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lunedì 13 luglio 2015

Krugman: Questo è un Colpo di Stato

Da sempre in campo contro le misure di austerità nei confronti della Grecia, Paul Krugman lo scrive apertamente sul suo blog per il New York Times: "La lista di richieste dell'Eurogruppo è pazzia. L'hashtag #ThisIsACoup (tradotto 'Questo è un colpo di Stato' che sta spopolando su Twitter, ndr) è corretto". Il premio Nobel per l'Economia, che sta seguendo l'evolversi della vicenda ellenica a Bruxelles, ribadisce, alla luce delle durissime condizioni poste dall'Europa ad Atene in cambio del terzo programma di salvataggio da 86 miliardi, che tutto "questo va oltre la rigidità, è pura vendicatività, completa distruzione della sovranità nazionale e nessuna speranza di sollievo. E', presumibilmente, pensato per essere una offerta che la Grecia non può accettare. E' - tuona Krugman che titola il suo durissimo editoriale 'Uccidere il progetto europeo' - un grottesco tradimento di tutto ciò per cui sta il progetto europeo". "Austerity senza riduzione del debito è politica fallimentare" "Quello che abbiamo imparato in queste ultime settimane - scrive ancora l'economista americano - è che essere membro dell'area euro significa che i creditori possono distruggere la tua economia se esci dai ranghi" precisando poi che è più che mai vero che una dura austerity senza una riduzione del debito è una politica fallimentare non importa quanto si sia o meno disposti ad accettarla. E in questo caso significa che anche una resa della Grecia sarebbe un vicolo cieco". Poi parla di 'colpo terribile al progetto europeo', un 'colpo fatale'. Un progetto europeo che lo stesso Krugman ha sempre elogiato, sostenuto. "E qualunque cosa voi pensiate di Syriza o della Grecia - si rivolge ai lettori - non sono stati i greci a darlo". The Guardian: "Tsipras subisce il waterboarding mentale" Il quotidiano britannico The Guardian definisce il trattamento che sta subendo Tsipras "waterboarding mentale", la tortura dell’acqua, la tecnica di interrogatorio della Cia, che consiste nel simulare l’affogamento con pratiche piuttosto brutali per intimidire la vittima ed estorcergli informazioni. Ed è la stessa procedura che, secondo una fonte diplomatica europea, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Hollande e il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, hanno usato nell’incontro privato avuto ieri con il premier greco per costringerlo a fare le riforme o rassegnarsi a vedere il suo Paese fuori dall’euro e le sue banche collassare. Le condizioni dell'Europa Riforma di Iva, del sistema pensionistico, del codice civile sono solo alcune delle durissime condizioni poste dall'Europa alla Grecia in cambio del programma di salvataggio, il terzo dal 2010. Un negoziato infinito, ormai sono 15 ore che va avanti a Bruxelles l'Eurosummit dei leader dell'Eurozona. Tre le pause, durante le quali per cercare una soluzione si sono incontrati il premier greco Alexis Tsipras, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande e il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. Due i principali temi ancora sul tavolo: il fondo da 50 miliardi e il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale. Per quanto riguarda il primo, non è solo sul suo controllo - che i greci vorrebbero ad Atene e i tedeschi a Lussemburgo - che non ci si mette d'accordo, ma anche sulla sua entità. Gli asset che i greci avrebbero ipotizzato di conferire non superano i 17 miliardi, a fronte dei 50 che i tedeschi vorrebbero. A questo proposito, racconta una fonte, il premier Alexis Tsipras, durante le lunghe ore di negoziato, avrebbe anche fatto il gesto di sfilarsi la giacca e offrirla agli interlocutori, come a dire che la Grecia non sa davvero più cos'altro offrire. Il secondo punto, quello del Fmi, è più politico. Atene vorrebbe che l'organizzazione guidata da Christine Lagarde non avesse un ruolo centrale nel nuovo piano di salvataggio della Grecia e che tutto rimanesse maggiormente all'interno dei confini europei. Ma Merkel sulla questione sarebbe inflessibile, riportano alcune fonti. L'Europa pretende addirittura di rimandare la Troika nella capitale greca (il testo parla di "normalizzare pienamente i metodi con le istituzioni, incluso il necessario lavoro sul campo, per migliorare l'implementazione e il monitoraggio del programma") e chiude ad ogni possibile haircut, concedendo al massimo solo un possibile allungamento del periodo di grazia. Nelle prime stesure il testo conteneva anche la minaccia di avviare, in caso di mancato accordo, "negoziati per una uscita temporanea dalla zona euro", a quel punto anche "con possibile ristrutturazione del debito". Una parte poi sparita nelle successive limature del testo. - 

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