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domenica 30 novembre 2014

Art.18, M5S ai sindacati: "Avete svenduto diritti "

Il Movimento 5 Stelle si schiera a difesa dei diritti dei Lavoratori che Renzi con il Jobs Act vuole annientare con l'attacco all'Articolo 18. Il Movimento sottolinea come sia stato determinante in questi ultimi anni l'atteggiamento accondiscendente e distratto dei Sindacati più importanti e partecipati dai Lavoratori, in merito a tematiche del lavoro che miravano esplicitamente a disintegrare lo Stato Sociale, riuscendoci in buona parte con Treu e la Fornero. Oggi i lavoratori possono trovare nel Movimento 5 Stelle un loro valido e sicuro interlocutore e sostenitore le cui idee escono fuori in maniera perentoria e precisa dal pensiero dei suoi esponenti più  popolari, in questo servizio esaustivo del Fatto Quotidiano.

La Rabbia del Popolo senza un progetto e una visione non potrà danneggiare il potere

Ferguson come l’Eternit, come Stefano Cucchi e le elezioni in Emilia Romagna. Non è una forzatura. Sono molti i fili che legano quattro episodi lontani tra loro geograficamente, socialmente, per poteri statuali interessati. Il primo, il più evidente, è la logica sostanziale della giustizia, che riguarda i primi tre. Non è una novità che gli industriali vengano assolti per i reati commessi all’interno della propria “attività imprenditoriale”, così come non lo è la salvezza garantita ai poliziotti che ammazzano senza alcun motivo. La novità sta nella dimensione della strage. La sentenza Eternit arriva a cancellare responsabilità per oltre 2.000 morti accertati finora e per le migliaia che si verificheranno nei prossimi anni. E non dovrebbe esistere differenza, in sede giudiziaria, tra un omicidio commesso con un’arma da fuoco o da taglio e uno (un numero indefinibile, in questo caso) realizzato esponendo consapevolmente un’intera popolazione all’azione cancerogena dell’amianto. Un veleno è un veleno; non c’è differenza tra il metterlo nella minestra o sulla catena di montaggio. Cambia solo la dimensione.

sabato 29 novembre 2014

I Politici Italiani stanno ballando sull'orlo di un vulcano in eruzione

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

All'indomani delle  elezioni amministrative della primavera del 2012 in un articolo intitolato “Ecco perché il voto del 2013 potrebbe segnare la fine della democrazia” (Il Gazzettino, 11 maggio 2012) di fronte a un’astensione che stava montando di tornata in tornata, scrivevo: “Nel 2013 (...) l'astensione potrebbe diventare valanga. I partiti non sembrano rendersi conto che stanno ballando sull'orlo di un vulcano in eruzione. La crisi ha aperto gli occhi ai cittadini che scoprono di essere presi in giro da almeno trent'anni, governasse la destra o la sinistra o tutte e due insieme”. E concludevo: “Le elezioni del 2013, Grillo o non Grillo, potrebbero segnare, con un’astensione colossale, la fine della democrazia rappresentativa ”.


La resistenza contro il regime dei due Matteo

A me non stupisce che Matteo Renzi esalti il successo del PD alle regionali ignorando , anzi persino valutando con un certo compiacimento, il fatto che in Emilia Romagna abbia votato un elettore su tre. Quando solo poco tempo fa votavano in nove su dieci. Nella concezione autoritaria della governabilità e nel decisionismo di cui il segretario presidente è solo l’ultimo esponente, la partecipazione popolare è solo un incomodo o un fastidio. Se votano solo tre persone e si ha la sicurezza di ottenere il consenso di due di esse va bene, in meno si decide è meglio è. Gli altri dovranno solo ubbidire.

Mussolini sosteneva che lui del fascismo non aveva inventato nulla, lo aveva semplicemente tirato fuori dagli italiani e organizzato. Per Renzi vale lo stesso. Sono anni che i programmi di governo sono vincolati ai diktat dei mercati, della UE, della finanza e anche a quelli del governo di un altro paese, la Germania. Sono anni che i cittadini di questo paese vengono educati alla impotenza e alla inutilità di una democrazia ove le decisioni di fondo son già prese altrove. E quando è lo stesso Presidente della Repubblica che si fa alfiere di questa sottomissione culturale e psicologica, oltre che politica, è evidente che tutto il sistema costituzionale ne risente.

venerdì 28 novembre 2014

IL PIANO SEGRETO DELLA GERMANIA PER USCIRE DALL'EURO

DI CHARLES SANNAT
economiematin.fr

«Signori tedeschi, siate i primi!».
Questo il titolo di un articolo che pubblicai l’8 dicembre 2011. A tre anni di distanza non ritiro nessuna delle analisi fatte allora, che anzi confermo punto per punto. Diciamo che tutti i problemi dell’euro stanno sempre là e continuano a perdurare. Non è stato aggiustato nulla dal 2011. Abbiamo solo   speso del tempo. Resta l’essenziale: ci avviciniamo di nuovo ad un periodo di crisi esistenziale. Ci saranno due modi per affrontare questa crisi, forse anche tre.

giovedì 27 novembre 2014

Ecco i numeri della falsa opposizione al Jobs Act

DI STEFANO ALI

La votazione di ieri sul JobsAct: finta opposizione e finta dissidenza vengono allo scoperto. Imperativo: garantire i numeri a Renzi
La Camera è composta da 630 deputati. Dal che discende che il numero legale sia di 317 deputati (il 50%+1).
Non è così strettamente definito il numero che forma la maggioranza.
In caso di “plenum” coincide con il numero legale, ma il plenum è, di fatto, irraggiungibile. Ieri, ad esempio, erano in missione 42 deputati.




Il 50% dei deputati, quindi, costituisce una “soglia psicologica” della maggioranza. Seppure non costituiscono numero legale, 316 deputati sono sempre garanzia di maggioranza, . Al di sotto di tale soglia può essere messa in dubbio l’esistenza stessa della maggioranza. Ecco perché si parla di “soglia psicologica”.

mercoledì 26 novembre 2014

Jobs Act :una fabbrica di nuovi poveri, pagati pochissimo.

Jobs act. Senza fiducia. È bastato il disprezzo

di Sergio Bellavita

La Camera ieri pomeriggio ha approvato il nuovo testo del famigerato "Jobs Act" dopo le ridicole modifiche apportate nella discussione tutta interna al Pd. Addio all'art.18 per i neoassunti, niente reintegro per i licenziamenti economici, via libera al demansionamento e al controllo a distanza dei lavoratori, cancellazione della cassa integrazione per le aziende in fallimento e contratto a tutele crescenti mantenendo intatta la legislazione che autorizza la precarietà assoluta.

