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domenica 8 febbraio 2015

Caso VIBAC insegna: Prinzi "Concentrarsi sull’area industriale di Viggiano facendola diventare una sorta di Zona Franca Urbana "

di Vittorio Prinzi

La vicenda della fornitura gratuita di gas naturale da destinare al Comune di Viggiano e ai Comuni della Val d’Agri interessati dalle attività estrattive (Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsico Vetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Sarconi, Spinoso, Tramutola), giunta finalmente ad un passo dalla conclusione, si intreccia perfettamente con la proposta dell’assessore Berlinguer “per una fiscalità differenziata sui prodotti energetici in Basilicata” che va ben al di là della semplice (sia pure rilevante per i costi energetici che si abbattono sulle famiglie) fornitura di gas ai comuni valligiani. Colgo l’occasione per ricordare ad un altro assessore, Liberali, l’impegno assunto verso la fine dello scorso anno perché entro il mese di marzo 2015 tutti i problemi di infrastrutture e servizi dell’area industriale di Viggiano siano definitivamente risolti, tra i quali c’è anche il completamento della rete del gas per gli stabilimenti esistenti e per quelli che, auspichiamo, possano insediarsi.
Anche su questo continuiamo a scontare gli effetti perversi di una forte contraddizione: l’Eni consegna alla Società Energetica Lucana un quantitativo più che significativo di gas di derivazione dall’attività di estrazione del petrolio e, probabilmente, sufficiente al fabbisogno dell’area industriale di Viggiano dopo aver soddisfatto quello degli abitanti dei comuni che gravitano intorno all’area, ma le imprese non dispongono dell’approvvigionamento energetico indispensabile. Si ripropone pertanto l’antica e sempre attuale questione, ripresa di recente dall’Assessore Berlinguer, al quale chiedo una riflessione: prima di estendere sull’intero territorio regionale le opportunità di “fiscalità differenziata” perchè non concentrarsi sull’area industriale di Viggiano facendola diventare una sorta di Zona Franca Urbana (in questo caso industriale) nella quale come accade da diversi anni in tutte le ZFU individuate in Europa, con il “benestare” dell’Ue, gli imprenditori che decidono localizzazioni ed investimenti sono agevolati da tariffe particolarmente vantaggiose per i servizi del gas, dell’elettricità e dell’acqua ad uso industriale ?. Non sfugga in proposito che a differenza di altre aree europee noi disponiamo anche di un altro fattore determinante per la competitività, un patrimonio idrico che dal Pertusillo o da Senise raggiunge aree industriali ed agricole pugliesi per l’approvvigionamento di quelle realtà produttive. E’ evidente che senza gas, rete idrica, internet veloce, persino viabilità ed illuminazione adeguate, oltre alla videosorveglianza, non sarà possibile promuovere a Viggiano nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro. In sintesi quello di cui abbiamo necessità, se vogliamo favorire nuovi investimenti e nuove localizzazioni, è l’introduzione di un sistema tariffario per i consumi di gas ed acqua che tenga conto del fatto che la Val d’Agri è il comprensorio macrofornitore per l’intero Paese di petrolio-gas e di acqua a favore di aree e comunità extraregionali. Atrimenti non riusciamo a capire per quali motivi gruppi o singoli industriali dovrebbero pensare di venire a produrre in Val d’Agri. 

Vittorio Prinzi


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