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mercoledì 16 ottobre 2013

Precari "fuori legge" alla Regione Basilicata

Presi per progetti specifici, svolgono lavoro d'ufficio

di Eugenio Bonanata


Precari "fuori legge" alla Regione Basilicata

Vere e proprie praterie dove scorrazzano i giovani rampolli della Basilicata che conta. O che almeno contava fino a poco tempo fa. Questo sarebbero  diventati  i dipartimenti regionali. E numerosi dipendenti, dopo tanti anni di lavoro, sono stati presi e sbattuti in altri uffici.  Bisognava far posto ai nuovi arrivati. Tutti cooptati, come precari, per progetti specifici. Ma poi impiegati, in buona parte, a svolgere ruoli ordinari d’ufficio. Lo specchietto per le allodole si chiamava Por (Programma operativo regionale) 2000-2006. Oggi si parla di Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale) 2007-2013. Cambiano i nomi e la cronologia, ma non la sostanza.
Cosa dovrebbero fare e cosa fanno. Spulciando  le determine dirigenziali con cui si inquadra la loro mission, viene sottolineata in modo tassativo “l’obbligatorietà dell’espletamento esclusivo delle attività di assistenza tecnica al Por 2000-2006 (poi Fesr 2007-2013, ndr)”. Espletamento “esclusivo”  vuol dire che i co.co.co dai compensi niente male (qualcuno arriva a percepire oltre  4mila euro al mese) non potrebbero mettere il naso nelle pratiche ordinarie degli uffici. Dovrebbero vigilare (“assistenza tecnica”) su come sono stati spesi i fondi europei. E invece l’assistenza  tecnica in molti casi sembra solo la chiave di accesso per entrare negli uffici regionali dalla porta laterale.
Al Dipartimento Ambiente hanno occupato un ufficio. Spostati alcuni dipendenti.  Ad esempio, al Dipartimento Ambiente, in un solo Ufficio, (gestione del ciclo dell’Acqua)  8 precari farebbero gran parte del lavoro ordinario, compresi  sopralluoghi e istruzione della pratiche. Eppure non hanno il potere di firma. Per quello, però, non c’è problema. Qualcuno disposto a firmare per loro c’è sempre. E il dirigente del Dipartimento? Si comporta da buon regista. Prende  il dipendente dell’Ufficio in questione e per “esigenze di servizio” lo manda a prendere aria all’Ufficio Foreste o a quello Geologico. Dovunque. Purché nell’Ufficio prestabilito prendano piede i rampolli che dovrebbero svolgere, lo rimarchiamo, ben altra mansione.
Ma quale assistenza tecnica? Sono precari dalle uova d’oro. Benedetti i fondi europei  per quante nuove corsie preferenziali hanno creato. Cosa c’entrano infatti i normali sopralluoghi a terreni privati o le ordinarie pratiche d’ufficio, con “l’assistenza tecnica” da eseguire sui fondi assegnati da Bruxelles?  La legge diventa carta straccia e crescono i sospetti. C’entrano qualcosa invece le clientele, i rapporti corti e i salotti buoni, con il lavoro di cui beneficiano i rampolli, visto che le attività che svolgono negli uffici, di “tecnico” non hanno proprio nulla? Ma pare che la nuora dell’ex assessore regionale, la nipote dell’ex sindaco, la moglie del notaio e tanti altri co.co.co. dalle uova d’oro, abbiano ancora un certo appeal davanti al quale bisogna chiudere un occhio.
Al di sopra dei precari c’è un’Autorità di gestione: perché non interviene? Chissà come  deve sentirsi il dipendente che dopo tanti anni di esperienza si trova spostato, mobizzato e umiliato non solo dal dirigente ma anche dai nuovi arrivati. Di segnalazioni ai piani superiori ne sono arrivate numerose. Eppure l’Autorità di gestione del Por Basilicata, che ha precise responsabilità proprio sull’utilizzo dei precari a norma di legge, è rimasta inerme. Non è intervenuta per ammonire nessun dirigente. Non risulta che sia intervenuta per rimuovere le irregolarità. E’ proprio vero: una mano lava l’altra. E compari e commarelle reggono la quadriglia del potere. Chissà cosa ne penseranno a Bruxelles dei Por, dei Fesr e delle tarantelle lucane. E chissà cosa ne pensa la magistratura lucana. Ci piacerebbe saperlo.

Mar, 15/10/2013 - 19:16

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