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martedì 2 giugno 2015

Monti conferma il raggiro operato ai danni del popolo Italiano in merito a Sovranità Monetaria e Fiscale.

Lo avete riconosciuto? È proprio lui, Mario Monti, il professorone bocconiano che tutto doveva risolvere nel Bel Paese. L'uomo che ha inaugurato la figura salvifica e quasi mistica del tecnico, il santone che di economia capiva tutto. Il suo governo è stato uno dei più terribili e a tratti imbarazzante degli ultimi 30 anni (inutile citare, tra gli altri, il caso degli esodati e la rivalutazione delle pensioni): lo ha salvato solo il fatto di rappresentare il post Silvio Berlusconi.




Nel corso della commissione parlamentare TAXE è stato ascoltato in qualità di ex commissario europeo. Al di la del noiosissimo racconto sui fatti che il Movimento 5 Stelle in Europa ha già portato più volte alla luce, hanno impressionato alcune sue affermazioni. Ve le vogliamo riportare integralmente.

"Come abbiamo operato per realizzare questo? Naturalmente - ha affermato Mario Monti - c'era una parte, una componente di consolidamento che consisteva nel non dire loro: ecco ci sbarazzeremo della vostra sovranità fiscale.

No, effettivamente abbiamo esaminato la cosa e abbiamo creato praticamente quello che avevamo creato con la sovranità monetaria, facendo loro credere di mantenere una certa sovranità. Nessuno poteva però esercitarla questa sovranità in isolamento. Sovranità fiscale che veniva persa nei mercati, per la loro integrazione sempre crescente e la loro diffusione. Sarebbe utile per la coerenza del mercato interno, ma anche utile per le loro tesorerie, avere un maggior coordinamento. Questa era l'ipotesi di lavoro, abbiamo dimenticato le armonizzazioni, issando la bandiera più modesta del coordinamento. Forse era una nuance semantica, ma sicuramente meno minacciosa e molto più rassicurante".Mario Monti, forse ingenuamente o perché credeva di non essere ascoltato in quella casa che ha contribuito a costruire, ha candidamente ammesso che c'è stato un piano per privare gli Stati della loro sovranità sia monetaria, sia fiscale. A spaventare, più che l'ammissione, è il racconto dettagliato della strategia per non fare capire ai Governi e ai cittadini cosa stesse realmente accadendo.


Oggi, il professore può guardare le macerie di ciò che ha insistito a creare. Non esiste alcuna armonia fiscale tra gli Stati membri dell'Unione Europea. Né esiste alcun tipo di solidarietà tra i Paesi dell'eurozona. Un fallimento su tutta la linea, se non per le cessioni di sovranità. Quelle sì, ci sono state.


Anche se i cittadini se ne sono accorti.

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