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venerdì 2 maggio 2014

Il volto che noi Lucani porteremo in Europa sarà quello di Piernicola Pedicini











Un figlio della terra Lucana che porterà in Europa le problematiche dei nostri territori con competenza, dedizione e ONESTA'
Una chiacchierata sulla Basilicata, sul futuro della Regione e su un presente nebuloso e negativo con il candidato del Movimento Cinque Stelle come portavoce in Parlamento Europeo, Piernicola Pedicini: tanti i temi trattati con il giovane pentastellato, pieno di energie e senz’altro voglioso di provare a cambiare un sistema “marcio” come quello che circonda non solo l’Italia, ma anche l’Europa. Buona lettura.
Piernicola Pedicini, se lei dovesse riuscire ad arrivare a Bruxelles, andrebbe a rappresentare una Regione, la Basilicata, ricchissima di petrolio e materie prime, ma poverissima dal punto di vista economico. Si rende conto del rischio e delle difficoltà?
Vuoi che non mi renda conto di questo (ride). Lo sforzo che io e il Movimento stiamo facendo va proprio in questa direzione: la Basilicata ha scarsa popolazione, ma problematiche enormi da tutti i punti di vista, nonostante risulti tra i territori più ricchi di giacimenti naturali in Italia. Naturalmente mandare in Europa solo campani o pugliesi non aiuterebbe assolutamente il territorio: per questo è fondamentale che ci vada un rappresentante per ogni Regione; solo così i problemi di ciascun territorio verrebbero effettivamente rappresentati. E’ proprio in questo senso che i lucani devono darsi da fare, per avere una voce lì a Bruxelles.

