la quale avrebbe dovuto trovare applicazione il premio di maggioranza in favore della coalizione di liste (o lista) vincente.
Ciò detto, anche l’attuale Legislatura – al pari delle due precedenti – è stata eletta con una Legge elettorale dichiarata incostituzionale. La Consulta, tuttavia, è corsa ad affermare nella medesima sentenza che – nonostante l’illegittimità costituzionale della Legge elettorale sottoposta al suo giudizio – il Parlamento è comunque legittimo, calpestando il principio secondo il quale le sue stesse Sentenze producono effetti ex tunc (cioè dal principio, vale a dire dal momento in cui la legge è entrata in vigore ed ha iniziato a produrre i suoi effetti). 


Alla luce di quanto sopra abbiamo dunque un Parlamento eletto con una Legge elettorale dichiarata incostituzionale, con la diretta conseguenza che il Partito Democratico si permette di fare da padrone grazie ad un premio di maggioranza sproporzionato e dichiarato illegittimo (prendendo ad esempio la Camera dei deputati, la coalizione di centro-sinistra ha ottenuto alle ultime elezioni politiche un premio di maggioranza illegittimo di oltre il 25% a livello nazionale).

E concludo: 630 deputati e 315 senatori – tutti nominati dalle segreterie di partito e non eletti dal popolo – stanno modificando la Parte II della Costituzione, una revisione che comporta il radicale mutamento dell’intero assetto istituzionale della Repubblica! E a dettare l’agenda della revisione costituzionale è proprio il Partito Democratico, il quale gode in Parlamento di una maggioranza numerica frutto dell’attribuzione di un premio che la Consulta ha dichiarato incostituzionale.

Il tutto sotto la rigida e prepotente regia di un Presidente del Consiglio dei ministri che si permette addirittura di dettare ritmi e contenuti della riforma!

A parte il fatto che, come diceva Pietro Calamandrei, il Presidente del Consiglio non dovrebbe mai occuparsi di riforme costituzionali,l’aspetto più grossolano (e di maggiore preoccupazione) è quello rappresentato dalla circostanza (tutt’altro che secondaria) che l’attuale “regista” non ha mai ottenuto alcuna legittimazione democratica per sedere a Palazzo Chigi.

La nostra Costituzione è stata scritta dal giugno del 1946 al dicembre del 1947. E a scriverla è stata un’Assemblea Costituente eletta direttamente dal popolo con una Legge elettorale che permetteva l’elezione solo a quei candidati che il popolo aveva liberamente deciso di eleggere grazie allo strumento delle preferenze. E per di più con un sistema proporzionale puro che rispecchiava fedelmente il responso del voto popolare anche in ordine all’attribuzione dei seggi.

Oggi quella meraviglia che è la nostra Costituzione, già violentemente tradita e stuprata dai Trattati dell’UE e dall’Euro, sta per subire una consistente revisione da parte di un Parlamento di non-eletti (bensì di nominati) la cui composizione è gravemente viziata (e delegittimata) da una pronuncia di incostituzionalità proprio sui meccanismi di elezione (premio di maggioranza e preferenze).

In nome di Dio, fermatevi! Si torni a votare con una nuova legge elettorale e solo dopo, a mio modesto parere, sarà possibile procedere ad una condivisa revisione della Parte II della Costituzione!

Abbiamo per anni ammirato (e continueremo a farlo) il capolavoro di Calamandrei, Ruini, Moro, Croce etc… Domani cosa ammireremo? Una brodaglia redatta da un Parlamento illegittimo e di nominati? Possiamo permetterci di sostituire Padri Fondatori come Calamandrei, Croce e Orlando con Verdini, Librandi e Zanda? Al solo pensiero mi viene l’orticaria…

È dunque giunto il momento che il Parlamento comprenda lo scempio e si fermi! Con la Costituzione non si scherza!

P.S. Qualora qualche ipocrita ben pensante intendesse accusarmi di non essere un riformatore, è bene che sappia che già nell’aprile 2013 pubblicai un mio personale progetto di revisione alla Parte Seconda della Costituzione che, oltre ad essere stato pubblicato sul sito della fondazione Astrid, fa anche parte della bibliografia parlamentare (in materia di riforme costituzionali) della Camera dei deputati.


Difendiamo la Costituzione dallo stupro di una maggioranza parlamentare illegittima!


Fonte: http://scenarieconomici.it/

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