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martedì 19 agosto 2014

Sicuri che per l'Italia non c'è di che preoccuparsi?

Ecco i numeri presentati da New York Times e Business Insider per l'Italia





Italia è fallita. Ecco i numeri presentati da New York Times e Business Insider

0 commenti, 18/08/2014, by , in Economia
L’Italia è di gran lunga il paese che più di ogni altro nei G7 ha risentito della crisi. Non solo dal 2008 la nostra economia è crollata, raggiungendo il fondo ma ha deciso di scavare su questo fondo per andare ancora più in basso. Chi lo dice? Qualche blog complottista/disfattista che specula sull’allarmismo economico e parla di catastrofi annunciate per racimolare qualche visita in più? Qualche pseudo esperto di economia che sfrutta il tema sempre virale della crisi devastante per gettare inutile allarmismo tra la popolazione? No: a diffondere gli agghiaccianti ed inconfutabili (oltre che chiarissimi) dati sono il New York Times e Business Insider. Il primo lo fa con un articolo a firma di Justin Wolfers, docente di economia all’università del Michigan che titola il suo pezzo con un eloquente:”Italy’s lost Decade”, ovvero il decennio italiano perduto ed analizza l’andamento del prodotto interno lordo del Bel Paese dal 2002 al 2014.
Il grafico che potete vedere di seguito e che mette a confronto USA ed Italia appare drammaticamente chiaro: la nostra economia dalla fine del 2008 ha subito un crollo progressivo e peggiorativo senza sosta. O meglio, con una lieve ripresa tra 2011 e 2012 ed una nuova discesa poderosa registrata dalla fine del 2012 all’anno in corso. La linea degli Stati Uniti, invece, presenta comunque un chiaro segnale di risalita nel corso degli anni, nonostante la debacle registrata nel 2008, anno d’inizio della cosiddetta crisi, crescendo del 27%durante l’amministrazione Obama. E per il nostro paese? Wolfers si limita a constatare ciò che dicono i numeri e non le opinioni, ovvero che “Italy is producing less today than it was in the middle of 2000”, che tradotto significa semplicemente che la nostra produzione odierna e la nostra ricchezza in generale è inferiore rispetto a quella registrata nel 2000, ovvero 14 anni fa. In altri termini: abbiamo subito una recessione che ci ha portati indietro di 14 anni, che da un punto di vista economico sono sul serio tanti.
Economia Italia è fallita
Economia Italia è fallita
Ma come è messa l’Italia rispetto agli altri paesi del G7? Magari il paragone con l’America del Nord è un po’ troppo ardito e sproporzionato e confrontandoci con altri stati meno ricchi e potenti potremmo uscirne meno massacrati. Ebbene, purtroppo per noi, non è così ed anzi il grafico sulle variazioni del prodotto interno lordo registrate in Canada, Usa, Francia, Inghilterra, Germania, Giapponee appunto Italia, ci vede molto più che semplici fanalini di coda: gli altri ci hanno seminati e doppiati.
Guardando il secondo grafico sottostante, infatti, si nota come il penultimo dei G7, ovvero l’Inghilterra, sia comunque molto distante dal nostro indice di PIL. Tutti gli altri paesi, come si evince, sono difatti rimasti comunque sopra l’indice 100 nel corso del 2013 e del 2014, mostrando in ogni caso una chiara ripresa. L’Italia, invece, non solo non ha fatto progressi ma ha addirittura peggiorato le già disastrose performance degli anni passati, piazzandosi più o meno ad un indice pari a 91 su 109 (raggiunto dal Canada, paese con il risultato migliore).
Economia italiana è fallita
Economia italiana è fallita
Dal 2010 e quindi dall’avvento dei vari governi cosiddetti tecnici e con l’avvicendamento degli altri non eletti, la situazione è progressivamente peggiorataCon Renzi, si è toccato il fondo e, come detto, si sta scavando ulteriormente. Non si intravedono misure atte a far rifiatare un’economia sempre più strangolata datassazione, recessione, disoccupazione e misure di austerità, mentre il Parlamento si affanna ad approvare in fretta e furia una riforma costituzionale sulla cui legittimità democratica, soprattutto alla luce di questi dati allarmanti, cadono ancora più dubbi. Senza voler essere eccessivamente dietrologici o “complottisti”, infatti, guardando i grafici ed analizzando i dati raccolti, ci si chiede come mai il governo di un paese così in ginocchio e sempre più povero sia tanto preoccupato di agire su riforme costituzionali di sicuro non prioritarie, invece di dedicarsi con ogni energia possibile a provvedimenti atti ad evitare un ulteriore ed ancor più grave tracollo sia finanziario che economico.

Fonte:  http://www.tuchedici.org/italia-fallita-i-numeri-presentati-new-york-times-business-insider/

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