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martedì 6 maggio 2014

Quello che può sembrare utopia, cambierà la Storia
























DI ROSANNA SPADINI
comedonchisciotte.org

Il “Decameron” del Boccaccio si apre con una drammatica immagine di morte, che contrasta con il tono afrodisiaco e libertino del resto dell’opera, voragine caleidoscopica delle molteplici passioni umane che rendono la vita degna di essere vissuta.   L’autore descrive infatti la peste che colpì Firenze (e l’Europa intera) nel 1348, concentrandosi sulla dissoluzione morale della società che l’epidemia aveva portato con sé in città.


“(.) nascevano nel cominciamento d’essa a’ maschi e alle femine parimente o nella anguinaia o sotto le ditella certe enfiature, (.) le quali i volgari nominavan gavoccioli. E dalle due parti del corpo predette infra brieve spazio cominciò il già detto gavocciolo mortifero indifferentemente in ogni parte di quello a nascere e a venire: e da questo appresso s’incominciò la qualità della predetta infermità a permutare in macchie nere o livide (.) E come il gavocciolo primieramente era stato e ancora era certissimo indizio di futura morte, così erano queste a ciascuno a cui venieno.”
Il propagarsi del morbo mortale dunque avrebbe provocato la dissoluzione di ogni forma di società e di rapporto civile, così come la mancanza di moralità politica nell’Italia (e nell’Europa) di oggi sta determinando il collasso dei rapporti sociali e civili, e il saccheggio dei diritti democratici.