Lo ha fatto senza bisogno di ricorrere al voto di fiducia, è bastato appunto il solo disprezzo. Disprezzo verso la dignità degli uomini e delle donne che lavorano, nei confronti della vita di milioni di giovani. Solo un parlamento che ha messo al centro della sua attività il disprezzo per la condizione di chi dovrebbe rappresentare poteva immaginare di approvare un provvedimento così regressivo socialmente, reazionario e meschino.

martedì 25 novembre 2014

In Italia non vota più nessuno,via libera al golpe dell’élite.

Basta un pugno di voti, ormai, per eleggere persino il presidente dell’Emilia Romagna, perché gli italiani non vanno più a votare? Perfetto: è il “loro” piano, che si sta realizzando. Lo annunciò Mario Monti, l’uomo della Troika, «l’esponente italiano – dopo e insieme a Mario Draghi – più importante e rappresentativo del compatto fronte neoconservatore, neo-aristocratico e reazionario, che intende portare fino in fondo il piano strategico delle élite privilegiate della finanza, per il definitivo asservimento dei popoli». Monti? E’ «il vero vincitore» delle regionali 2014. Nel febbraio 2012, ricorda Sergio Di Cori Modigliani, ebbe a dire: «E’ il Parlamento che inceppa la via delle riforme strutturali, bisognerebbe aggirarlo per evitare che frenino lo sviluppo». E in un convegno dell’alta finanza a Milwaukee, negli Usa, nel settembre del 2013, spiegava che «il vero problema dell’Italia consiste nel fatto che si vota troppo spesso e sono ancora troppi ad andare a votare». E’ il sogno di ogni oligarca, osserva Di Cori Modigliani. E ora, con Renzi, si sta avverando: via il Senato, abolizione del Titolo V della Costituzione che ancora protegge i servizi pubblici, e legge elettorale che rende inutili gli elettori.

lunedì 24 novembre 2014

Pedicini indica la strada da seguire del M5S sulla questione petrolio.















Intervento in aula del Parlamentare Europeo del Movimento 5 Stelle, che centra nello specifico le giuste tematiche su cui intervenire in merito alla Questione Petrolio. Solo attraverso l'attuazione delle modifiche richieste si può sperare di modificare il comportamento delle Multinazionali dell'oro nero in riferimento ai territori su cui fanno valere la loro azione. La questione H2S e la questione Royalties sono due tematiche determinanti nel contesto della discussione in atto tra Stato, Regioni e Operatori del Settore.




Dopo aver fatto il disastro e dopo che M5S ha annunciato il Referendum,ora tutti si riscoprono anti Euro

Raffaele Fitto che organizza un seminario anti-euro con Savona, Rinaldi e Barra Caracciolo? «Non stupisce. In fin dei conti, a chiacchiere il partito di Berlusconi è sempre stato su posizioni variamente euroscettiche», annota il blog “Mainstream”. Stupisce di più, ma anche qui fino a un certo punto, il fatto che a posizioni timidamente anti-euro stiano approdando anche diversi esponenti della sinistra Pd. «Già conosciamo le posizioni di Stefano Fassina, e qualcuno ha anche parlato di un pronunciamento anti-euro di Gianni Cuperlo», ma la vera novità sarebbe rappresentata da quanto viene pubblicato dal sito “Idee Controluce”, «una specie di ripostiglio per nostalgie ex-Pci», da Togliatti a Bersani. Di recente, l’associazione ha pubblicato la seguente monografia: “A quali condizioni può sopravvivere l’euro?”. Un’ipotesi “da esorcizzare”, sostiene Vladimiro Giacché, pensando all’atteggiamento generale verso lo spettro dell’euro-catastrofe. Molto esplicito il saggio di Claudio Sardo, che esorta a rompere finalmente il “tabù” della Bce.

Con lo Sblocca Italia è iniziato il disastro ecologico permanente dell'Italia

di Francesco Manetti.

Quel che si è consumato a Maccarese (Roma) è un immane disastro, passato del tutto inosservato nell'assordante silenzio del mainstreammediatico italiano, tutto impegnato a calmare una tensione sociale sempre più intensa. A Maccarese si sta spazzando via - e purtroppo già in buona parte è stato compromesso - un intero ecosistema: oltre30mila litri di cherosene, fuoriusciti da uno dei condotti ENI che riforniscono il vicino aeroporto di Fiumicino, si sono riversati in piena Riserva Naturale, in uno dei principali fiumi della zona, l'Arrone.

Parlano di incidente, di un tentativo di furto andato a finire male, ma con il passare dei giorni altre ipotesi sono emerse, tra cui il possibile "cedimento strutturale della condotta". Un vero e proprio "assassinio", uno" sterminio" dell'ambiente, della flora, della fauna: migliaia di animali sono già morti, altri stanno morendo, molti altri continueranno a morire nelle prossime settimane, mesi, anni.

domenica 23 novembre 2014

L'importanza di difendere il diritto dei Diritti: l'Art.18

(a cura) di Barbara Bertoncin

Alberto Piccinini, avvocato giuslavorista, dello "Studio Legale Associato" di Bologna, ha sempre svolto la professione forense con specializzazione in diritto del lavoro, patrocinando cause avanti alla Corte di Cassazione, alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia Europea. Membro del collegio difensivo Fiom, con Franco Focareta, Massimo Vaggi e Lina Grosso, ha difeso la Fiom di Potenza nel processo per condotta antisindacale di Sata (Fiat) relativo ai licenziamenti di due delegati ed un iscritto alla Fiom, dichiarati infine antisindacali.


Il tema è quello dell'art. 18. Vorremmo provare a capire di cosa si sta discutendo oggi, anche alla luce delle modifiche già introdotte con la riforma Fornero. Può intanto aiutarci a districarci tra le varie tipologie di licenziamento?
Provo a spiegare in parole semplici. Diciamo che le tre categorie di cui sentiamo parlare nei giornali sono il licenziamento discriminatorio, il licenziamento disciplinare e il licenziamento cosiddetto economico; tutte e tre erano già state sviscerate e discusse proprio due anni fa, in occasione della legge Fornero, perché si era proposta la stessa problematica: il governo Monti voleva limitare la reintegrazione esclusivamente al licenziamento discriminatorio, come avviene in tutto il mondo. Il licenziamento discriminatorio è nullo anche presso quelle legislazioni che tutelano meno il lavoratore; è un principio pacifico perché è aberrante che uno possa essere discriminato per una questione di razza, religione, sesso, o anche di età, come le ultime direttive comunitarie hanno precisato.