Quale Lucania presenterà all’Europa?
Intanto bisogna far presente che la nostra Regione esiste come risorse, e parlo di quelle idriche,naturali, turistiche, petrolifere; accanto a tutto questo presenterò una Lucania che annega nelle difficoltà, cosa che nemmeno l’Italia conosce. In questo periodo sto girando un po’ per le varie circoscrizioni e mi rendo conto che i nostri problemi non sono conosciuti. Il fatto che siamo ricchi di risorse, ma poveri per popolazione permette alle varie multinazionali di sfruttare il territorio senza avere grossi ostacoli.
Tra le problematiche più gravi del nostro territorio vi è senz’altro quello dell’inquinamento, causato dalle estrazioni petrolifere (da ultimo lo sversamento del petrolio nel territorio pisticcese): qual è la sua idea e la sua posizione in merito questione e alla Valbasento?
Io ho un’idea precisa: quello che viviamo in Basilicata è drammatico dal punto di vista ambientale, sanitario, economico e lavorativo perché la ricaduta di un ambiente malato provoca danni in ogni settore dell’economia. Si perdono possibilità di avere piccole e medie imprese che operano con il food, con il turismo; l’economia così subisce una forte depressione e provoca forte povertà nel territorio. La posizione del Movimento Cinque Stelle è netta: difesa del territorio e dell’ambiente. A proposito, tale principio è sancito dall’art 37 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che parla di tutela del territorio e del miglioramento della sua qualità integrato dalle politiche di tutti gli Stati membri in ottemperanza al principio di sviluppo sostenibile. Ecco, in Basilicata questo articolo rimane solo sulla carta, perché di fatto accade tutto il contrario: ad esempio in Valbasento è allucinante che si possa inquinare fino a quel livello, senza nessun controllo, senza alcun intervento delle autorità.
Com’è possibile che questa cosa sia stata perpetrata nel tempo disinformando i cittadini?Il problema dell’inquinamento non è solo della Basilicata, ma coinvolge la Campania con la Terra dei Fuochi, la Puglia con l’ILVA e con gli effetti dell’ex Enichem, mentre in Calabria stanno costruendo la discarica più grande d’Europa, in Molise ci sono le estrazioni di petrolio. E’ un circolo vizioso che coinvolge tutto il Sud e che trova le radici non solo nelle politiche locali, ma soprattutto nelle politiche europee.
Qual è il suo concetto di Europa, allo stato attuale delle cose?
Se la mia analisi sull’Europa dovesse partire proprio da questi problemi, trovare la causa è molto semplice, ma allo stesso tempo anche spiacevole: questi problemi sono figli della politica europea, cioè delle lobbies a livello europeo, tutte quelle multinazionali che si occupano di energia. Si deve pensare che l’Europa si alimenta ancora per il 90% di energia fossile. Inoltre, nella Commissione europea, cioè dove iniziano le proposte legislative, chi comanda sono queste lobbies che sono molto influenti nella stesura di regolamenti e direttive che poi vengono recepite dagli Stati membri. Si sta parlando non solo delle lobbies dell’energia, ma anche delle case farmaceutiche e del food. Il Parlamento a cui sono candidato ha soltanto un ruolo di emendamento delle decisioni prese nella Commissione o nel Consiglio dei Ministri Europeo: pertanto è una sorta di opposizione che non ha potere legiferativo. Le lobbies, quando scoprono che in Europa c’è una regione che può essere sfruttata, non puntano sulla green economy o sullo sviluppo di energie alternative, ma puntano sull’energia fossile che deprime l’economia e inquina l’ambiente. Per questo bisogna andare lì e smascherare tutto questo sistema per creare un’Europa che ponga al centro di ogni decisione non la singola lobby, ma il cittadino europeo.
Un altro tema drammatico per la Basilicata è la disoccupazione e la fuga dei giovani costretti ad abbandonare la loro realtà per crearsi un futuro altrove: quali politiche e quali interventi occorrono?
La prima mossa è dare lavoro. Ma per dare lavoro bisogna decidere quali sono i settori in cui si deve investire e creare sviluppo. Per me questi settori sono il turismo, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della Regione, e la piccola-media impresa che riguarda i prodotti locali, cioè quei prodotti che valorizzano la Basilicata e la rendono unica. Occorre poi sfruttare i fondi europei, in maniera trasparente. Ogni anno l’Italia da all’Europa circa 13 miliardi di euro per politiche comuni, infrastrutture e PAC (Piano Agricoltura Comune), ma riusciamo a intercettarne solo 8 miliardi, per nostra incapacità. Di questi otto, la maggior parte sono, a loro vota, intercettati dalla mafia: pertanto questi, invece di creare sviluppo e occupazione, alimentano il sistema mafioso. Oltre al danno c’è anche la beffa per i cittadini poiché l’Europa applica la procedura di infrazione contro l’Italia appena scoperto che tali fondi non sono stati utilizzati per i fini a cui erano destinati. Pertanto non solo perdiamo i fondi europei, ma spesso e malvolentieri ci andiamo anche a perdere economicamente.
Problema connesso alla disoccupazione è la fuga dei giovani: per fermarla bisogna potenziare il campo della ricerca, rafforzare e completare lo sviluppo universitario in Regione: le università, con i progetti di spin-off, devono essere uno strumento di collegamento diretto tra ricerca e sviluppo del territorio, cioè con il turismo, l’energia e l’agroalimentare, settori cioè compatibili con il territorio. Il Movimento Cinque Stelle è interessato a far restare i giovani in Basilicata e per farlo intende anche promuovere una politica di uso del territorio, cioè dei tantissimi terreni abbandonati: è importante che questi siano utilizzati a fini agricoli e di allevamento anzitutto per i consumi nazionali interni. Lavorare la terra è oggi un modello di modernità, se lo fai con internet e le conoscenze a disposizione di tutti. Così crei imprese che sfruttano i territori positivamente e senza inquinamento per la terra stessa. Di conseguenza rinforzi il turismo perché la gente vorrà mangiare i prodotti tipici direttamente dove questi vengono prodotti. Invece, l’Europa sponsorizza e favorisce le produzioni fatte lontano dai luoghi di consumo.
In Basilicata numerosi politici stanno attuando un’autentica corsa alla poltrona, con candidature in ogni livello: lei cosa pensa di questi comportamenti?
Non sono assolutamente sorpreso. Io non conosco i nomi dei politici, né locali né nazionali, tranne quello di Renzi sul quale c’è un bombardamento mediatico a livello nazionale. Non mi interessano i loro nomi e nemmeno cosa fanno: per i partiti è normale che i loro aderenti concorrano a più cariche, è proprio questo sistema che noi come Movimento Cinque Stelle intendiamo scalzare. Per loro è normale anche candidare i condannati, mentre nel nostro gruppo nessuno ha avuto problemi con la giustizia o con la malapolitica. Siamo noi che, con i nostri comportamenti possiamo dare il giusto esempio e cambiare finalmente le cose.
Vogliamo difendere i cittadini, punto. Quello che fanno gli altri non mi interessa più.
Perché gli indecisi o gli elettori più in generale dovrebbero votare il Movimento Cinque Stelle?
Anzitutto ci sono due categorie di indecisi: chi è indeciso se votare o no e chi ha deciso di votare ma non sa quale partito. Ai primi dico di andare a votare perché altrimenti, con la loro astensione, lasciano le cose come stanno a scapito di se stessi e delle generazioni future che meritano senz’altro un’Europa e un’Italia migliori. A quelli che vogliono votare dico che il Movimento Cinque Stelle è l’unica forza politica che fa quello che dice. Se le persone si informano scoprono che il Movimento, quello che ha detto ha fatto, la coerenza è l’ideale che ci sospinge e ci fa avere un forte appoggio dai cittadini. E se riuscissimo ad andare al Governo il nostro unico obiettivo è difendere il cittadino e realizzare quanto di buono abbiamo in programma.
Pedicini chiude la sua intervista con un proposito in favore di tutti i lucani: “Voglio bene a tutta la Basilicata e farò di tutto per portare la sua voce in Europa”.

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