Anche Beppe Grillo nel suo ultimo intervento all'assemblea del Monte dei Paschi di Siena ha evocato l’immagine della morte, definendo “peste rossa” quel malsano ginepraio di interessi politico, finanziari, speculativi, affaristici che ha saccheggiato il Monte dei Paschi di Siena, una delle più belle e antiche banche d’Europa, nata nel 1472 per volere della Repubblica di Siena, come istituto di credito di diritto pubblico, poi dal 1995 iniziata all’esercizio della prostituzione finanziaria dalla Fondazione Mps, che nel giro di questi ultimi 19 anni ne ha fatto scempio.
What happened? Semplicemente questo: una classe politica lercia e corrotta ha depredato un bene pubblico, cioè, per essere più distillati, è stata trangugiata una fortuna di proprietà di tutti i cittadini italiani, che forse negli ultimi tempi, assuefatti ai decennali proclami neoliberisti del potere, confondono lo scarto primario tra pubblico e privato, anzi si sono convinti che il pubblico sia per loro un danno, mentre il privato un’opportunità.
Schiavi che adorano la propria schiavitù, come nella distopia del “Mondo Nuovo” di Huxley, i cui soggetti umani sono manovrati da una dittatura totalitaria, che induce alla sottomissione orgasmica, viziata dall’uso di una droga che alimenta il desiderio. Opinione pubblica insipiente e delirante, cresciuta tra i cazzeggi del Grande Fratello e il The Sorcerer's Apprentice di Briatore.
Una “peste rossa” che è sinonimo di malgoverno, corruzione, decomposizione tragica del tessuto morale di una classe dirigente che sfodera come fosse un trionfo i propri reati di baratteria, per cui il costo delle opere pubbliche in Italia è maggiorato di 5 volte rispetto agli altri paesi europei, che ha consumato il venti per cento del comparto industriale del proprio Paese in pochi anni, che ha prodotto il ripugnante aborto legislativo degli esodati, che ha propagato la disoccupazione adulta al 13% e quella giovanile al 43%, che ha cancellato dalla carta geografica una città italiana come L’Aquila, che assiste impassibile al crollo dei suoi beni artistici (Pompei), che indossa maschere antigas e si rifugia in bunker platinati di fronte ai disastri ambientali che ammorbano il Paese (Napoli, Taranto), che permette ad un pregiudicato condannato a quattro anni di fare campagna elettorale, legiferare, cambiare la legge elettorale e la Costituzione, con arredo di “interviste e reportage dal carcere”.
In questa fossa paludosa di immobilismo politico, dove i problemi privati invadono urgentemente lo spazio pubblico della discussione, ma non si traducono mai in risoluzioni pubbliche, la figura di Beppe Grillo appare quella di un gigante dell’etica politica, un Davide arruffato che con il suo blog invadente e sfrontato combatte da alcuni anni contro il sistema e il mondo massmediatico che lo sostiene, mistificando quotidianamente la realtà.
Nella “società dei consumatori/spettatori”, che non è più quella “dei produttori” del dopoguerra, fatta di grandi apparati politici, di grandi complessi industriali, il cittadino è abbandonato alla solitudine più totale (Zygmunt Bauman, “La solitudine del cittadino globale”), i partiti sono ridotti a semplici organismi affaristici autoreferenziali, che fanno gli affari per sé e non si curano di risolvere i problemi della povera gente, e la democrazia rappresentativa entra in crisi, appare un marchingegno decrepito e superato, perché non rappresenta più i valori civili di una società sottoposta a continue tensioni antidemocratiche (Porcellum e liste bloccate senza preferenze).
Subentra a gamba tesa la proposta Casaleggio/Grillo di una democrazia partecipativa, dove siano gli stessi cittadini a partecipare in prima persona al potere, mettendosi in gioco, destinando tempo e denaro, passione e responsabilità, per spazzare via l'intero ceto politico italiano corrotto, indagato e pregiudicato, perché una classe dirigente onesta e irreprensibile possa riprendere in mano lo Stato e ricostruire il Paese dalle fondamenta. Nella scenografia tridimensionale politico economica devastata dell’Italia odierna, le idee moralizzatrici così forti del Movimento 5 stelle sembrano le uniche proposte ragionevoli e credibili e l’unica risorsa possibile alla risoluzione dei tanti problemi.
Casaleggio e Grillo stanno conducendo la loro battaglia con grande tenacia e determinazione, stanno proponendo una “rivoluzione culturale” ai cittadini italiani, afoni e sgomenti, dispersi nell’assoluta inesplicabile incomprensione del pasticcio economico politico che sta decimando industrie, posti di lavoro, ed esistenze, in tempo reale.
Persino ZeroHedge, uno dei migliori siti americani di economia, che si occupa spesso di problemi italiani ed europei, mentre denuncia l’inerzia del rettiliano Draghi dal sangue glaciale e dagli occhi fradici, si domanda come mai sia possibile che “comuni cittadini” siano entrati nel Parlamento italiano per “aprirlo come una scatoletta di tonno”. In Usa certo la storia appare assolutamente absurdithy is nothing.
La vicenda dei 5 stelle appare veramente incredibile e quasi utopistiche le norme di codice comportamentale interne al movimento: riduzione dello stipendio, rifiuto dei finanziamenti pubblici, accettazione piena del contratto elettorale, condanna del trasformismo (previa espulsione decisa dalla rete), limite di incarico di due mandati, rispetto della coerenza assoluta nella realizzazione del mandato elettorale, partecipazione diretta ed impegno.
Così come appaiono utopistiche le loro battaglie politiche: difesa della Costituzione, dei diritti, del lavoro, dello stato sociale, della giustizia, dell’ambiente.
Facce d’angelo in Parlamento, giovani puliti, onesti, responsabili, carichi di passione, come non si sono mai visti, interpreti della rabbia di quegli italiani che da lungo tempo si sono sentiti offesi, traditi, rinnegati da un sistema politico infame.
Facce d’angelo, dice però qualcuno, che nascondono un’oscura ed enigmatica doppia verità, trame orwelliane di ipotesi di complotti, cospirazioni gattopardesche, che convincono con ennesimi illusionismi l’elettore ingenuo della possibilità di un cambiamento, che mai si realizzerà. La palingenesi non sarebbe possibile nell’Italia dei mille vizi capitali.

Ma la storia è spesso stata cambiata da utopie rivoluzionarie, non da ipotesi di complotto.
Un cocktail Angel’s Faces: shakerare con cubetti di ghiaccio, servire nella coppetta di cristallo ghiacciata, decorare con crema di menta verde o polvere di stelle.

Rosanna Spadini

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