sabato 22 novembre 2014

L'Ungheria, con la sovranità Monetaria, un esempio che fa riflettere

«Noi non crediamo nell’Unione Europea, crediamo nell’Ungheria, e consideriamo l’Ue dal punto di vista secondo cui, se facciamo bene il nostro lavoro, allora quel qualcosa in cui crediamo, che si chiama Ungheria, avrà il suo tornaconto». Nelle parole del premier ungherese Viktor Orbán si può cogliere l’essenza di una diversa visione dell’Europa, immaginata come un insieme di Stati autonomi e indipendenti che traggono beneficio dalla loro reciproca collaborazione. Dopo aver sperimentato tra il 2002 e il 2010, durante il governo di socialisti e liberali, gli effetti delle fallimentari politiche europeiste di austerità e privatizzazione, come il dilagare della disoccupazione, emigrazione di massa, enorme perdita di potere d’acquisto, tagli a pensioni e tredicesima, tracollo del Pil e impennata del debito pubblico dal 55% all’82%, nel 2010 il popolo magiaro vota in maggioranza assoluta il partito conservatore “Fidesz” guidato da un Viktor Orbán completamente nuovo rispetto al precedente mandato 1998-2002, il quale, abbandonate le posizioni filo-occidentali e liberiste, strizza l’occhio a Putin e si riscopre un fervente sostenitore dell’intervento statale nell’economia.

venerdì 21 novembre 2014

Il Patto del Nazareno: ..e gli Italiani continuano ancora a credere in questi Partiti e in Salvini!!!!

DI STEFANO ALI
ilcappellopensatore.it

Patto del Nazareno: Berlusconi ha già posto Forza Italia in “liquidazione e conferimento” a Matteo Renzi. A lui l’eredità politica pur di salvaguardare quella economica che spetta ai figli. E siccome Berlusconi è il proprietario del marchio della Lega …

Partiamo da alcune ovvietà:

1. Forza Italia è da sempre un “partito personale”, nel senso che è costruito sulla persona di Silvio Berlusconi. La stragrande maggioranza degli elettori vota Berlusconi e i parlamentari di Berlusconi ne sono ben coscienti;

2. Silvio Berlusconi ha 78 anni



Intervista a Piernicola Pedicini: UN'EUROPA SENZA IPOCRISIE

UN'EUROPA SENZA IPOCRISIE: intervista con il giornalista Enrico Ciccarelli. 


In onda sulle emittenti locali del circuito Italian Television Network. 

giovedì 20 novembre 2014

La UE vuole più disoccupazione in Italia per abbassare i Salari

Su Insight un articolo di Dean Baker notevole per la sua onestà intellettuale: l’autore ammette senza falsa retorica che la disoccupazione prolungata è un obiettivo della Commissione UE per abbassare i salari e riportare la competitività, e che la logica dell’economia imporrebbe al nostro paese di uscire dall’euro; ma visto che per motivi politici questa soluzione non risulta praticabile, cerca di proporre strade alternative per abbassare i prezzi che non pesino sempre e solo sui lavoratori. da vocidallestero.it

di Dean Baker

"Non vi può essere dubbio che il problema principale dell’economia italiana è la mancanza di domanda. Quando le bolle immobiliari che stavano guidando la crescita delle economie della zona euro sono scoppiate nel 2008, non c’era nulla con cui sostituire questa fonte di domanda. L’Italia si è unita agli altri paesi della zona euro e di tutto il mondo nell’utilizzare degli stimoli fiscali per stimolare la domanda, ma poi nel 2010 è stata costretta a tornare all’austerity.

Cancellare le conquiste del popolo: da Pinochet a Renzi

Nei momenti di tensione salgono dall’animo parole che non si possono trattenere. Non ci è riuscito neanche un attore consumato come Matteo Renzi. Per reagire al dispetto provato per i ritardi del Senato nell’approvazione del suo Jobs Act, il presidente del consiglio ha dichiarato: «Abbiamo aspettato 20, 30, 40 anni per le riforme, non cambierà con qualche ora in più». Successivamente una velina del suo ufficio stampa ai massmedia di regime li ha indotti a correggere la frase, per cui molti commentatori l’hanno poi riportata fermandosi a venti anni, ma Renzi era arrivato a quraranta. Dunque nel profondo del suo animo il presidente del Consiglio pensa che l’articolo 18 e lo statuto dei diritti dei lavoratori avrebbero dovuto essere aboliti già nel 1974. In quell’anno il no al referendum sull’abrogazione del divorzio aveva travolto la Dc di Amintore Fanfani.

Zero disoccupazione: via l’euro, e 2 milioni di assunzioni

Disoccupazione zero. Uno slogan politico, che riassume il programma di piena occupazione messo a punto per l’Italia dai sostenitori della Mmt, Moderm Money Theory, partendo da un presupposto imprescindibile: il controllo pubblico e sovrano della moneta, senza il quale ogni sforzo è vano perché, eliminato lo Stato, a dominare sono i mercati finanziari, i poteri forti mondiali. Padre fondatore di questa impostazione è John Maynard Keynes, cervello del boom economico occidentale del ‘900: il sistema funziona e produce benessere solo se, a monte, il potere pubblico investe denaro creato dal nulla, attraverso il deficit positivo. Per un altro colosso dell’economia democratica, Hyman Minsky, la missione dello Stato è quella di diventare “datore di lavoro di ultima istanza”. Concetti lunari, se riletti oggi in pieno neoliberismo terminale globalizzato, con in più il guinzaglio mortale dell’euro che, come prima missione, elimina dalla scena proprio l’attore fondamentale del processo democratico macroeconomico, lo Stato, costretto a dipendere dal sistema bancario. Una farsa le immissioni di liquidità pilotate dalla Bce, perché sono destinate alle banche, ai loro buchi di bilancio e alla loro speculazione finanziaria, anziché al credito per l’economia reale.



mercoledì 19 novembre 2014

Con il Jobs Act, lavoratori alla fame e senza diritti

di Luciano Gallino

Uno dei principali esiti del Jobs Act, a danno dei lavoratori, sarà la liquidazione di fatto del contratto nazionale di lavoro (cnl), in attesa di una legge — di cui il governo parlerà, sembra, a gennaio — che ne sancisca anche sul piano formale la definitiva insignificanza rispetto alla contrattazione aziendale e territoriale. 

