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venerdì 29 agosto 2014

Il potere d'acquisto delle famiglie a -13%: anche chi lavora è Povero


LA RILEVAZIONE DELL'ISTAT

Sempre più giù la fiducia dei consumatori italiani. Ad agosto l’indice calcolato dall’Istat diminuisce a 101,9 da 104,4 del mese precedente: il peggioramento, il terzo consecutivo, interessa tutte le diverse componenti e segue le diminuzioni rilevate a giugno e luglio. Il calo della fiducia deriva soprattutto dalla componente economica, che scende a 107,6 da 114,2, mentre quella riferita al quadro personale passa a 100,1 da 101,2. Gli indici riferiti al clima corrente e futuro diminuiscono, rispettivamente, a 101,5 da 104,0 e a 103,4 da 106,2. Riguardo alla situazione economica del Paese, i giudizi sulle condizioni attuali peggiorano: il saldo passa a -91 da -79; anche per le attese si rileva un peggioramento: il saldo passa a -7 da 6. Quanto alla disoccupazione si attendono aumenti: il saldo cresce, infatti, a 56 da 53.



Potere d'acquisto ai minimi - Preoccupate le associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef «le condizioni economiche delle famiglie peggiorano in maniera allarmante». Secondo le due organizzazioni, il potere d’acquisto delle famiglie «dal 2008 ad oggi è diminuito di oltre il 13,4% e i consumi, nel solo biennio 2012-2013 sono scesi del -8,1%. Una crisi della domanda di mercato che continua a ripercuotersi pesantemente sull’intero sistema economico, trascinando al ribasso produzione ed occupazione». I dati Istat «fanno temere un autunno nero sul fronte dei consumi degli italiani», commenta il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che aggiunge: «Se non c’è fiducia i cittadini saranno portati a rimandare gli acquisti a tempi migliori e a ridurre all’indispensabile i propri consumi». Un autunno difficile lo prevede anche Confesercenti, secondo cui «gli italiani si preparano a stringere ulteriormente la cinghia. Se non si interverrà per invertire il trend il diffuso clima di incertezza avrà pesanti conseguenze sulle vendite della prossima stagione, assestando un nuovo, duro colpo alla domanda». I numeri dell’Istat «sono dati che sembrano confermare che la ripresa europea, se mai c’è stata, si è arenata, mentre l’Italia si muove lungo un profilo di strisciante stagnazione» commenta Sergio De Nardis di Nomisma. Anche i consumatori tedeschi iniziano a dare segni di preoccupazione: la fiducia cala per la prima volta in oltre un anno e mezzo, in un clima di preoccupazione sempre maggiore per gli effetti delle sanzioni alla Russia e altri conflitti a livello internazionale

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