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martedì 30 giugno 2015

Manlio Di Stefano ( M5S ) : Un dialogo con i Brics per svincolarsi dall’UE

Margherita Furlan
“C’è una possibilità che si allineino gli astri e che nell’arco di un paio d’anni in Europa vadano al governo tutte queste forze rivoluzionarie, Syriza, Podemos, M5S. In tal caso, questi Paesi, Grecia, Spagna e Italia insieme, potrebbero davvero rimettere in discussione l’intero assetto dell’UE, anche quello istituzionale”.

I parlamentari del M5S membri della Commissione Affari Esteri e Comunitari alla Camera hanno espresso in un comunicato, apparso ieri sul blog di Grillo, solidarietà verso la decisione del premier ellenico, Alexis Tsipras, che ha indetto un "referendum di libertà" (citazione tratta dal blog di Grillo) chiamando alle urne il popolo greco affinchè scelga se proseguire o meno le trattative sul debito con i creditori internazionali.

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"In questo momento pesa sulle nostre spalle, attraverso le lotte e i sacrifici, la responsabilità storica del popolo greco per il consolidamento della democrazia e della sovranità nazionale".


Così ha annunciato, in un discorso alla nazione, il primo ministro del governo greco, Alexis Tsipras, la decisione tanto sofferta e coraggiosa quanto democratica, che per un attimo ci fa dimenticare la rigida burocrazia oggi imperante nell'UE.


Per una riflessione a tutto tondo sull'Europa e sulla Grecia, i microfoni di Sputnik Italia hanno raggiunto l'onorevole Manlio Di Stefano, che di recente è intervenuto alla Camera dei deputati descrivendo i pericoli che l'Europa sta correndo nell'ambito degli scenari geopolitici che stanno andando verso una nuova guerra fredda.

- Nella dichiarazione firmata da M5S Commissione Affari Esteri e Comunitari, si legge che Alexis Tsipras "ha tenuto un comportamento fermo e dignitoso, aprendo nuove vie diplomatiche, ad esempio con i Paesi Brics, e non cedendo ai soliti ricatti ai quali cede quotidianamente il nostro premier non eletto da nessuno". In quali termini e con quali fini il M5S auspica un dialogo con i Brics e come agirà politicamente per concretizzarlo?
- Il governo di Tsipras è già da tempo in contatto con i paesi Brics, come la Russia, per trovare nuovi canali di finanziamento. Noi oggi vogliamo lavorare per avviare un canale prioritario di dialogo tra i Paesi dell'Europa del Sud, Italia, Grecia e Spagna, anche al fine di avviare un'economia più vicina alle esigenze del Mediterraneo. Questi Paesi dovrebbero avere la capacità, anche diplomatica, all'interno di uno scenario geopolitico oramai desueto, di dialogare con chiunque permetta di migliorare la posizione sociale ed economica dei propri popoli, in particolar modo con i Brics. Laddove ci sia una possibilità che porti a questo fine, questa è una strada che va perseguita per il bene dei cittadini e per la democrazia. Fino a oggi, l'Italia ha sempre sostenuto questa stupida idea che bisogna parlare solamente con l'Occidente, gli Stati Uniti e l'UE. Questo è un concetto oltremodo superato perché gli scenari internazionali cambiano e si rinnovano, in essi nascono nuove forze politiche e bisogna essere in grado di parlare a tutti. Proprio perciò, il M5S sta organizzando un evento sulla de — dollarizzazione a fianco dei Paesi Brics, a cui tutta la cittadinanza è invitata.

- Quali azioni politiche attuerete in questi giorni in sostegno del popolo greco verso il governo italiano e il premier Matteo Renzi?

- La situazione insostenibile che sta ora vivendo la Grecia dev'essere un monito per Renzi perché l'Italia arriverà presto alle stesse condizioni disperate. Se non vogliamo trovarci con il fiato corto e quasi sott'acqua, dobbiamo iniziare a cambiare ora. Cambiare significa svincolarsi dal legame dell'euro e dall'UE delle banche e iniziare a parlare con tutti i mercati. Noi non possiamo più sostenere le sanzioni alla Russia che sono una cosa assurda, semplicemente perché in un anno abbiamo perso 5,3 miliardi di euro d'interscambio economico tra Italia e Russia. Noi dobbiamo iniziare a pensare al popolo italiano anziché continuare a dire sempre sì alla Signora Merkel e alla Troika. Purtroppo sappiamo già che Renzi non avrà il coraggio di fare ciò che gli chiediamo.

- Ancora nella dichiarazione del M5S Commissione Affari Esteri e Comunitari, scrivete: "A novembre il popolo spagnolo potrebbe tornare padrone del proprio destino e questo accadrà molto presto anche in Italia con il premier che fa la conta dei deputati rimasti". Siete pronti a governare un'Europa del Sud con Syriza e Podemos? Quali politiche monetarie potrebbero sostituire l'austerità dell'UE?

— Noi non dobbiamo sanare i debiti di un'azienda ma dobbiamo pensare al benessere di un Paese. Per ciò è indispensabile svincolarsi dal concetto dei tagli al sociale per ripagare il debito perché la politica di un Paese dev'essere basata sul welfare, per il miglioramento delle condizioni sociali di tutti i cittadini. La Grecia, in condizioni così catastrofiche, ha fatto un grande e lodevole sforzo opponendosi da sola alla Troika e all'Europa delle banche. Ma c'è una possibilità che si allineino gli astri e che nell'arco di un paio d'anni in Europa vadano al governo tutte queste forze rivoluzionarie, Syriza, Podemos, M5S. In tal caso, questi Paesi, Grecia, Spagna e Italia insieme, potrebbero davvero rimettere in discussione l'intero assetto dell'UE, anche quello istituzionale. In questo caso, potremmo anche concretizzare un'alleanza strategica con i Paesi dell'area del Sud America. Questa nuova situazione potrebbe davvero dare uno shock all'Europa perché anche in termini ricattatori significherebbe avere più potere davanti alla Troika, dettare le nostre condizioni e dire: "O così oppure vi fate l'Europa da soli, noi non ci stiamo più".


- "Un uomo che non s'interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero." Così Scriveva Pericle nel suo "Discorso agli ateniesi" nel 461 a.C. Pensa che il popolo greco, così come quello italiano, sia ancora capace di risvegliarsi in nome della libertà e non sia già stato abbastanza lobotomizzato dai media tradizionali?
— Penso che ogni popolo abbia tutte le potenzialità di farlo ma per troppi anni è stato disabituato, quindi dobbiamo promuovere una vera e propria rivoluzione culturale fornendo alla gente una nuova, vera informazione. Sarà difficile, lo dico sinceramente, per il popolo greco in una settimana capire davvero cosa sta succedendo e quelle che saranno le prospettive future. Resta il fatto che chiedere al popolo è sempre la scelta migliore perché è il popolo che dovrebbe essere sovrano, secondo le costituzioni europee. Il problema è che era necessario fare un'opera d'informazione molto prima, sia in Grecia come in Italia.



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