D’altra parte la strada verso tale esito nefasto era già stata tracciata dagli accordi interconfederali del giugno 2011 e del novembre 2012 (non firmato dalla Cgil). In essi venivano assegnate al cnl dei compiti del tutto marginali rispetto alla sua funzione storica: che sta nel difendere la quota salari sul Pil, cioè la parte di reddito che va ai lavoratori rispetto a quella che va ai profitti e alle rendite finanziarie e immobiliari. Grazie al progressivo indebolimento del cnl, dal 1990 al 2013 tale quota è diminuita in Italia di circa 7 punti, dal 62 per cento al 55. Si tratta di oltre 100 miliardi che invece di andare ai lavoratori vanno ora ogni anno ai possessori di patrimoni, dando un contributo di peso all’aumento delle disuguaglianze di reddito e di ricchezza. 



Giannuli: la televisione è finita, come i leader che fabbricava

Non nascerà un altro Berlusconi, perché sta andando in pensione, per sempre, la vecchia fabbrica del consenso, la televisione, ormai disertata dal pubblico perché unidirezionale e quindi obsoleta. Lo sostiene Aldo Giannuli, che segnala «il collasso della televisione, il media principe dell’ultimo mezzo secolo». Per sessant’anni, la Tv pubblica ha svolto una funzione di socializzazione culturale e politica: «Se la società del Novecento è diventata una società della cultura di massa e della partecipazione politica di massa lo deve più di tutti alla televisione». Ma oggi la formula è stanca e la televisione perde costantemente ascolti. «E’ probabile che nel giro di pochi anni l’interazione fra Tv e computer produrrà l’abbandono del palinsesto», sostiene Giannuli. «La Tv trasmetterà in diretta solo i notiziari ed eventi sportivi o spettacoli, mentre, per il resto, le televisioni si trasformeranno in società produttrici di format televisivi a pagamento, che gli spettatori sceglieranno da un menù per guardarli quando meglio gli parrà».

martedì 18 novembre 2014

LA SITUAZIONE A BREVE SI FARA' PERICOLOSA. SCIOPERO SOCIALE E ROVESCIAMENTO DEL MODELLO NEOLIBERISTA

DI MARCO DELLA LUNA

I dati economici per l’Italia e le proiezioni degli organi specializzati non lasciano dubbi: la recessione continuerà, le riforme di Renzi faranno cilecca, la situazione a breve si farà pericolosa. Gli interessi costituiti, la casta europeista e austerofila, si attrezzano per fronteggiare una possibile situazione prerivoluzionaria mediante una riforma del parlamento e della legge elettorale che metta tutto nelle mani dei segretari di pochi grandi partiti politici, e in particolare si consolida l’asse neoliberista Renzi-Berlusconi.


Meno tasse? Chi ci crede è un fesso (e l’Iva sarà al 25,5%)

Le sorprese arrivano sempre dai codicilli, spiegano gli avvocati. E un governo truffaldino come quello in carica non poteva non ricorrere ai trucchetti democristiani più antichi. Renzi che va in tv a ripetere che «abbiamo ridotto le tasse» e «promuoviamo la crescita» avrebbe dovuto anche spiegare da dove prendeva “le coperture” per le voci della legge di stabilità inviata a Bruxelles e al presidente della Repubblica, addirittura priva dell’indispensabile esame della Ragioneria di Stato. Se dici che vuoi spendere, insomma, i trattati europei ti obbligano a dire dove prendi i soldi che vuoi impegnare. Dalle tasche dei cittadini più poveri, è l’inevitabile risposta. Nelle pieghe del ddl, infatti, ci sono decine di aumenti delle tasse, ma “nascosti”, rinviati, occultati. E si tratta sempre di tasse indirette, le quali – colpendo i consumi o determinate prestazioni – “pesano” di più sui meno abbienti che non sui riccastri. 



Vediamone alcune, anche se – trattandosi di un testo molto lungo e “tecnico” – la maggior parte verrà fuori un po’ alla volta.

lunedì 17 novembre 2014

La RSU VIBAC di Grumento Nova incontra i Sindaci della Val d'Agri

di Vincenzo Cirigliano

Questa mattina grazie all’interessamento e alla disponibilità logistica messaci a disposizione dal Sindaco di Grumento Nova Dott. Imperatrice,  nella sala Consiliare del Comune, le Rappresentanze Sindacali Unitarie CGIL, CISL, UIL hanno avuto modo di esporre quella che è la situazione Lavorativa dello Stabilimento VIBAC di Grumento Nova, alla luce delle richieste che negli ultimi giorni sono venute dalla Direzione di Gruppo. Nel merito la Dirigenza Aziendale lamenta delle oggettive difficoltà che negli ultimi anni il gruppo Vibac si trova a fronteggiare a seguito di una concorrenza estremamente competitiva che arriva soprattutto dall’Asia ( India e Cina ) e dai paesi Euroasiatici ( Turchia, ecc ). Riferendoci a quanto detto dai vertici Aziendali, si manifesta l’esigenza da parte della Proprietà di Recuperare competitività attraverso l’abbattimento dei costi e l’ammodernamento degli Impianti. Il secondo punto si realizzerà allorquando sarà raggiunto il primo obiettivo, ossia l’abbattimento dei Costi, ricorrendo, nelle intenzioni dell’Azienda manifestate ad inizio trattativa, ai Contratti di Solidarietà e all’azzeramento di tutte quelle voci relative alla Contrattazione di Secondo livello quali, Premio Produzione, Quattordicesima, ecc.

domenica 16 novembre 2014

Lettera di un cittadino Lucano al Presidente Pittella

Lettera aperta dell’Ing. Antonio Alberti di Viggiano al Presidente Pittella 

LETTERA APERTA AL GOVERNATORE DELLA BASILICATA MARCELLO PITTELLA, AL DIRETTORE GENERALE DEL DIPARTIMENTO REGIONALE AMBIENTE E TERRITORIO CARMEN SANTORO E AL DIRETTORE ARPAB ALDO SCHIASSI 


Esimio Governatore Pittella, esimio Direttore Santoro ed esimio Direttore Schiassi sono un ingegnere nucleare di Viggiano, laureatosi alla Sapienza nel 1980 e che opera nel settore dell’energia da ben 34 anni. Vi scrivo questa lettera aperta sia perché tengo molto alla mia Basilicata dove sono nato, cresciuto e pasciuto per 58 anni, sia per darvi preziose informazioni che possano aiutarvi a prendere sagge decisioni e per evitare che una vostra eventuale villantata ignoranza possa essere usata da scudo, in futuro, in un’aula di Tribunale. Questa lettera, pertanto, non vuole essere sterile ed inutile allarmismo, ma una sollecitazione a guardare oltre il proprio naso, per quanto lungo esso possa essere. Ho appreso dal comunicato diramato dal Comune di Pisticci in data 14 Novembre 2014 che l’ 8 ottobre scorso, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente ha riscontrato la presenza di concentrazioni di radionuclidi nove volte superiore alla quantità presente nell’acqua potabile. La radioattività rilevata, a detta dell’ARPAB, è dovuta a radionuclidi di tipo Alfa. Tale evento è assolutamente da non sottovalutare ed occorre approfondire ed effettuare indagini e misure non solo in Val Basento ma anche e soprattutto presso il Centro Olio Val D’Agri di Viggiano (COVA) da cui proviene l’acqua incriminata, per i seguenti motivi : 

