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mercoledì 24 dicembre 2014

La RSU VIBAC scrive ai rappresentanti Lucani nel Parlamento Europeo

Egregi Onorevoli Parlamentari Europei Pittella e Pedicini,
chi scrive questa lettera sono i Rappresentanti Sindacali della VIBAC S.P.A di Grumento Nova, una Multinazionale tra le più importanti al mondo per la produzione di Packaging per alimenti e nastri adesivi, i cui 185 dipendenti sono stati da qualche giorno interessati dall’apertura di una procedura di Mobilità  che, nell’arco di tempo prevista dall’iter di discussione della stessa, minaccia di portare alla chiusura definitiva del sito produttivo. Premettiamo che questa Azienda si trova nell’area del COVA di Viggiano e sul territorio che viene riconosciuto come il più grande giacimento naturale di petrolio e Gas dell’area Europea. L’Azienda VIBAC essendo un’Azienda particolarmente energivora si è trovata quindi ad operare in questi anni su un territorio che almeno teoricamente presenta caratteristiche ideali per questo tipo di produzione. Nei fatti però, tutto ciò per la VIBAC, che già fa i conti giornalmente con un territorio privo di infrastrutture viarie e ferroviarie che incidono pesantemente sui costi  della materia prima e del trasporto, non si è mai tradotta in vere opportunità reali, in quanto i costi sostenuti relativi al prezzo del Gas e dell’elettricità sono stati sempre in linea con quelli che si pagano nelle altre aree nazionali.




Tutto ciò nonostante lo stabilimento vive i disagi insiti di un’area che ha fatto dell’estrazione petrolifera la sua peculiarità.

Ogni qualvolta che la VIBAC ed altre realtà locali hanno avanzato proposte per avere, a fronte dei tanti disagi, qualche piccolo vantaggio sulle tariffe energetiche, dalla politica si sono sentiti sempre rispondere con la frase classica “ ….per la Comunità Europea questo è concorrenza sleale “. Con questa lettera, condivisa e sostenuta da tutti i Sindaci della Val d’Agri, si sollecitano i nostri rappresentanti politici al Parlamento Europeo a portare proprio questo argomento all’attenzione della discussione Europea, facendolo diventare oggetto di confronto Istituzionale con tutti i paesi della Comunità, sottolineando delle argomentazioni che non possono prescindere da questa discussione e che possono essere sintetizzate in due punti:


Definire una volta per tutte cosa si intende effettivamente per “ Concorrenza Sleale “ e se casi come la Polonia, in cui sono risaputi i livelli minimi dei salari che vengono applicati, le stesse politiche fiscali non omogenee che vengono attuate nei vari Stati Europei, o ancor più gli sproporzionati incentivi che vengono elargiti per favorire l’industrializzazione in paesi come ad esempio la Serbia che è prossima ad entrare nell’U.E., non sono anch’essi da considerarsi “ Concorrenza Sleale”, vista l’incidenza non indifferente che hanno sulla competitività delle Aziende.

Chiedersi se è accettabile tollerare politiche al ribasso di intervento sui salari, senza prima promuovere delle politiche fiscali comuni volte a calmierare i livelli dei prezzi al consumo. Non si può permettere che a fronte di prezzi al consumo che aumentano a causa di tassazioni non omogenee da paese a paese si promuovano parallelamente, anche a livello istituzionale, interventi di decurtazione dei Salari che già ora, in paesi come l’Italia, non consentono di arrivare alla fine del mese e che non fanno altro che portare all’indigenza intere famiglie ed allontanare sempre più le condizioni  per favorire quella Crescita che la politica Europea dice di voler innescare e promuovere. 

Se la politica Comunitaria è incapace di intervenire tempestivamente su questi due punti allora, sarebbe auspicabile oltre che giusto, in questo vuoto legislativo che favorisce valutazioni normative sicuramente discordanti e non omogenee, che l’Unione Europea lasciasse ogni paese libero di poter attingere alle proprie potenzialità per evitare che territori, seppur ricchi di risorse, com’è il caso della Val D’Agri, rischino di assistere al dissolvimento del proprio tessuto Industriale ed artigianale benché ci siano tutte le potenzialità in loco per creare le condizioni favorevoli per competere sui mercati Internazionali. Il caso VIBAC di Grumento Nova in questo senso è emblematico, visto che nonostante localizzato a pochi metri da dove l’ENI in Val d’Agri fa lo stoccaggio del Gas, rischia, paradossalmente, di essere condannata definitivamente alla chiusura proprio dai costi della bolletta Energetica che incidono pesantemente sulla voce “ Costi di Produzione “ del Bilancio.

La politica Comunitaria deve sentire la necessità di intervenire urgentemente poichè questi territori non hanno più il tempo di poter attendere, dinanzi ad un impoverimento galoppante delle famiglie, una disoccupazione con numeri inaccettabili, un’emigrazione ai massimi storici. La Comunità Europea da tempo manifesta le sue intenzioni volte a darsi una fiscalità comune, una politica industriale comune, una politica economica comune che, nel complesso, possano offrire a tutti i suoi cittadini le stesse opportunità e gli stessi standard di vita, ma nei fatti queste continuano ad essere solo buone intenzioni che non si concretizzano in provvedimenti attuativi e risolutivi. Intanto interi territori muoiono, intere popolazioni vivono l’incubo della povertà, intere generazioni di giovani rischiano di essere bruciate. Dinanzi a tutto ciò la politica comunitaria ha l’obbligo civile e morale di intervenire e non restare a guardare.
Con Osservanza

                                                          La RSU VIBAC S.P.A Grumento Nova

                                                                    CGIL                             CISL                               UIL     
                                                           Vincenzo Cirigliano                Biagio Morelli              Claudio Vito Ciriello     
                                                                                                           
                                                                                                                               Floriano Curto



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