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venerdì 10 gennaio 2014

La parentopoli corre nel Parco lucano



Figli e nipoti della politica assunti nell'ente

di Eugenio Bonanata


Sette posti a tempo inderminato al Parco dell'Appennino lucano. Tra un percorso naturalistico e l'altro spuntano nomi di parenti e amici della politica che conta. E in alto ci sono i vertici dell'ente 'in odore' di promozione. 
Corsi e concorsi storici. Quanto vale un posto a tempo indeterminato, di questi tempi! Specie negli Enti ammanigliati col pubblico. Vedi il Parco dell'Appennino lucano-val d'Agri Lagonegrese: una strana creatura costretta a convivere sin dagli anni'90 (quando nacque) con le trivelle petrolifere della Val D'Agri. Già, il Parco: un paradosso in termini nato per decantare fiori e frutti di una terra marchiata dalle estrazioni selvagge dell'Eni. Ma L'Ente Parco, in fondo, di per sè implica cariche politiche e assunzioni in ruolo. E qui scatta la nostra gola profonda. Che ci fa notare come nel 2011 alcune figure professionali, in odore di parentato con la politica locale, si sono trovate a lavorare, dopo un concorso, a tempo determinato (aree amministrativa, tecnica e comunicazione). Si va dalla (presunta) figlia del sindaco pd di Moliterno, all'amica stretta di un esponente del pdl di Marsiconuovo . Dalla nipote dell'ex assessore regionale dell'Udc al parente del sindaco di Marsiconuovo. Dal fratello del neo consigliere regionale di S.Martino d'Agri all'amica del presidente del Parco. E che dire della figlia dell'ex assessore regionale socialista e della protetta del dirigente generale del Parco? Un festival di nomi e cognomi che non vi proponiamo per ovvie ragioni di privacy.
Nuovi assunti a tempo inderminato: tra riconferme e rilanci. Ma oltre al passato c'è il presente. I nuovi concorsi banditi dal Parco lo scorso 30 dicembre. Si tratta di 7 posti a tempo indeterminato. Cinque per l'area amministrativa, uno per l'area tecnica e uno per quella giuridica. Non si impegni il giovane lucano plurilaureato e masterizzato. Ci vada cauto. Il dirigente generale del Parco (Vincenzo Fogliano) ha optato per un tipo di procedura che a norma di legge prevede la riconferma, al 40%, per chi abbia già fatto esprienza a tempo determinato nello stesso Ente. Ecco quindi che ritornano quote, amici e parenti. La nostra talpa prevede che verrano riconfermati S.A. e D.C, vicini, rispettivamente al presidente (Totaro) e al dirigente generale (Fogliano). Il terzo beneficiario di quel 40% dei vecchi parenti da riconfermare, sarebbe da scegliere su una rosa di due papabili: R.B, e G.R. Resterebbero solo 4 posti, quindi, per il giovane lucano plurilaureato. Inizi a scomodare i santi in paradiso!
Scambi e scambietti (di favori). Eppure la partita, secondo il nostro oscuro informatore, sarebbe ancora aperta. Ci potrebbe essere l'elemento default. Il nuovo bando a tempo indeterminato, infatti, parla di selezione per titoli ed esami "previa valutazione di riserva dei posti". La riserva dei posti, allora, andrebbe alla già nota parentopoli interna, "solo nel caso in cui non ci fosse un'offerta a vantaggio dei vertici del Parco, da parte dei politici di turno". Merce di scambio, quindi, secondo il nostro interlocutore, anche i nuovi posti a tempo indeterminato. Personalismi e carriere personali. Nella logica secondo cui una mano lava l'altra. Sempre che l'altra lavi l'una. Che non c'entrino i nuovi posti di direttore generale che il governatore-gladiatore Pittella ufficializzerà nelle prossime ore? Che non rientrino nella rosa anche presidenti e dirigenti del Parco? A pensar male non si sbaglia quasi mai, predicava il divo Giulio (Andreotti)

Fonte: Basilicata24.it

Gio, 09/01/2014 - 18:59













1 commento:

Anonimo ha detto...

Esperienza personale in Val d' Agri, non mi ricordo di un concorso non vinto in partenza ?