Renzi e l'appoggio incondizionato al TTIP

di Comidad

A distanza di sette anni dall'avvio del negoziato, ed in prossimità della scadenza del 2015, finalmente la questione del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership, la "NATO economica") sta arrivando a conoscenza della gran parte della pubblica opinione. Quando i giochi sono già fatti, e tutto è stato deciso, allora è il caso di dare avvio al "dibattito democratico", anche se con gli opportuni accorgimenti.
I post sulle testate online sono infatti equamente distribuiti tra favorevoli e contrari, in modo da fornire l'impressione di un equilibrio. Se un'opinione vale l'altra, questo TTIP non sarà poi così spaventoso da giustificare certe preoccupazioni. In tal modo, anche i sette anni di segretezza diventano un dettaglio trascurabile.




sabato 15 novembre 2014

Ecco la realtà dell'Italia

di Giulia Sarti
Ieri alla Camera abbiamo proiettato il docu-film di Sabina Guzzanti "La Trattativa" e abbiamo trascorso un bel pomeriggio insieme con dibattito e tanti cittadini partecipi, fisicamente e collegati in streaming. Non immaginate nemmeno quante difficoltà ha dovuto affrontare Sabina per portare a compimento questo film. È rimasto nelle sale solo una decina di giorni ad ottobre, l'hanno tolto subito. Una fatica tremenda per trovare finanziatori. Io avevo avuto occasione di vederlo in anteprima ed ero rimasta davvero entusiasta. Mettere in fila i fatti (per ora solo quelli accertati) che hanno sancito una delle pagine più nere della nostra Repubblica, come il periodo stragista '92-'93, non è facile. Lei ci è riuscita, a modo suo. E ci ha fatto un regalo.



A noi ora il dovere, come ogni giorno, di continuare a parlarne, denunciare, informare e puntare il dito sulle responsabilità non penali, quello è compito della magistratura, ma politiche e morali dei soggetti istituzionali che per tanti anni sono rimasti zitti.

A chi interessa eliminare il giudice Nino Di Matteo?

di Salvatore Borsellino, da 19luglio1992.com

Ancora una volta giungono notizie di morte. Ancora una volta, come 22 anni fa, giungono notizie di carichi di tritolo preparati a Palermo per l’assassinio di un giudice. Ancora una volta si moltiplicano da parte delle istituzioni i messaggi di solidarietà in attesa di poterli sostituire con messaggi di cordoglio, in attesa di intervenire ai funerali di Stato per verificare che, ancora una volta, un magistrato che ha osato toccare quei livelli di potere che non devono essere nemmeno sfiorati sia stato chiuso dentro una bara ed il caso possa essere finalmente archiviato. Poi si provvederà a celebrarlo come l’ennesimo eroe, a travisarne le parole, ad intervistarne i familiari, a conferire medaglie d’oro e distribuire onorificenze, sempre che questi siano disponibili ad interpretare convenientemente il ruolo loro assegnato, ad esibire le proprie lacrime e a comportarsi da vedove inconsolabili e da orfani affranti.

Tassare i patrimoni 'sommersi' delle banche: come rilanciare l'economia

Intervista a Nino Galloni a cura di Francesca Morandi.

L'economista Antonino Galloni indica una via alternativa alla politica di austerità: "Con il mio piano 50% in meno di pressione fiscale dell'intero sistema". "Per rilanciare veramente l'economia italiana è possibile tassare le enormi ricchezze che le banche detengono senza metterle in attivo di bilancio. Si otterrebbero così massicci flussi di denaro che affluirebbero nelle casse dello Stato che potrebbe utilizzarli per dimezzare la pressione fiscale dell'intero
sistema".


venerdì 14 novembre 2014

Il bonus-bebè nasconde 600 euro di rincari per famiglia

«Quando Renzi promette, davanti alle tv del suo alleato Berlusconi, che, bontà sua, darà 80 euro di bonus-bebè, non dice che ad ogni famiglia ne taglierà 606», scrive “Senza Soste”, citando le cifre fornite da “Wall Street Italia”. «Matteo Renzi è un noto venditore di pentolame di scarsa qualità e a caro prezzo: finché la cosa resta tutto nel giro della circonvenzione di incapace, cioè nel suo partito, si può passare oltre, come è accaduto per quelle elezioni finte che chiamano primarie lo scorso anno». Il problema è che Renzi è diventato premier, continua il blog: non raggira più solo i militanti del Pd, ma gli italiani tutti. «Anche chi investe in Borsa si è accorto che Renzi tira fregature». Gli 80 euro alle famiglie con bebè in arrivo? Prontamente compensati «dall’aumento, previsto nella bozza di finanziaria, di pane, pasta, latte». “Wall Street Italia” definisce infatti “una partita di giro” la legge di stabilità: «Entrate e uscite, ma da dove prende i soldi Renzi? Si parla di bonus-bebé e Tfr in busta paga, ma ricadute negative arrivano a 606 euro sulle famiglie».

Il Financial Times: 'Grillo è l'unica alternativa credibile a Renzi'

"Beppe Grillo, the leader of the five star Movement in Italy, is the only credibible alternative to Matteo Renzi, the incumbent prime minister". Così scrive uno dei più autorevoli quotidiano del mondo, il Financial Times, in un articolo di tre giorni fa. 

C'è bisogno di tradurre? Il senso è chiaro a chiunque: "Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle in Italia, è la sola alternativa credibile al primo ministro Matteo Renzi". Ovviamente, non c'è un solo quotidiano italiano che abbia ripreso la notizia. Pensate un po' se tutte le home page dei siti italiani avessero aperto con: "Grillo è l'unica alternativa credibile a Renzi". Ci pensate? Invece niente, solo silenzio. 



I quotidiani italiani preferiscono aprire con "Grillo contestato a Bruxelles", "Grillo non fa parlare il giornalista", etc etc. Ci siamo ormai abituati, il gioco è sempre lo stesso e, probabilmente, non cambierà mai. Per fortuna che all'estero esistono anche giornalisti che offrono un quadro diverso della situazione italiana. In questo caso Wolfgang Münchau, autore per il Financial Times dell'articolo citato. 

