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martedì 14 gennaio 2014

Aspettavano il morto

Aspettavano il morto




Ieri sera, nel corridoio antistante alla decima commissione, dove si erano riuniti i senatori M5S, si era assiepato il consueto drappello di giornalisti, molti dei quali non si vedono mai. Non erano lì per capire quali proposte politiche stavano discutendo 50 parlamentari della Repubblica, no: aspettavano il morto. Sapevano che di lì a poco sarebbero usciti i risultati del sondaggio e pregustavano i titoli, i lanci, l’ordalia di inevitabili dichiarazioni fuori luogo con le quali avrebbero riempito pagine di nulla. Quando si è diffusa la notizia che la Rete aveva votato liberamente, e che nonostante le aspettative dei polemisti aveva votato in maniera favorevole all’abrogazione, se ne sono andati. Tutti! L’assemblea, che pure discuteva di altri temi importanti, aveva completamente perso qualunque attrattiva. L’opinione della maggioranza soddisfatta non esercita alcun fascino per la nostra informazione: cento persone che dicono una cosa hanno un valore nullo di fronte a una sola persona che dice l’opposto, anche se possibilmente lo dice in maniera infondata, anche se si inventa tutto. E sono gli stessi che parlano e domandano di democrazia.

La verità è che Grillo e Casaleggio hanno in testa una sola cosa: che la volontà popolare venga rispettata. Non importa che gli attivisti votino in un modo o nell’altro. Non importa neppure se la legge elettorale che uscirà dai referendum che il blog sta predisponendo possa risultare politicamente ostile o svantaggiosa. Per quanto possa apparire sconcertante a chi è abituato a farsi educare dai partiti, nel Movimento 5 Stelle funziona esattamente al contrario: sono i cittadini a educare i loro portavoce. Non si capisce del resto chi altri dovrebbe essere, visto che la sovranità appartiene al popolo. Che la esercita nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione, certo. Ma dopo decenni di dittatura di una casta illegittima e presuntuosa, rappresentante solo di se stessa, autonominata e illegittima, è necessario riportare il conto in pari. E ce lo riporteremo.

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