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domenica 9 novembre 2014

Appello a Renzi e ad un Decreto che condanna il Popolo Lucano












di Vincenzo Cirigliano

" Io lo conosco questo fruscio di Canneti, sui declini aridi contesi dalla frana e queste rocce magre, dove il vento e le nebbie danno convegno ai silenzi che gravano a sera sul passo stanco dei Muli. E' poca l'acqua che scorre e le Vallate son secche, spaccate, d'argilla. Qui le mandrie emigrano con l'autunno avanzato per la piana delle Marine, tuffando i passi nelle Paludi. Di qui è passata la malaria per le stazioncine sul Basento, sguardo segnato d'oleandro. Da noi la malvarosa è un fiore, trema con il basilico sulle finestre tarlate  in un vaso stinto di terracotta; e il rosmarino cresce nei prati, sulle scarpate delle vie, accanto ai buchi delle talpe. Da noi si riposa il falco e la civetta segna la nostra morte. Da noi il mondo è lontano ma c'è un odore di terra e di gagìa e il pane ha il sapore del Grano.... "








Signor Renzi sono queste le parole che ben descrivono la Basilicata, una terra paesaggisticamente stupenda che vive a cavallo tra due Parchi Nazionali che meglio non potrebbero sottolineare gli splendidi ambienti naturali che si susseguono a perdifiato, deliziando lo sguardo di qualsiasi visitatore che, almeno una volta nella vita,  ha avuto modo di consumare parte dei suoi passi su questi territori.
Una terra sulla quale l'unica attività di cui si dovrebbe parlare è quella legata in qualche modo al turismo. Di questo, una popolazione di seicentomila anime, avrebbe sicuramente di che vivere e prosperare. Invece da venti anni a questa parte questa terra viene sventrata e violentata in nome di una scellerata corsa verso un'autonomia energetica che si è deciso di perseguire ricorrendo alle fonti Fossili, proprio quando tutta l'Europa decideva invece di puntare decisamente sulla Green Economy, che mai come su questa terra avrebbe trovato il terreno ideale di sviluppo. Con il Decreto " Sblocca Italia " appena emanato, a questa terra viene dato il colpo definitivo ed un intero popolo viene inesorabilmente condannato. La invito a guardare le immagini spettacolari della Basilicata, volga il suo sguardo verso i paesini secolari che si ergono a guardia di ampie vallate e spettacolari boschi ricchi di variegata e rara vegetazione, senta il fruscio dell'acqua che scorre a valle verso laghi, dighe e  mari di rara bellezza e che trasporta i sapori e gli odori tipici di una terra dalle antiche tradizioni. Dopo aver guardato tutto questo si fermi e rifletta su quello che oggi le grandi Multinazionali del Petrolio stanno facendo in queste aree; e pensi soprattutto alla responsabilità che oggi è nelle sue mani e che in qualche modo determina la vita o la morte di un popolo, la vita o la morte di un territorio. Si fermi a pensare , non importa se per farlo dovrà perdere mezz'ora del suo tempo o rimandare qualche suo impellente appuntamento, lo faccia. Non si metta nelle condizione domani di essere assalito dal rimorso di aver segnato irrevocabilmente il futuro di un meraviglioso ecosistema che rispondeva al nome di " Lucania "

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