Il giornalista sottolinea poi come l'Euro sia in grande pericolo oggi in quanto l'eurozona non ha meccanismi per difendersi dalla depressione. Münchau loda Grillo per la decisione di voler uscire dall'Euro. 

giovedì 13 novembre 2014

Con Renzi il PD si sposta a destra e il PCI degli operai è solo un ricordo

Grandi proteste della minoranza Pd per il tracollo del tesseramento al partito, passato dai 539.000 iscritti del 2013 ai a circa centomila del primo semestre 2014? Attenzione: Renzi c’entra fino a un certo punto, secondo Aldo Giannuli, come dimostra la serie storica del tesseramento: gli iscritti sono calati a partire dal 2008, quando erano 830.000, e il calo è stato interrotto solo nel 2013, «anno di votazioni per il segretario del partito e del gruppo dirigente», cosa che «fa pensare che ci sia stato un bel pacco di tessere “gonfiate”». Il punto è un altro, avverte Giannuli: il Pd «non sta scomparendo», ma «sta subendo una mutazione genetica: da partito di centro-sinistra in partito di centro-destra, da partito pur scolorito ideologicamente ma con tracce del suo passato identitario, in partito “prenditutto”, da partito organizzato di iscritti in partito di elettori, appunto all’americana».

La Germania ci affossa barando.Gli Italiani devono reagire

Verso la fine della II Guerra Mondiale gli Usa avevano un piano, il Piano Morgenthau (poi non eseguito per ovvie ragioni connesse alla guerra fredda), per eliminare dopo la guerra tutte le industrie tedesche, facendo della Germania un paese puramente agricolo. Il mezzo per ottenere ciò era semplice: imporre alla Germania l’unione monetaria con gli Usa, la cui moneta era allora molto forte: il prezzo delle merci tedesche si sarebbe moltiplicato e le aziende avrebbero chiuso, non potendo più esportare, e l’industria yankee avrebbe preso i suoi mercati e i suoi assets migliori gratis o quasi. Gli Stati Uniti non fecero questo alla Germania dopo la sua resa, però la Germania Ovest lo fece poi alla Germania Est negli anni ’90. E ora lo fa all’Italia. 



mercoledì 12 novembre 2014

La grande guerra fra Stati e Mercati

di Lidia Undiemi
In un sistema economico e finanziario fortemente globalizzato, si governa con i trattati internazionali. Quella che stiamo vivendo è una vera e propria guerra fra Stati e mercati, ovvero il capitale internazionale. Per comprenderne la portata, basta ragionare sul nuovo strumento messo in campo dalla BCE per far fronte alla crisi dell’Eurozona, ossia l’OMT. L’OMT (Outright monetary transactions) è un piano di acquisto illimitato sul mercato secondario dei titoli pubblici degli stati in difficoltà, nato con lo scopo di ridurre le pressioni dei mercati che si manifestano attraverso l’aumento dello spread.



Per questa ragione, tale strumento è stato anche definito “piano anti spread” oppure “piano salva euro”, proprio perché venne preannunciato nel 2012 da Mario Draghi, quando disse: “farò di tutto per salvare l’euro”.Ma lungi dall’essere un aiuto disinteressato in favore dei paesi che versano in una situazione di emergenza, l’accesso all’OMT è subordinato alla sottoscrizione di un accordo con il MES  (un’organizzazione finanziaria di cui su questo blog si è parlato a lungo), cioè all’obbligo di sottoporsi a cosiddette condizioni rigorose, ovvero il rispetto dell’agenda politica imposta da tale organizzazione finanziaria (le famose “riforme” richieste a gran voce dalla BCE di Mario Draghi). Tradotto: se non vi fate commissariare non riceverete alcun aiuto qualora i mercati generino destabilizzazioni finanziarie (ndre sappiamo bene quanto sia facile, alla bisogna, destabilizzare i mercati).
Ecco un esempio di come i circuiti finanziari, mediante un accordo-trattato internazionale quale è il MES, riescano a governare un paese scavalcando qualsiasi barriera democratica.
Aspettiamoci presto un’altra lettera con le riforme dettate dai mercati.

Avevano già deciso di portare al macello il popolo Greco

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Le teste tagliate in video dall’ISIS muovono armate internazionali e disgustano il pubblico. Sono piccolezze di principianti confronto a quello che hanno fatto i leader europei alla Grecia, e COME LO HANNO DECISO. Non siamo nel 1942, siamo nel terzo millennio e dopo il Nazismo abbiamo costruito un intero mondo di democrazie e leggi, trattati, tutele dei diritti umani ecc. Inutili a Dio e all’uomo. Infatti accade che per una manciata di soldi le grandi ‘democrazie’ europee siano, nel 2010, tornate alla Gestapo Nazista per decimare, torturare, punire, cioè per perpetrare crimini contro l’umanità in Grecia, contro innocenti. Ora lo sappiamo, ora che le trascrizioni delle VERE interviste all’ex ministro del Tesoro americano Timothy Geithner sono state rese pubbliche. E fanno inorridire, io sono sotto shock (Fonte: FT).

martedì 11 novembre 2014

Parodia della Realtà


di Alessandra Daniele

- Come saprete, Mattwelve è il premier più giovane che il nostro paese abbia mai avuto - La bionda conduttrice del varietalk domenicale sorride giuliva, girandosi verso il suo ospite.
- Quanti anni hai? - Ammicca. L'uomo grassoccio ricambia il sorriso.
- Tre. Sono il dodicesimo clone a crescita rapida del Grande Rinnovatore, e ne sono molto fiero. Condivido la sua ansia di cambiamento, e porto avanti il progetto rivoluzionario che con coraggio e lungimiranza Matteo Prime riuscì a mettere al sicuro da gufi e frenatori ideando questo sistema di auto-successione tramite clonazione.
- Grazie anche alla collaborazione del presidente della tripubblica - aggiunge la conduttrice. L'uomo annuisce.
- Al quale tutti dobbiamo gratitudine per aver accettato di svolgere il suo decimo mandato consecutivo, anche se ciò ha richiesto che il suo cervello venisse espiantato dal suo corpo ultracentenario, e innestato nell'interfaccia biomeccanica del mainframe del Quirinale. Qualunque sacrificio pur di continuare il rinnovamento del paese.

Se questa è sinistra

di Angelo Cannatà 

“Renzi politico o della demagogia”. Potrebbe titolarsi così un libro sul Premier. Demagogia è parola forte, porta con sé – tra l’altro – i concetti di opportunismo e tradimento: il demagogo è, per definizione, anche colui che inganna. Renzi demagogo, opportunista, ingannatore: un attento lettore del Principe. Ma il leader del Pd – è questo il punto – può avere come modello il Segretario fiorentino? Posta la questione preliminare, andiamo al dunque. 

