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lunedì 19 gennaio 2015

La metà della Terra è in mano a 70 milioni di persone.

di Claudio Messora

Il benessere mondiale è sempre più concentrato nelle mani di una piccola élite. Questi magnati hanno generato e sostengono le loro enormi ricchezze attraverso interessi ed attività in pochi ma importanti settori economici, tra i quali la finanza, le assicurazioni, la farmaceutica e l’assistenza sanitaria. Questi colossi spendono milioni di dollari ogni anno in attività di lobbying per creare un substrato politico che protegga e valorizzi ancora di più i loro interessi. La politica finisce così per destinare ingenti risorse a tutelare pochi ma potenti gruppi di interesse piuttosto che il benessere della popolazione intera. L’attività di lobbying nelle istituzioni europee è meno visibile rispetto a quella degli Stati Uniti d’America, ma esercita una pressione costante e più sordida, proprio perché i riflettori su Bruxelles sono costantemente spenti.

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi su chi ha tratto vantaggi dagli effetti della cosiddetta crisi, ecco come può toglierseli. Ve lo ricordate quel famoso 1% della popolazione che aveva tutto? I suoi guadagni sono cresciuti del 60% negli ultimi 20 anni. Ma soprattutto, nel 2009 deteneva il 44% delle ricchezze globali, nel 2014 il 48% e nel 2015 la percentuale supererà il 50%, con una media di reddito pari a 2,7 milioni di dollari. Significa che la metà della Terra è in mano a 70 milioni di persone. Poi ci sono 1 miliardo e 400 milioni di persone che si prendono l’alta metà (il 46%) e 5 miliardi e 530.000 persone che guadagnano un settecentesimo di quel famoso 1%, con una media di 3.851$ a testa in un anno intero (dati Oxfam).


Inutile gridare alla luna. Per invertire questa tendenza e riprenderci questo pianeta bisogna colpire l’1% nei suoi interessi: iniziando con il far emergere i legami tra la politica del Parlamento Europeo e le attività di lobbying delle grandi multinazionali.

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