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sabato 22 agosto 2015

Il M5S sulla giusta strada, ma aspettare il 2018 è un azzardo

di Vincenzo Cirigliano

Mi ha colpito leggere stamani un articolo di Paolo Barnard che in maniera lucida e coincisa analizzava, riferendosi ad importanti fatti storici, quanto peso abbia avuto nel conseguimento dei risultati, il radicalismo delle idee e delle Azioni. Di seguito ve ne propongo la lettura di una parte.


Alle 3 del mattino in un pub un ragazzino mi ferma e mi chiede, intelligentemente: “Scusi Barnard, ma lei è proprio sicuro che il suo RADICALISMO feroce sia la via giusta?”. Gli ho risposto: “Osserva il nostro nemico, cioè il Vero Potere delle megabanche, delle megacorporations, della megafinanza. Sono spietati nel radicalismo delle loro IDEE, AZIONI, DETERMINAZIONE. Hanno ri-vinto dopo 250 anni di sconfitte proprio per questo. Non ti dice nulla?”.

Lavori per HSBC? A 25 anni prendi un aereo da Londra per Seul. Arrivi, dormi 27 minuti, ti squilla il cell e il tuo boss ti chiede uno spread sulla chiusura di tutte le borse asiatiche in 60 minuti. Ne impieghi 70 di minuti, sei licenziato. Gandhi proibiva ai cuochi delle cucine nel suo Ashram di parlare e di portare mutande durante la preparazione del cibo. Una parola? Eri fuori.