1. Renzi ingannatore. Traditore. Il suo “Enrico stai sereno”, poco prima di pugnalare Letta, non è da meno per efferatezza (psicologica, certo, non è più tempo di omicidi politici), dell’azione di Oliverotto da Fermo che uccise lo zio Fogliani, e tutti i notabili che “li andorono drieto”. Inoltre: cos’è se non un inganno, un tradimento quel rifiutarsi ostinato (sorridente, ma brutale) di guardare nel dolore, nell’abisso di sofferenza della gente comune, mentre duetta amorevolmente con Confindustria? Insomma: da che parte deve stare, sui temi del lavoro, dell’economia, della politica, nelle questioni sociali, culturali, civili, un leader di sinistra? 

lunedì 10 novembre 2014

Orsi: è ufficiale, l’Italia in rottamazione non è più salvabile

Tre articoli firmati da autorevoli commentatori come Ambrose Evans-Pritchard, Roger Bootle (entrambi del “Telegraph”) e Wolfgang Münchau (“Financial Times”) sono recentemente apparsi sulla stampa finanziaria: tema comune, la situazione economica dell’Italia e l’instabilità del suo debito pubblico. Le argomentazioni e le parole usate in questi contributi sono da soppesare con cura, perché potrebbero essere il segnale di un graduale riposizionamento degli operatori di mercato e dei “policy maker” nei confronti del debito sovrano italiano e delle conseguenze della sua attuale traiettoria per l’Eurozona – e non solo. Si tratta di un cambio di prospettiva che implica una prognosi tutt’altro che favorevole sulle possibilità di “guarigione” del nostro paese. Nei tre scritti si solleva una domanda fondamentale: cosa succederebbe se l’economia italiana continuasse a ristagnare (o a contrarsi) anche nel 2015-16? Bootle osserva che «l’Italia è molto vicina a quella situazione che gli economisti chiamano ‘trappola del debito’, quando cioè l’indice di indebitamento comincia a crescere in modo esponenziale».

domenica 9 novembre 2014

Appello a Renzi e ad un Decreto che condanna il Popolo Lucano












di Vincenzo Cirigliano

" Io lo conosco questo fruscio di Canneti, sui declini aridi contesi dalla frana e queste rocce magre, dove il vento e le nebbie danno convegno ai silenzi che gravano a sera sul passo stanco dei Muli. E' poca l'acqua che scorre e le Vallate son secche, spaccate, d'argilla. Qui le mandrie emigrano con l'autunno avanzato per la piana delle Marine, tuffando i passi nelle Paludi. Di qui è passata la malaria per le stazioncine sul Basento, sguardo segnato d'oleandro. Da noi la malvarosa è un fiore, trema con il basilico sulle finestre tarlate  in un vaso stinto di terracotta; e il rosmarino cresce nei prati, sulle scarpate delle vie, accanto ai buchi delle talpe. Da noi si riposa il falco e la civetta segna la nostra morte. Da noi il mondo è lontano ma c'è un odore di terra e di gagìa e il pane ha il sapore del Grano.... "








Signor Renzi sono queste le parole che ben descrivono la Basilicata, una terra paesaggisticamente stupenda che vive a cavallo tra due Parchi Nazionali che meglio non potrebbero sottolineare gli splendidi ambienti naturali che si susseguono a perdifiato, deliziando lo sguardo di qualsiasi visitatore che, almeno una volta nella vita,  ha avuto modo di consumare parte dei suoi passi su questi territori.

Oltre all'Euro, una nuova moneta fiscale per vincere la crisi

Un appello di Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Luciano Gallino, Enrico Grazzini e Stefano Sylos Labini per uscire dalla trappola della liquidità e del debito: “Lo Stato italiano emetta gratuitamente Certificati di Credito Fiscale (CCF) ad uso differito a favore di lavoratori e imprese, una quasi moneta nazionale parallela all’euro”. Obiettivo? Aumentare la capacità di spesa dell’economia senza però creare nuovo debito.

di Marco Cattaneo e Enrico Grazzini

Per uscire dalla crisi lo stato italiano dovrebbe recuperare almeno parzialmente la sua sovranità monetaria. Gli italiani stanno scoprendo sulla loro pelle che lo stato non può fare nulla per uscire dalla crisi se non ha una sua moneta: l'euro è infatti una moneta straniera concepita e creata a somiglianza del marco tedesco, e quindi intrinsecamente deflazionistica.

Senza moneta nazionale, siamo ingabbiati in una doppia trappola, quella della liquidità e quella del debito. Siamo dipendenti dall'euro, dalle decisioni della Germania, il principale azionista dell'Unione Europea e della Banca Centrale Europea: ma né la UE né la BCE ci tireranno fuori dalla crisi, anzi!

Sovranità al Popolo

Sovranità viene dal francese “souverain” e porta con sé il senso del “sopra”, dello “stare sopra”, e in tal senso del ricoprire una funzione di coordinazione e di potere superiore. Nella letteratura filosofica contemporanea, il paradigma della sovranità è quello della bio-politica, così come sviluppato da Michel Foucault prima e Giorgio Agamben dopo, cioè del controllo spasmodico dei corpi e dei comportamenti così come storicamente sviluppato nei regimi totalitari. Un contesto semantico perciò negativo: sovranità, in questi autori, è sinonimo di potere assoluto, cieco, brutale, totalitario, fuori da ogni controllo, eppur mosso dal desiderio del controllo assoluto. Di qui la riflessione di Foucault sulle modalità di uscita da simili dinamiche malate di potere, tramite la cura di sé, la rivalutazione dell’individuo, la critica alle forme di potere occulte.

sabato 8 novembre 2014

Trivelle d'Italia

di Pietro Dommarco 


La legge Sblocca-Italia apre a gas e petrolio, stoccaggi e prospezioni petrolifere (in terra e a mare), gasdotti e rigassificatori, e nel nome di un interesse strategico chiude le porte alla democrazia e alla partecipazione, tanto da parte delle amministrazioni locali quanto dei cittadini. Emblematico il "caso Basilicata".

Il commento di Pietro Dommarco, che ha curato l'analisi degli articoli energetici del provvedimento nell'eBook "Rottama Italia" ed è l'autore di "Trivelle d'Italia".

