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martedì 5 maggio 2015

Il M5S scatena l'Inchiesta Europea sull'inquinamento in Val d'Agri

"Grazie all'indagine che aprirà la Ue e alle battaglie degli ultimi mesi, i problemi ambientali e sanitari provocati dalle estrazioni petrolifere in Basilicata sono diventati un tema europeo e nazionale. Ora, il presidente della Regione ‪#‎Pittella‬, ‪#‎Renzi‬ e il suo governo, la‪#‎magistratura‬, gli organi di informazione non possono continuare a far finta che tutto vada bene e accettare che le società petrolifere portino avanti i loro progetti di estrazione senza dare conto dei danni che producono". Nuovo intervento del portavoce eurodeputato del Piernicola Pedicini dopo la straordinaria decisione della Ue di avviare un'indagine sul petrolio lucano.



"Il petrolio porta ‪#‎inquinamento‬ e ‪#‎povertà‬, gli interessi economici delle multinazionali e le ‪#‎royalties‬, che non rappresentano neanche il cinque per cento del bilancio regionale lucano, - spiega Pedicini - non possono giustificare che il futuro e la storia di un'intera regione vengano devastati da una scelta così scellerata.
La salute dei cittadini, il patrimonio ambientale, l'acqua, l'agricoltura e il turismo lucani valgono molto di più delle necessità di fare cassa da parte del governo Renzi e delle carriere personali dei Pittella, di Bubbico, De Filippo e Speranza.

L'indagine che ha aperto la Commissione europea, a seguito delle denunce del M5s, - precisa il portavoce del M5s - è un fatto straordinario e unico che ci consente di tenere i riflettori accesi su questa vicenda. Sappiamo bene che è solo un primo passo e che anche la Ue è fatta di logiche speculative legate ai governi nazionali, però siamo anche convinti che con la nostra azione e la nostra presenza a Bruxelles ci sono le condizioni per arrivare all'apertura di una procedura di infrazione che spinga le autorità italiane a rivedere i piani di sfruttamento del petrolio lucano.

Ci sembra anche importante che tutto questo inizi ad avere un'eco su alcuni media nazionali e che il governatore Pittella, qualche sera fa su ‪#‎La7‬, messo con le spalle al muro dalle domande di una giornalista attenta, è stato costretto a difendersi e a dire che potrebbe aver sbagliato, in più ha anche lanciato due significativi appelli: uno alla magistratura, affinché indaghi sull'inquinamento da petrolio nella diga del‪#‎Pertusillo‬ che alimenta acquedotti pugliesi, campani e lucani, e l'altro all'‪#‎Arpab‬(Agenzia regionale per l'ambiente), affinché, entro due giorni dall'intervista, andasse a pubblicare i nuovi dati relativi alle analisi dell'acqua del Pertusillo. La magistratura - evidenzia Pedicini - non sappiamo se ha raccolto l'appello di Pittella, peccato che anche l'Arpab, dopo 20 giorni, nonostante dipenda proprio dalla Regione Basilicata, continui a tacere e a ignorare la richiesta del suo governatore. Non dimentichiamo che nell'acqua del Pertusillo nel 2010, nel 2011 e nel 2012, sono state trovate tracce di metalli pesanti da idrocarburi con valori superiori di 32 volte rispetto alle norme. Da allora, nonostante ci sia stata anche una moria di pesci, l'Arpab, scandalosamente, non ha fornito altri dati.

Sempre nella trasmissione de La7 - conclude Pedicini - non possiamo non rilevare le allarmanti e singolari risposte del responsabile comunicazione di Acquedotto pugliese: siamo preoccupati per la situazione dell'acqua del Pertusillo però noi l'acqua la prendiamo al centro del lago dove le sostanze tossiche da idrocarburi non ci sono perché le sostanze leggere vanno in superficie e quelle pesanti vanno sul fondo.

Articolo completo: http://efddgroup.telpress.it/nT/index.php?u=1769&i=9504

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