La Commissione UE decide di portare in povertà 100 milioni di europei? E sia, non si fa un singolo passo indietro, neppure se i premi Nobel dell’economia più famosi del mondo gridano allo scandalo. Neppure se l’Organizzazione Mondiale della Sanità protesta per le stragi di ammalati, feti e anziani. Martin Luther King decise l’occupazione da parte dei neri americani delle mense scolastiche riservate ai bianchi nel sud degli Stati Uniti. Si fece, e non si registrò un singolo studente nero che si mosse dai tavoli Solo Per Bianchi.
Chi venne prima nella Storia? Il radicalismo della megabanca HSBC, della Commissione UE, cioè del Vero Potere, o Gandhi e King? I secondi, ovvio.
Il Vero Potere, come da me scritto e riscritto, capì negli anni ’70 che il RADICALISMO feroce di idee azioni e determinazione, tipico dei maggiori campioni delle rivoluzioni sociali della fine ‘800-inizio ‘900 e anni ’60, era l’arma vincente, e andava ADOTTATA. Duecentocinquant’anni di sconfitte del Potere,  dall’Illuminismo agli anni ’70 del XX secolo, erano state causate dall’incredibile radicalismo dei pensatori sociali. Leggetevi Benjamin Franklin, o ancor prima John Locke (scioccanti le sue idee persino oggi). Ai tempi di Abraham Lincoln, il grande uomo e i suoi collaboratori pensavano che il fatto di lavorare a stipendio per qualcuno fosse del tutto assurdo. La chiamavano SCHIAVITU’. Nel loro pensiero il lavoro a stipendio era tollerato SOLO se inteso come un passaggio verso una condizione dove il lavoratore ovviamente lavorava per se stesso e si godeva i frutti del proprio lavoro, senza avere un titolare o una classe di proprietari in mezzo alle balle. Possiamo chiamarli RADICALI fino all’estremo? Sì.
Il radicalismo nella propria morale, nelle posizioni politiche, terrorizza gli avversari, e se ne può solo dedurre che è infatti l’unica arma per vincere contro un nemico altrettanto radicale, il Vero Potere. Malcom X fu ucciso per questo. Il suo radicalismo morale non solo spaventò il governo degli Stati Uniti - che con l’FBI infiltrò l’organizzazione religiosa in cui Malcom X militava, la Nazione dell’Islam, addirittura piazzando un agente come guardia del corpo di Malcom - ma ancor più terrorizzò la stessa Nazione dell’Islam e il suo corrottissimo leader, Elijah Muhammad. Come noto, furono i sicari di Elijah Muhammad ad assassinare Malcom X nel febbraio del 1965. Chi sarebbe oggi nella Storia Malcom X se avesse abbracciato l’opposto del radicalismo, cioè il COMPROMESSO nella morale, nelle azioni, nella determinazione?
Il radicalismo delle idee, azioni, determinazione è bastato a una singola donna, la birmana premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, per mettere in croce uno dei regimi più incoercibili del mondo oggi, quello birmano. La Suu Kyi è prigioniera politica in Birmania dal 1989, avendo fondato nel pieno della dittatura militare un movimento pacifista per la democrazia. Al di là delle controversie che la circondano, è indiscutibile che la radicalità incredibilmente tenace di Aung San Suu Kyi, ripeto, confinata all’isolamento, è stata l’unica arma che fino ad oggi ha portato uno spiraglio di speranza a quel Paese. Pochi sanno che Aung San Suu Kyi era felicemente sposata con un accademico di nome Michael Aris, da cui ebbe due figli. Dopo l’arresto, il regime le offrì ripetutamente di rinnegare la sua lotta per avere il permesso di rivedere la sua famiglia. Lei: no. Quando Aris si ammalò e fu in punto di morte, l’offerta le venne ripetuta. Lei: no. Oggi la dittatura birmana è di fatto incapace di mantenere il Paese sotto la griglia di ferro che usava in passato. Ci sono voluti 26 anni di radicalità di Aung San Suu Kyi e dei suoi seguaci per arrivare a questo. Dove sarebbe arrivato il compromesso in Birmania? Da nessuna parte.
Gli esempi sono infiniti, Mandela dopo quasi 30 anni di prigionia fu liberato, e le prime parole che pronunciò furono le stesse dette il giorno in cui varcò la soglia della cella 30 anni prima: “La nostra lotta continua, e se necessario sarà armata”. La sua radicalità non si era mossa di un millimetro e aveva abbattuto un altro nemico crudelmente radicale (purtroppo Mandela cedette quando fu al potere). No compromessi per Nelson a spaccar pietre in un carcere sudafricano per tre decadi.
Non v’è dubbio, come obiettano in molti, che la radicalità è però un’arma a doppio taglio. La faccio breve e semplice: in mano a un mostro come Pol Pot produsse uno degli orrori più agghiaccianti della Storia. Ma l’obiezione non regge. Il rigore della ricerca medica salva milioni di vite al giorno, oggi, certo che nelle mani di Josef Mengele… Suvvia, non perdiamo tempo.
Riprendendo per un attimo le idee di Abraham Lincoln - “il lavoro stipendiato è una schiavitù che necessariamente deve essere superata” - e guardando cosa il compromesso ha fatto a quelle organizzazioni ormai putrescenti e buffonesche che sono i sindacati occidentali oggi, bè, la distanza fra l’americano e queste ultime è di proporzioni cosmiche, come di proporzioni cosmiche è l’umiliazione del lavoro oggi e la vittoria del Vero Potere sui diritti dei lavoratori.

Alla luce di quanto afferma Barnard, l'intransigenza del M5S su principi basilari quali Trasparenza, Onestà , Solidarietà, Condivisione possono essere vincenti, se difesi e sostenuti senza compromessi e sono certamente un'importantissima base di partenza per promuovere il cambiamento. L'importante che non ci si arrenda all'idea, che sta portando avanti chi oggi governa, di persistere in questo scempio a tutti i costi fino a fine mandato, vale a dire il 2018. In una situazione politica economica come quella Italiana, arrivare al 2018 con un Governo che sta attuando solo riforme peggiorative per il Popolo significa cadere in un baratro da cui nessun cambiamento e nessuna rivoluzione potrà mai più farci risollevare. Per il M5S diventa quindi vitale, per rendere credibile un'idea di Cambiamento che è scritta in maniera evidente nei principi del Movimento, adoperarsi per creare già da oggi le condizioni per un avvicendamento di Governo, altrimenti il tempo ci condannerà in quanto i danni cui bisognerà far fronte saranno difficilmente recuperabili.

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