Lo Sblocca-Italia, che Altreconomia ha definito "Rottama Italia", è legge dello Stato, e lo sono anche i provvedimenti #sbloccatrivelle di Matteo Renzi. L'iter di conversione, che il Governo ha deciso di blindare con voto di fiducia, si è chiuso il 5 novembre. Dalla bozza pubblicata in Gazzetta Ufficiale, passando per le varie versioni emendate, quello che viene restituito al Paese è un testo, nel suo complesso, peggiorativo. E questo giudizio riguarda anche gli articoli 36, 37 e 38, recanti misure urgenti in materia di energia.

Noi e la barbarie dell’Ue, fabbrica di miseria e guerra

Si può fermare l’offensiva liberista in Italia? La manifestazione nazionale indetta a Roma dalla Cgil il 25 ottobre può essere l’inizio di un’onda di rivolta dei lavoratori italiani contro il soffocante austeritarismo dell’Unione Europea, e contro il governo Renzi-Berlusconi, vassalli locali del potere finanziario. Speriamo che lo sia, facciamo tutto quel che possiamo perché lo sia, ma con poche illusioni. Non si può più fermare fermare l’offensiva padronale, la precarizzazione, l’impoverimento, lo smantellamento delle strutture sociali, perché tutto questo è già avvenuto, con la collaborazione dei sindacati. E’ meglio saperlo. Nel 1980, di fronte a 25.000 licenziamenti decisi da Agnelli, Berlinguer chiamò gli operai Fiat a occupare la fabbrica, ma il suo partito negli anni precedenti aveva lavorato a disgregare la forza operaia, e ne aveva isolato le avanguardie fino al punto di avallare il licenziamento di 62 lavoratori “estremisti”. Naturalmente fu una sconfitta dalla quale gli operai italiani non si sono ripresi più.

venerdì 7 novembre 2014

In Italia lavoreranno solo schiavi sottopagati

Perché mai formare giovani laureati, in un paese che l’euro-crisi sta declassando al rango di colonia per manovalanza a basso costo? «Continuando a tagliare sul finanziamento di università e ricerca si continuerà ad aggravare una situazione che già ora sembra essere irrecuperabile», afferma Francesco Sylos Labini: «Un folle gioco al ribasso che rende necessario, per supplire alla mancanza d’innovazione, abbassare i costi del lavoro e i diritti dei lavoratori». E’ il “miracolo” dell’Eurozona, che fabbrica concorrenza sleale a beneficio della sola Germania. La Bundesbank domina l’Unione Europea attraverso la Commissione e la Bce, col pieno accordo dei super-poteri finanziari atlantici, rappresentati dal Fmi e dalle potentissime lobby che – attraverso trattati-capestro come il Ttip – a Bruxelles dettano le regole per spianare la strada al business, smantellando lo stato sociale e i diritti dei cittadini, consumatori e lavoratori. Lo scalpo dell’Italia? Uno dei punti-chiave del piano: per indossare i panni di kapò della nuova Europa, la Germania ha preteso che venisse rasa al suolo la temutissima concorrenza italiana. Incluso, ovviamente, il capitolo della formazione.

Un' Europa che ha dimenticato la solidarietà e la centralità della persona umana.

L’attuale guerra condotta con mezzi commerciali e finanziari sta trasformando l’Ue nel più grande esperimento di riduzione dei diritti umani. Il tema più dibattuto e complesso è quello sullo status dei diritti sociali nell’odierna Europa: si è passati lentamente dalla concezione che le esigenze di protezione sociale potessero costituire sviluppo e potenziamento delle libertà individuali, all’ideologia ultraliberista del “s’aiuti dunque chi può”, tipico pensiero spietato delle classi privilegiate nei riguardi delle classi povere. La polarizzazione della ricchezza e lo svuotamento della classe media ha portato con sé una guerra accanita nella quale i più forti schiacciano inesorabilmente i deboli e gl’inesperti. Gli uomini, senza unità di scopo, guidati dal solo dogma della legge di mercato, vengono manipolati verso il progetto europeo e parallelamente verso una progressiva degradazione strutturale del rango e dell’orgoglio delle nazioni aderenti ad esso.



giovedì 6 novembre 2014

Chi è Juncker, il nuovo presidente della Commissione europea

di Gengis Kant

Jean Claude Juncker è il nuovo presidente della Commissione europea.
Juncker è stato primo ministro del Granducato (l'unico granducato al mondo!) di Lussemburgo per diciotto anni, un caso di rimarchevole longevità politica, quasi pari a quella di Greenspan alla Fed e di quella di alcuni dittatori africani. Il Lussemburgo è grande come tre quarti della Val d'Aosta, ha una popolazione inferiore a quella di Genova ed il PIL pro capite più alto al mondo (2012). Pochi, ricchi, felici. Come fanno?
L'86% della ricchezza è data da servizi ed in particolare dalle 152 banche che ivi risiedono, più le finanziarie, i fondi e le 9000 holding che si godono il vantaggioso ecosistema lussemburghese. Questo irreprensibile paesino, già inserito nella lista grey dei paradisi fiscali e che ha il più alto indice al mondo di corruzione percepita, ha eletto ripetutamente Juncker a suodominus, un personaggio molto amato in tutto il mondo dato che ben 15 paesi gli hanno voluto riconoscere gran croci e decorazioni al merito e ben più di cinquanta istituzioni accademiche gli hanno tributato premi, menzioni, lauree honoris causa.

Se solo la Camusso avesse il coraggio di boicottare il Pd

La Cgil, con i suoi quasi 5 milioni di iscritti, è un pezzo non irrilevante dell’elettorato Pd: pur depurando il dato dai gonfiamenti, tenendo conto del fatto che moltissimi iscritti non seguono le indicazioni elettorali del sindacato e votano Sel, Lega o M5S, resta pur sempre una quota maggioritaria che vota Pd e, considerando anche il “voto familiare”, una quota di 2 milioni – 2 milioni e mezzo di voti al Pd è una stima prudenziale. Il che significa un buon 6-7,5%. Anche ipotizzando il distacco di una metà di essi, significherebbe un 3-4% che se ne va. Renzi, ne sono convinto, vuole disfarsi della sua sinistra interna, ma non vede affatto di buon occhio il sorgere di un partito concorrente alla sua sinistra, con il 10-12% dei voti (mettendo insieme gli attuali elettorati di sinistra Pd, Sel, Rifondazione) e che magari giochi di sponda con il M5S. Nel suo schema di gioco il Pd deve trasformarsi stabilmente in un partito interclassista di centrodestra, che non faccia più neppure finta di essere di sinistra (medita anche di cambiare il nome in Partito della Nazione), ma la sinistra non deve proprio esistere, né come corrente interna né come partito esterno, deve semplicemente scomparire e non avere più alcuna rappresentanza.