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venerdì 6 giugno 2014

Quell'annoso problema delle Estrazioni Petrolifere in Basilicata

da  www.olambientalista.it
Oggi, 5 giugno 2014, ricorre la giornata Mondiale dell’Ambiente proclamata dalle Nazioni Unite. Ma in Basilicata non si festeggia. Proprio oggi, dopo aver “snobbato” la stampa locale ieri a Potenza, dopo l’incontro con il governatore Marcello Pittella, il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi affida il messaggio diretto alla Nazione al quotidiano nazionale Confindustriale “il Sole 24 Ore” (leggi articolo in basso) rilanciando lo sfruttamento degli idrocarburi in Basilicata. Idrocarburi responsabili dell’effetto serra al quale la Basilicata fornisce il suo forte “contributo” in termini di inquinamento, nonostante i cittadini non condividano le scelte degli amministratori e degli esponenti di governo in visita di cortesia agli interessi delle compagnie petrolifere in Basilicata.
Alla faccia degli impegni dell’Italia per la riduzione dei gas serra, responsabili dei disastri indotti dagli effetti climatici. Il ministro Guidi, affidandosi al portavoce delle compagnie petrolifere in terra lucana, oggi afferma di  voler sfruttare le “risorse indigene” (e non solo le risorse) un tema europeo e non solo italiano…dove c’è un interesse strategico del Paese su questa regione“.  Il ministro Guidi lancia quindi da Potenza la “green technology” alludendo, forse, in controtendenza alle Nazioni Unite, al petrolio ed al suo sfruttamento, oppure all’affaire della contropartita dello sfruttamento petrolifero della regione  della cosiddetta “chimica verde”, già “decotta” in Sardegna.

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di Vincenzo Cirigliano
Tante le manifestazioni contro le Trivellazioni in Basilicata che si sono succedute negli Ultimi anni, fatte ed organizzate dalle più variegate Associazioni, dai tanti Movimenti, dai Sindacati, ecc.
Tutte queste manifestazioni hanno avuto, come  comune denominatore, la scarsa partecipazione popolare, dovuta non tanto, come si potrebbe pensare, ad indifferenza, ma alla sensazione ormai assorbita dalla gente di impotenza, dinanzi a decisioni già prese da Istituzioni volutamente distanti anni luce dal Popolo. Io stesso, nell'ambito della Cgil, ho partecipato ad un intenso mese di volantinaggio, qualche anno fa,  cercando di portare gente ad una Manifestazione organizzata davanti al Centro Oli di Viggiano. Alla fine si è faticato a contare un centinaio di persone. Il Movimento 5 Stelle fa bene a partecipare a queste Manifestazioni cercando di smuovere le acque su un territorio in cui questo è palesemente e tristemente difficile. Oggi però, a differenza di qualche anno fa, il Movimento 5 Stelle ha un arma in più da giocare, un arma non indifferente, dalle potenzialità enormi, vale a dire la presenza nelle Istituzioni di propri Rappresentanti. Oggi li ha in Regione, li ha in Parlamento, e, da poco li ha anche nelle Istituzioni Europee. E' nelle Istituzioni che il Movimento 5 Stelle deve ora muoversi e lo deve fare cercando di cambiare quelle Leggi che oggi consentono a queste Compagnie Petrolifere di venire ad estrarre allegramente in Basilicata, permettendosi di ignorare completamente il parere popolare. Il Movimento 5 Stelle dovrebbe portare avanti la sua opera toccando temi determinanti e basilari. Mi permetto solo di suggerirne due:
-  L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia come limite, non superabile, di H2S (Idrogeno Solforato) in atmosfera nelle aree interessate da estrazioni Petrolifere, il valore di 0,0005 ppm. In Italia la Legislazione consente un limite migliaia di volte superiore. Negli Stati uniti questo limite viene abbassato addirittura a 0,0001 ppm. Non risulta, al momento, che qualche Parlamentare abbia fatto proposte per adeguare questi limiti, nella Legislazione Nazionale, a quanto consigliato dall'OMS. 
-  Se delle Comunità, si ritengono danneggiate da decisioni e permessi concessi dai Sindaci di Comunità confinanti, per possibili conseguenze Ambientali e Sanitarie che possono ricadere indirettamente sul proprio territorio, non dovrebbero fare altro che aprire un procedimento giudiziario nei confronti di queste Amministrazioni e della Regione, costituendosi Parte Civile e chiedendo i danni per tutte le conseguenze che possono derivare, in futuro, come strascico di decisioni avventate e non condivise dal territorio. In questo processo il Movimento 5 Stelle, come formazione di un certo rilievo a livello Nazionale, dovrebbe assumere un ruolo di coordinamento e di indirizzo.
Due modi di muoversi che da soli creerebbero le condizioni per portare a soluzione un problema ormai ultradecennale che rischia di diventare unicamente la Bandiera da agitare, con cadenza periodica, per questa o per quella Organizzazione per balzare agli onori della cronaca. E di questo, vi assicuro, il Popolo Lucano non ne ha assoluto bisogno.

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